VENDOLA A ROMA
16 05 2008http://www.sxnet.it/per-amore/manifesto-per-la-rifondazione-2
Manifesto per la Rifondazione
Scritto da Genesio, venerdì 16 maggio 2008
Lunedì 19 maggio, alle ore 17, presso l’Alpheus di Roma (Via del Commercio 36) si svolgerà un incontro con Nichi Vendola per presentare e discutere il documento congressuale “Manifesto per la Rifondazione”.
Prenderanno parte all’iniziativa, tra gli altri, Andrea Alzetta, Giuliano Giuliani, Sandro Medici, Luigi Nieri, Rossanna Praitano, Patrizia Sentinelli, Massimiliano Smeriglio e molti altri dirigenti e militanti della federazione romana di Rifondazione Comunista.
Partecipate numeros@!




“Manifesto per la Rifondazione” - desiderata:
APERTURA - Se non aprite le porte a chi ha esperienza e volontà di fare davvero, ma restate chiusi nelle vostre cerchie di politici, calpestate il primo dei principi che almeno la sinistra dovrebbe difendere, e quindi siete un controsenso vivente destinato all’estinzione, perché nel settore trovate concorrenza ben più agguerrita e preparata di voi - meditate …
1) è reperibile ?
2) Sia “manifesto” sia “rifondazione” hanno troppi agganci con il passato. Siete
certi che sia la strada giusta ?
3) Buonismo e sentimentalismo sono ottimi ingredienti per romanzi, fictions etc., ma in politica occorre risolvere i problemi, non parteciparne con grande afflato come fa anche la stragrande maggioranza del clero.
4) eliminazione della pena di morte, ottimo ! a quando l’eliminazione dell’immunità parlamentare, che è un paradosso ridicolo ! Dove è il pensatore che ha teorizzato che sia saggio farsi governare da delinquenti ? Ovviamente salvaguradando tutti coloro che risiedono in parlamento, facendo amnistia di qualsiasi cosa abbiano commesso fino alla data in cui verrà ridata dignità al ruolo di chi dovrebbe pensare al bene degli altri -
5) democrazia. Ebbene, sarebbe sufficiente poterne disporre … OCCORRE ELIMINARE IL POTERE DI DECISIONE ALLE DIREZIONI DEI PARTITI DELLE NOMINATIONS, altrimenti l’oligarchia che ne deriva è peggio del più becero dei comunismi mai esistiti sulla faccia della terra.
6) un partito in cui chi si iscrive e opera lo faccia per indole e non per interesse non esiste. Perché non ci pensa la sinistra a farne uno ? Perché invece si ostina a voler PARTECIPARE alla spartizione del potere ? NON è un discorso morale, è PRATICO ! se chi dirige non VALE le cose non funzionano.
7) La nuova sinistra ha capito che non esiste un TESORO nei cieli a cui poter attingere ma che la ricchezza va prodotta ? E che quello che occorre è creare le regole, non metterci le mani sopra (quante iniziative ha preso nei decenni la sinistra per mettere a libro paga dello stato tizio, caio, sempronio ,,, senza chiedersi che per pagarlil poi occorre tartassare i lavoratori con le tasse ?!?
Riparto da una riflessione di Nichi Vendola all’Alpheus di Roma per mettere a fuoco il tema della xenofobia e della ricerca del capro espiatorio.
Alla precarietà che sempre più diventerà il segno distintivo del mercato del lavoro, ai bassi salari, alla vita agra, all’impossibilità di declinare al futuro qualsiasi progetto di vita, la destra risponde con l‘ideologia della sicurezza, delle persecuzioni di massa dei rom, con il reato d’immigrazione.
E questo ci dovrebbe bastare. Ma se non dovesse bastare ci resta il Grande Fratello, Xfactor, Blob, evviva.
Al fenomeno migratorio dobbiamo dare risposte, una gestione orientata, attenta e responsabile.
Alla dichiarazioni esplicite sulla universalità dei diritti umana di fatto corrisponde lo scenario della globalizzazione della povertà, della persecuzione di rom e immigrati, il sensazionalismo dei media che dà visibilità al crimine, che sbilancia l’informazione con la colonnizzazione dell’immaginario individuale e collettivo su fenomeni di bullismo, che ti dà la lista delle priorità, che ti suggerisce quello che devi pensare. L’agenda setting dei media, la raccolta e selezione delle informazioni, organizza e dà direzione ad atteggiamenti che si materializzano in campi rom incendiati. Esseri umani di serie b, domani a chi tocca?
