Parlamento Pulito?
30 04 2008Prima che Grillo portasse all’attenzione la richiesta di evitare condannati, indagati, prescritti, ecc. in Parlamento erano 25, oggi sono 70.
Obiettivo raggiunto?
Prima che Grillo portasse all’attenzione la richiesta di evitare condannati, indagati, prescritti, ecc. in Parlamento erano 25, oggi sono 70.
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certo, è quello che vuole la maggioranza degli italiani: delinquere e far delinquere! altro che lottare x la legalizzazione….. ma ad una condizione devono poterlo fare solo gli italiani….!
Ma si sa che Grillo crea solo spettacolo e nella pratica toglie solo consensi. Solo che il confronto con la sua lista si doveva avere. Ieri alla riunione per una nuova sinistra quelli della Sa dicevano che i risultati di Grillo sono importanti e ci potevano pensare prima visto che ha avuto più del 2% alle regionali. Solo che adesso Grillo mi disturba almeno quanto il Pd. Alle scorse elezioni nei comitati per Rita Borsellino, gli amici di Grillo erano insieme a noi. Poi anche questi hannno deciso di andare da soli…
Condivido.
La sensibilità su questi temi, che dovrebbero essere alla base della politica, è ormai una questione di élite! Da come hanno votato gli italiani, è evidente che per la maggior parte di loro questo è un tema di nessun valore, quando invece, a mio modesto parere, dovrebbe costituire uno dei punti fondamentali dell’etica politica. O quanto meno essere una questione di semplice buon senso.
Il popolo italiano (in larga parte) sulla presenza massiccia di personaggi con pendenze giudiziarie di ogni tipo non ha nulla da dire. Siamo fatti un po’ così, in fondo. Non stiamo facendo altro che confermare la nostra storia di popolo di traffichini.
Ovviamente, tutta questa permissività vale solo per gli italiani. Gli stranieri non si permettano di rubare neanche mezzo centesimo!! Sennò così ci portano via “il lavoro”!
http://alessandrotauro.blogspot.com/
Ritengo utile la battaglia per una politica che faccia gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione a partire da chi ne ha più bisogno e sicuramente per questo è importante che i politici siano corretti e onesti. Non penso però che si possa impostare una campagna sull’assenza di condanne. Bisogna distinguere.
Chi è stato arrestato per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata e chi ha rubato probabilmente possono essere condannati entrambi, ma dal punto di vista politico non è la stessa cosa.
Savonarola, Robespierre e altri grandi fustigatori dei costumi hanno esasperato la loro visione della realtà, fino a staccarsi dal senso comune e dalla gente. Con il risultato spesso di portare la massa, per assurdo, a considerare i colpevoli come vittime.
Berlusconi è un grande personaggio e ha sicuramente dei collaboratori molto preparati. Un po’ per doti naturali, un po’ per strategia, fa delle “marachelle” che risultano simpatiche. In molti ci si immedesimano, un po’ come quando qualcuno ammette di fare ciò che tutti fanno ma che non si può dire. Il tragico è che lui usa questi piccoli strappi alle regole come “olio di vaselina”, per far passare le più grandi malefatte sue e di quanti lo appoggiano. La gente lo accetta anche perché chi lo accusa gli rinfaccia tutto, anche le banalità, portando molti a reagire con una difesa totale, quasi a prescindere.
Una società come quella italiana, tra le più individualiste al mondo, imperniata sull’arte dell’arrangiarsi, dà poco spazio a interpretazioni troppo rigide. Cerca il rigore, per un po’ dà corda a chi la vorrebbe rivoltare per renderla più virtuosa, soprattutto se la fa riflettere sui mille mali che l’affliggono, ma poi prende le sue contromisure.
Rigore sì, giustizia sì, attenzione ai bisogni sì, ma senza rigidità, senza eccessi di prevaricazione e di coercizione.
I politici sono specchio di questa società.
Qualcuno un giorno mi spiegò che era inutile chiedere a un ritardatario cronico di arrivare in orario, era meglio partire dall’obiettivo di arrivare “poco” in ritardo.
Con i nostri politici e con noi stessi dovremmo partire da obiettivi più realistici, così come si è saputo fare in molte battaglie civili (ad esempio al mito della famiglia indissolubile che costringeva chi si separava a ricorrere alla Sacra Rota si è saputo sostituire l’idea che un matrimonio può anche entrare in crisi e due persone si possono comportare civilmente con una separazione consensuale e con il divorzio; al concetto di sacralità della vita fin dal concepimento che portava spesso a scelte tragiche di aborto clandestino, si è saputo accompagnare una serie di distinguo che permettono di tutelare la vita di chi non si sente in grado di portare avanti una gravidanza).
