25
04
2008
Nella sinistra arcobaleno “verde”, ci si sta organizzando per il consiglio federale nazionale e per gli incontri locali.
il prossimo 29 Aprile, presso presso il Palazzetto delle Carte Geografiche, in via Napoli 36 a Roma dalle ore 16,00 alle ore 21,00 si svolgerà l’assemblea degli iscritti e delle iscritte (a cui può partecipare qualsiasi interessato) del LAZIO, in vista anche del prossimo e “famoso” consiglio federale nazionale che si terrà sempre a Roma il 10 e l’11 Maggio
Riguardo il Consiglio Federale, per dare uno spunto di riflessione, vi copio quanto postato da
Marcello Saponaro sul suo blog, riportandovi anche un documento (che ha tra gli autori il “nostro” Alessandro Rochi) redatto da un folto gruppo di esponenti Verdi la settimana scorsa in vista appunto del consiglio federale Nazionale
Ieri, all’esecutivo nazionale dei Verdi, Pecoraro Scanio ha confermato le sue dimissioni irrevocabili da Presidente dei Verdi. Io continuo a sostenere che anche l’Esecutivo, nella sua interezza, deve dimettersi. Il Consiglio Federale nazionale convocato per il 10/11 maggio dovrà essere il punto di svolta: o ci sarà lo scatto d’orgoglio dei consiglieri e la cesura netta rispetto il passato o questi verdi hanno chiuso.
Ribadisco la mia opinione: Il gruppo dirigente deve abdicare, il CF deve prendere atto del fallimento della Sinistra Arcobaleno e delle sue varianti post-disastro elettorale, i Verdi devono diventare la sinistra ecologista e liberale che conosciamo negli altri paesi europei.
Di seguito vi riporto un piccolo documento che abbiamo scritto domenica scorsa a Ferrara dove mi sono visto con molti altri Verdi che vogliono cambiare il partito.
TESSERE ZERO: IL NUOVO INIZIO DEI VERDI
Domenica 20 aprile 2008 a Ferrara si sono riuniti una cinquantina di Verdi espressione di non piccole e non poche realtà territoriali all’opposizione della deriva personalistica superficiale e radical antagonista assunta dalla federazione negli ultimi anni. Ma che dai Verdi non sono usciti.
E che non ne usciranno a patto che il prossimo Consiglio federale (10 e 11 maggio a Roma) definisca un percorso in netta discontinuità con il recente passato in termini di contenuti, forme, alleanze.
Quattro le condizioni:
1) azzerare l’attuale gruppo dirigente
2) creare un comitato di garanzia congressuale che non veda la riproposizione di alcun esponente responsabile delle scelte (e degli stili di gestione interna) perseguite negli ultimi anni.
3) decretare la fine dell’esperienza arcobaleno
4) prevedere il congresso per ripartire DOPO le europee con espressione di delegati provinciali e regionali SULLA BASE DEI VOTI (dicasi VOTI, non iscritti) conseguiti alle europee 2009.
La chiave ecologista di interpretazione della realtà ha trovato nel tempo continue conferme, ma non, in Italia, una forza politica Verde sufficientemente coraggiosa, coerente e intelligente da raccoglierle e da delineare un orizzonte possibile di cambiamento. La deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno. Pensare sia ancora possibile “cambiare tutto per non cambiare niente” con un veloce Congresso dagli esiti predeterminati sarebbe un delirio autoreferenziale incomprensibile per noi e per i cittadini.
Far coincidere mezzi e fine, scelte collettive e comportamenti individuali, costruire un luogo aperto e democratico dove possa trovarsi bene chi nei Verdi è già da più o da meno anni, chi vi è stato in passato come chi arriverà per la prima volta; un luogo dove sia possibile ricostruire il pensiero ecologista e una classe dirigente adeguata: sono questi, per i partecipanti all’incontro di Ferrara, obiettivi irrinunciabili per un nuovo inizio.
L’invito a tutti i Verdi (anche a chi non ha diritto al voto) é a non mancare il prossimo consiglio federale per segnalare con forza che i Verdi ci sono, che non sono disponibili a vedersi ingoiati nè dal Pd nè dalla Sinistra Arcobaleno, che hanno deciso come andare avanti.
Letizia Palmisano
i ragazzi del forum hanno proposto di aprire un nuovo argomento sulle proposte di programma, l’accordo è di entrare alle 21 per parlarne
il forum mi pare adatto perchè consente di saltare all’ultimo post senza scorrerli tutti, che ne dite?
Ma infatti non c’è bisogno di essere Comunisti per essere Verdi, ma si può essere di sinistra.
Io sono convinto che il Socialismo uguagli a tal punto che l’ambiente sarebbe sempre rispettato se non lodato.
Ad ogni modo ricordo che le Foreste Mondiali vengono distrutte in nome del Liberismo - Liberalismo, poichè se tutto fa il mercato, ad una forte domanda di carte da legno e non da riciclo, quello devi offrire.
Se poi uno non pone freni alla smania di ricchezza della gente, chiunque si sentirà a fare profitto ad ogni costo e voglio vedere cosa direbbero i difensori dell’ambiente…
Il discorso è scientifico, non economico, o si pongono delle basi uguali per tutti oppure non ha senso di parlare di ambientalismo.
Lo sviluppo sostenibile nasce dall’idea che tutti si debba rinunciare a qualcosa in nome della sopravvivienza; non vuol dire che i potenti possano industrializzare il paese in base a delle norme che tengono conto del lato penale-amministrativo e non del reale degrado ambientale.
Compagni di Cagliari e Sarroch vi invito se presenti a scrivere della Saras che investe un patrimonio sulla tutela ambientale, ma ahimè non ha alcun effetto.