La gestione delle differenze non può che essere orientata da una cultura condivisa dei diritti umani, dalla messa in gioco bilaterale, dalla circolarità tra me e l’altro, da relazioni di interdipendenza, dalla condivisione delle regole del dialogo, dello stare assieme.
Tra gli elementi peculiari dell’identità l’altro è parte costitutiva. La dinamica mobile e processuale, che dà forma mai finita una volta per tutte all’identità, è sussunta nell’incontro tra me e l’altro da me. Non c’è alcuna dimensione umana e sociale nel mio io allo specchio, nell’identico a me stesso, non c’è mente che non viva e si nutra nella circolarità e nella reciprocità tra il sè e l’altro.
Il riconoscimento del proprio sé è possibile solo dentro una dimensione relazionale del vivere, il suo luogo è la piazza, il suo strumento è la pace Il misconoscimento si nutre invece delle categorie della discriminazione, della stigmatizzazione dell’altro, della sua differenza, il suo luogo è l’arena, il suo strumento è la guerra.
p.s. a volte gli eventi si susseguono in una loro logica. il giorno dopo l’incontro all’Alpeheus ho ascoltato il prof.Triulzi all’ACUSC della Sapienza di Roma, il suo intervento era focalizzato sul tema degli effetti distorsivi globalizzazione, della marginalizzazione dei paesi esclusi dai poteri forti.
Ma il fattore primario che consente di uscire dalla marginalità è stato individuato nella formazione, nell’investimento delle istituzioni nel capitale umano, nei beni pubblici, istruzione, salute, nelle energie alternative per un diverso modello di sostenibilità ambientale, nel comportamento cooperativo, nel coordinamento di attori e azioni, nell’integrazione.
La sfida risiede nei processi di apprendimento per forzare e deviare la direzione del cambiemento.
In questa direzione va il Programma “Bollenti Spiriti” per il biennio 2008-2009, approvato dalla Giunta Regionale di Vendola che ha come obiettivo lo sviluppo sociale, economico e territoriale della nostra regione.
“Il programma congiunto di politiche giovanili e formazione professionale che sostiene l’istruzione di specializzazione attraverso l’erogazione di borse di studio destinate ai giovani laureati pugliesi.
Vendola ha ricordato come finora la formazione professionale sia stata solo “oggetto di attenzione per la cronaca nera”, aggiungendo che la Regione Puglia è impegnata in un’azione di “bonifica della palude come incoraggiamento per le nuove generazioni” e che “il biglietto di ritorno per migliaia di giovani che emigrano per migliorare le proprie conoscenze può avere effetti benefici sul sistema d’impresa del territorio”. (Dal sito ufficiale della Regione Puglia)
In risposta al commento #3 di Anna Maria:
Carissima Anna, il problema non è nella formazione. Amici che vivono negli USA sono disperati per la formazione che è riservata ai loro figli ! Quello che nel nostro paese non funziona è la “stretta” di potere che c’è intorno ad ogni iniziativa privata. In italia siamo ciechi e BIGOTTI, e certamente anche troppo massoni ! Per cui qualsiasi iniziativa se non è presa all’interno di uno sceniario ben preciso è destinata al fallimento. E, sia chiaro, questo vale per chiunque, stato compreso ! negli anni 80 è fallita un’ottima iniziativa voluta dallo stato perché il mercato interno ha preferito premiare una società americana in stato fallimentare presentata però da un ex direttore generale : questo è ciò che fa schifo, e, diciamolo, è il frutto della parte deteriore (aimè troppo diffusa) della mentalità DEMOCRISTIANA ( a cui la sinistra ha sempre guardato come ad un partner possibile !) - Occorre smetterla di pensare che negli atenei debba esistere la soluzione: anzi, lì non troveremo nulla, al di là, anche in quei luoghi, di iniziative personali anch’esse il più delle volte promosse da persone valide che però non appartengono alla cerchia del potere. Occorre saper guardare le cose per quello che sono e non considerarle buone perché proposte dal “PRETE, DAL MEDICO, DAL FARMACISTA etc. etc. come accadeva quando eravamo analfabeti ! dobbiamo scrollarci di dosso questa “formazione contadina”, che tra l’altro ha anche prodotto un altra catastrofe: “ha diffuso l’idea che fregare il prossimo significhi essere intelligenti”, che è, a tutti gli effetti, la panacea più sicura per deteriore qualsiasi civiltà.