Il “dover essere” è una stella che ci deve guidare, ma non può prevaricare la realtà di ogni giorno. La gente non ci sta.
Più che seguire un nuovo Savonarola o più che continuare a darsi addosso tra le diverse anime della sinistra, si dovrebbe riprendere l’analisi della realtà, frequentando i luoghi dove si svolge quotidianamente, nei suoi aspetti più critici, ma anche in quelli più positivi.
Nota a margine.
Ho frequentato da pochi giorni il vostro forum. Sono vicino al PD e non l’ho mai nascosto. Ho però trovato conforto nel dibattito con gli altri frequentatori del sito. Ho ricevuto accuse e probabilmente qualcuno si sarà sentito ferito da frasi da me scritte.
Mi dispiace che ARonchi abbia deciso di chiudere il forum, anche se ne capisco le motivazioni. Vorrei fargli sapere che il suo lavoro “volontario” è stato da me apprezzato.
Grazie.
E’ molto semplice, Beppe Grillo fa delle denuncie anche interessanti e molte sono importanti, vedi la raccolta delle firme per l’abrogazione dell’albo dei giornalisti ed altri.
La gran parte degli italiani è abbagliato da una destra che offre a tutti la possibilità di un futuro brillante.
Noi della sinistra siamo grigi e poco propositivi, non facciamo odiens e non siamo brillanti sui mezzi di comunicazione.
Ha vinto la destra e la destra da sempre è collusa con i poterei forti, con gli affari ed ovvio che chi è in contrasto con la legge può essere anche inquisito e condannato.
Ha vinto la destra e con loro anche Ciarrapico.
se si parla di responsabilità, bisogna trovare la fonte del problema.
che non è certamente grillo.
la questione è che senza preferenza tu voti sa, ma se in sa ci fosse il 8% di pregiudicati l’elettore di sa non può farci niente, eccetto non votarla.
ma è dura non votare il tuo partito perché c’è meno di una persona su dieci tra i futuri parlamentari che non ti piace.
il problema è dunque la mancanza del voto di preferenza. e allora va detto che non ho visto nessuno tra verdi, sd, prc e pdci stracciarsi le vesti per introdurla.
e visto cos’è successo al momento della composizione delle liste, con tutti gli uscenti (e i loro amichetti) nei posti garantiti e paracadutati sul territorio a dispetto di tutto e tutti, si capisce anche il perché: fa comodo a tutte le nomencalture, nessuna ma proprio nessuna esclusa.
altro che grillo ….
In risposta al commento #6 di Michele:
In realtà se ti vai a leggere le dichiarazioni, sono proprio stati i Verdi e la S.A. a chiedere il ripristino delle preferenze.
Se la fedina penale fosse una discriminante per il voto, allora la SA non sarebbe morta fuori dal parlamento. Tutto il resto sta in poco posto: il problema è che il cittadino italiano pensa sia meglio un delinquente che proponga l’ennesimo condono piuttosto che una persona onesta che limiti la libertà di commettere reati inputemente.
In risposta al commento #7 di Alessandro Ronchi:
se vuoi raccontare favole, fallo pure. soprattutto sul pensiero dei verdi. ma non sperare che qualche d’uno ti creda, almento tra quelli informati dei fatti.
anche se poi non c’è bisogno di indagare molto per sapere l’idea di pecoraro scanio & c. al riguardo. basta stare ai fatti ossia alle candidature che si pensavano sicure e ora alla lotta alla seggiola. o devo farti l’elenco? se vuoi non ho problemi. da chi iniziamo, dalle candidature in veneto? in emilia? in lombardia? oppure dalla ricerca di una seggiola purchessia di paolo cento o dalla francescato, senza alcun riguardo del radicamento territoriale e della conoscenza dei problemi? dimmi … dimmi ….
In risposta al commento #2 di roberto:
la comunicazione politica urlata di grillo a mio avviso è perdente, raggiunge efficacemente solo una parte dell’elettorato
se tieni conto che l’invecchiamento della popolazione è ormai dato acquisito di ogni statistica puoi ben capire come il tono di ogni atto cominicativo prima dei suoi contenuti raggiunge prima e meglio di ogni ridondante comunicazione urlata (ecco perchè i vecchietti guardano emilio fede….)
ma gli studi sulla comunicazione pubblica e istituzionale tardano ad entrare nel bagaglio culturale dei politicanti di professione