La fame nel Mondo secondo me

4 06 2008

Alessandro Ronchi

 

La fame nel Mondo secondo me

Posted: 03 Jun 2008 03:09 PM CDT

Oggi c’è stato il vertice della FAO a Roma sul problema dell’aumento dei costi del cibo e del rischio carestia nel Mondo. Se il premier iraniano non avesse avuto il primo piano tutto il giorno, probabilmente qualche media avrebbe avuto il tempo di approfondire un po’ la questione.

Non credo che il problema di oggi sia dovuto ai biocarburanti, ancora poco diffusi per mettere in crisi il mercato dei beni alimentari (ma già abbastanza diffusi per mettere in guardia sulle conseguenze).

Oggi gran parte del problema risiede nelle speculazioni internazionali di borsa, che dal mattone dopo la crisi dei mutui americani si sono spostate alle materie prime, cibo compreso.

Al vertice sono state proposte misure di sostegno, ma la carità in questo caso ha un effetto temporaneo e non risolve il problema.

La proposta di Berlusconi è quindi a mio parere completamente inutile ed anzi pericolosa: togliere fondi dal bilancio europeo per mettere soldi in container da spedire al terzo Mondo come supporto può anche portare a disastri come quello della missione arcobaleno, che spero non sia stato dimenticato.

Nessun TG ha avuto l’idea geniale di intervistare un professore o un esperto in materia, purtroppo.

Invece di proporre la detrazione degli aiuti, partirei con strumenti di difesa del cibo dalle speculazioni di borsa, dalla messa al bando dei brevetti e delle sementi ogm fatte per morire dopo un raccolto (1), privilegerei con un sistema di tassazione ed incentivi che favorisca la produzione di cereali rispetto a quella della carne (2), eliminerei tutti gli incentivi per la dismissione delle culture (ed il conseguenze innalzamento dei prezzi) dell’Unione Europea, per spostarli sull’incentivazione di filiera corta di qualità (così smettiamo di importare cibo da paesi come Cina ed India, ad esempio).

(1) chi non conoscesse il problema legga il libro di Vandana Shiva, il Mondo sotto brevetto.
(2) per produrre un chilo di carne occorre una quantità di acqua 13 volte superiore rispetto a quella che serve per produrre un chilo di grano, e per ogni KG di carne servono circa 16 KG di cereali.



Commento alla lettera di Nichi Vendola in www.manifestoperlarifondazione.it

2 06 2008

      Ho letto critiche al linguaggio appassionato di Nichi che sempre esprime con forza la passione politica e umana che ne fa una grande e bella persona, per me qui non si tratta di privilegiare una comprensione viscerale o mentale della realtà interna o esterna al partito come se davvero fosse possibile separare due livelli di percezione e cognizione che di per sè non sono separabili
Non c’è corpo come luogo separato, ma solo un corpo pieno di mente
Detto questo, mi pare opportuno riflettere con questi nostri corpi pieni di menti sullo svuotamento alle urne dei partiti della sinistra, individuarne le tendenze, la direzione, e al di là del risultato più evidente e sconcertaente del pdl, che nell’indiscutibile bipolarismo di fatto ha guadagnato più voti dal centro dopo un governo di coalizione del centro-sinistra che ha deluso perchè non ha retto alla prova
Se dovessi leggere le tendenze e le domande che sono emerse dal tradizionale elettorato della sinistra il 15 aprile, non sarebbe certo di una sinistra più dura, di opposizione, chiusa al dialogo con le altre forze in campo, quanto piuttosto di una sinistra che torni a contare, ad incidere, a diventare un argine al berlusconismo, al neoliberismo, a radicarsi in un progetto comune e condiviso di giustizia sociale.
Non aprire gli occhi su questo e mettere in campo la questione dei radicalismi identitari che vengono dagli o,% a mio avviso significa far sparire la sinistra dalla scena politica italiana e questa volta per sempre
La responsabilità mi auguro che prevalga sulle questioni di principio fisse e immobili che chiudono occhi-menti-corpi ad una lettura attenta delle dinamiche in cui siamo immersi.
Saltare fuori dal contesto in cui siamo immersi, osservare e osservarsi dentro queste dinamiche, per capire finalmente dove stiamo andando.
Non sono militante di alcunchè, parola orribile che mi richaima alla mente la normalizzazione dei corpi e delle menti dentro le strutture stratificate e verticali delle relatà organizzative di qualsiasi natura e colore
Ma guardo a rifondazione, e spero che esca dalcongresso non divisa in due e più parti quanto piuttosto con definizioni diverse della realtà e della partecipazione politica che non si gioca più dentro il partito, la piazza, la sezione.
Ma anche e soprattutto con la consapevolezza che fare l’appello degli iscritti è inutile se la sinistra vive anche e soprattutto fuori dal partito.
E infine cheesca dal congresso con la consapevolezza che è proprio la frammentazione e/o la mancanza di presa a livello dei centri di potere (vedi governo prodi) a ridurre l’adesione e il consenso alle urne

      annaD