perfetto, restiamo nella nostra beata ignoranza, andremo molto lontano
In risposta al commento #1 di clint:
manifesto per la rifondazione
http://www.manifestoperlarifondazione.net/cms-upload/manifesto-per-la-rifondazione-con-firme.pdf
In risposta al commento #5 e 6 di Anna Maria:
La tua prima risposta “perfetto, restiamo nella nostra beata ignoranza, andremo molto lontano” ha frainteso quello che volevo dire. Ringraziandoti per avermi fornito il sito in cui trovare il manifesto (che ho letto ma che mi riservo di commentare tra qualche … riflessione in più:) ) vorrei che fosse chiaro che il problema che ponevo non riguardava l’importanza dell’istruzione (e dico in senso lato, sia culturale per la vita personale, sia professionale, per un inserimento sociale valido per il giovane ma anche per la società a cui appartiene), ma riguardava il fatto che purtroppo per poter usufruire dei cervelli, soprattutto se ben preparati, occorre una società che sia in grado di “valorizzarli”. Per maggior chiarezza: è inutile avere una scuola di eccellenza se poi il mercato del lavoro richiede solo MANAGERS (la più grande baggianata vista nel secolo scorso ! davvero una “stronzata pazzesca, per dirla alla Fantozzi), o commerciali o esperti di finanza etc. etc. E il motivo per cui l’Italia latita nei settori più avanzati è perché il DIO DENARO (banche, assicurazioni) ha invaso letteralmente la nostra società (ricordi la fine dell’olivetti, caduta in pasto a giochi in borsa ?!?) - Sai cosa dicono gli imprenditori più cialtroni (ne esistono molti che hanno invece maturità e senso sociale spiccati !) del sindacato ? dicono che se uno ha dieci operai va nel luogo del lavoro, la mattina alle sette, e gli fa un bel discorsino … e da quel momento loro daranno l’anima ! se invece di operai ne hai 1.000 allora è tutto più facile: “basta parlare con il sindacato”
L’istruzione è importantissima (comunque va fatta al meglio), ma non è sufficiente, occorre un’italia più adulta, con meno veline e maggiori iniziative di spessore. Iniziative che gli apparati di potere (di nuovo finanza e politica) avversano, in quanto a loro la vita va bene così, e hanno l’ignoranza giusta per non capire quanto danneggino se stessi, oltre agli altri !
SUL MANIFESTO una primissima riflessione: la futura sinistra avrà successo se riuscirà a staccarsi dalla “rappresentazione di classe” tanto amata nel passato, e diventare un partito in cui chiunque possa riconoscersi. Essa dovrà invece distinguersi dalle proposte degli altri soprattutto per la maggior affidabilità e credibilità: e questo, al giorno d’oggi, è facile da fare !
In risposta al commento #7 di clint:
Esistono modalità altre rispetto al management ispirato da principi di derivazione neoliberista che conosciamo, ovvero un management delle istituzioni con una funzione di responsabilità pubblica.
Si delinea dunque un management addestrato lungo processi di formazione e apprendimento di frames cognitivi e valoriali di riferimento, cooperazione e valorizzazione dei beni comuni, solidarietà, che mobilitano una forma di regolazione sociale, in grado di fornire una visione e una direzione, di ridefinire gli orientamenti culturali e cognitivi per azioni cooperative e di partnership.
Un management in grado di modificare la percezione degli attori in gioco, i loro valori e assunti di base, in altri termini una governance integrativa e alternativa a forme di aggregazione di interessi market oriented, al libero gioco degli interessi, una governanance orientata da una forma di regolazione diversa sia dalla economic regulation che da modalità di regolazione gerarchica, che muove verso l’istituzionalizzazione di risorse cooperative e di coordinamento dell’azione pubblica, che ricompone un interesse generale verso le norme come forme di tutela di beni comuni.
Un mangement addestrato in primo luogo all’attraversamento interdisciplinare, dalla economia alla sociologia, dalla scienza politica all’analisi organizzativa, in secondo luogo all’attraversamento intersettoriale, dai servizi sanitari, alle politiche del lavoro e dell’occupazione, ambientali, educative.
In sintesi un management che riesca a comporre obiettivi comuni e compatibili con l’interesse collettivo.
In risposta al commento #8 di Anna Maria: “In sintesi un management che riesca a comporre obiettivi comuni e compatibili con l’interesse collettivo.”
I corsi per manager hanno, purtroppo, contenuti molto diversi da quelli ipotizzati nella tua nota. Un libro molto realista e profondo che sento di consigliarti, visto il pathos con cui parli, è “Psicodinamica della vita organizzativa” di Giam Piero Quaglino, Raffaello Cortina editore.
Il mondo è molto più gretto di quanto possa stimare un qualsiasi intellettuale, e la crescita del senso civico va poggiata sul vantaggio individuale per essere recepita dalla maggioranza. La politica italiana è caduta troppo in basso (e metto tutti i partiti dentro, nessuno escluso) per poter proporsi come “faro” alla collettività. La sinistra, ora che spero si sia capito quanto insidiosa sia qualsiasi ideologia, può essere l’unica a iniziare un nuovo cammino. Ecco perché termini come “rifondazione”, “rinascita” mi fanno tristezza. Preferirei sentire parlare di NASCITA, di NUOVA LUCE, di qualcosa di vivo che, seppur piccolo, ha davanti tutta una vita per farsi valere e conoscere. Nella dinamicità del confronto e nella capacità di intelligere il vero stanno le armi per affrontare il futuro, nella fiducia di saper prendere sempre le decisioni migliori: direi che tifo per una sinistra eraclitea e aborro quella precedente, tutta fatta di certezze in un incubo parmenideo raccapricciante.
LAST: per difendere i “deboli” è sbagliato offrire aiuti diretti, che, oltre a essere lesivi della loro dignità, non forniscono in realtà nessun mezzo per un serio riscatto. Ecco perché la sinistra deve diventare un partito di tutti, perché è l’unica che può avere la vocazione per ricercare i giusti mezzi con cui affrontare certe nefandezze.
Comunque in un paese in cui un guardiano di “pecore” arriva a stipendi di 30.000 euro mensili c’è molta strada da fare ! E non è una strada che piace a chi ha provato la “droga leggera” di Montecitorio. Con il costo di metà dei parlamentari si potrebbero far vivere agiatamente 500 ricercatori veri, pagando anche le strutture di cui hanno bisogno per portare avanti il loro lavoro. A me risulta che l’umanità ha fatto i maggiori balzi in avanti grazie alle persone di scienza, mai grazie a qualche politico; esso può però avere il merito di “aiutare” la scienza oppure essere ottuso e aiutare fiction e TV …
e LE BANCHE, perchè esse “tengono denaro liquido”
Comunque prima la realtà, poi il resto. La realtà è sempre superiore a qualsiasi libro … ha però il difetto di essere molto più vasta e difficile da intelligere ! Ma non disconosco che i libri possano aiutare a comprenderla, senonché essi hanno quasi sempre il difetto delle lettere arrivate in ritardo ,,, riguardano per lo più stati d’animo trascorsi, non più attuali.
D’altronde tutti siamo d’accordo nel dire che la vita è bella - il motivo sta proprio nel fatto che è sempre superiore a qualsiasi formulazione l’essere umano possa sciorinare dalla sua testa.
In risposta al commento #9 di clint:
Gian Piero Quaglino è ordinario di Psicologia della Formazione, e va nella direzione che ti ho descritto, la formazione appunto, infatti afferma: “Oltre alla narrazione della propria storia come soluzione per rinvigorire l’ancoraggio ai propri valori, altre sono le risorse fondamentali, a mio parere, per tentare una diversa soluzione rispetto a quella soltanto difensiva. In primo luogo, occorre ripensare laleadership, intendendo il senso della leadership come competenza e come valore soprattutto nelle realtà manageriali all’interno dei diversi contesti organizzativi”
la sua analisi orrganizzativa muove appunto verso l’apprendimento di competenze che devo essere interdisciplinari e intersettoriali, come ti dicevo appunto.