In risposta al commento #10 di Ettore:
In risposta al commento #10 di Ettore:
sono totalmente d’accordo con te Ettore..e lo dico da verde… andare verso una versione liberal/conservatrice dei verdi sarebbe una iattura..anche se è bene dirlo ( lo so perché ne faccio parte) NEI VERDI C’è UNA COMPONENTE INSANABILE ANTICOMUNISTA…non accettano questa identità politica, se ne sentono minacciati anche quando nel concreto vi è magari convergenza su questioni come la pace, le risorse, l’equità sociale…del resto sarebbe però assurdo pretendere una eliminazione di identità, è una cosa pericolosa e aggressiva.. i comunisti dovrebbero farsi conoscere meglio spiegare come il marxismo sia stata l’elaborazione più approfondita e scientifica del capitalismo..un’analisi ovviamente da ampliare e perfezionare sia nell’aspetto teorico che soprattutto politico..è l’ignoranza che fa scattare la leva anti-ideologia
Ma è bene che tutti ricordino che il sistema non pone la libertà o la persona al centro, ma solo ed esclusivamente il profitto su scala piccola e grande e aliena ogni ostacolo a questo,finanche la coscienza…e se mai fosse vero che le ideologie e gli -ismi sono finiti, allora è NECESSARIO che crolli anche l’ultima aberrazione esistente: il CAPITALISMO.
P.S. scusate perchè non creiamo una mailing-list generale di coordinamento di sinistra di base? potremmo scambiarci idee e magari ritrovarci..ad esempio non sarebbe male raccogliere spontaneamente delle firme tra la gente e i lavoratori per vedere chi è d’accordo nel creare un soggetto unitario e plurale al di là delle beghe e dei giochini di segreteria..non un ennesimo attacco al sistema sia chiaro, anzi…ma la volontà di costruire e non giocare al massacro…
In risposta al commento #10 di Ettore:
sono totalmente d’accordo con te Ettore..e lo dico da verde… andare verso una versione liberal/conservatrice dei verdi sarebbe una iattura..anche se è bene dirlo ( lo so perché ne faccio parte) NEI VERDI C’è UNA COMPONENTE INSANABILE ANTICOMUNISTA…non accettano questa identità politica, se ne sentono minacciati anche quando nel concreto vi è magari convergenza su questioni come la pace, le risorse, l’equità sociale…del resto sarebbe però assurdo pretendere una eliminazione di identità, è una cosa pericolosa e aggressiva.. i comunisti dovrebbero farsi conoscere meglio spiegare come il marxismo sia stata l’elaborazione più approfondita e scientifica del capitalismo..un’analisi ovviamente da ampliare e perfezionare sia nell’aspetto teorico che soprattutto politico..è l’ignoranza che fa scattare la leva anti-ideologia
Ma è bene che tutti ricordino che il sistema non pone la libertà o la persona al centro, ma solo ed esclusivamente il profitto su scala piccola e grande e aliena ogni ostacolo a questo,finanche la coscienza…e se mai fosse vero che le ideologie e gli -ismi sono finiti, allora è NECESSARIO che crolli anche l’ultima aberrazione esistente: il CAPITALISMO.
P.S. scusate perchè non creiamo una mailing-list generale di coordinamento di sinistra di base? potremmo scambiarci idee e magari ritrovarci..ad esempio non sarebbe male raccogliere spontaneamente delle firme tra la gente e i lavoratori per vedere chi è d’accordo nel creare un soggetto unitario e plurale al di là delle beghe e dei giochini di segreteria..non un ennesimo attacco al sistema sia chiaro, anzi…ma la volontà di costruire e non giocare al massacro…
In risposta al commento #20 di loris:
Approvo
E’ necessario che per chi non lo ha gia fatto durante la campagna elettorale che ritorni a parlare con le persone, riconquisti il contatto diretto con il quartiere. Internet, il forum deve servire per conoscere. Deve servire a farci comprendere quello che era evidente ma non volevamo o non avevamo gli strumenti per vedere prima del 13-14 aprile.
E resto Comunista, che approverebbe anche un bel programma verdesocialdemocratico
In risposta al commento #18 di Anna Maria:
Non pecchiamo di superficialità, per cortesia.
I programmi hanno sedi sicuramente più confacenti per essere elaborati. Quello che suggerisco io è più un programma di conoscenze che partono dalle esperienze dei singoli.
Nella nostra zona ci sono particolari condizioni per cui potrebbero essere utilizzate per produrre energia impianti tecnologicamente compatibili con quelle particolarità ambientali? Confrontiamoci. Al nostro interno ci sarà sicuramente qualche compagno in grado di soppesare anche tecnicamente la proponibilità. Soprattutto dovrà esserci sul territorio interessato.
Sul tema del lavoro ritengo che il governo Prodi abbia colpito alcune categorie che sicuramente non appartenevano all’elite dal punto di vista del reddito. Nella fascia dei così detti precari ci sono degli “invisibili” e non perché non pagano le tasse ma perché talmente disaggregati che sarebbero da considerare i precari dei precari perché non hanno visibilità quindi con scarsi diritti. Sono quelli che hanno pagato in termini monetari forse il prezzo più alto nella prima finanziaria Prodi.
Sarebbe uno sbaglio considerarli tout-court lavoratori autonomi e di conseguenza tutto ciò che noi come sinistra abbiamo sempre pensato del lavoro autonomo. Sono il frutto del nuovo mercato del lavoro che individualizza sempre più il lavoro e spesso sono percorsi in salita che molti giovani sono costretti a fare proprio per superare l’empasse di una precarietà dettata dagli altri ad oltranza.
Il consenso poi non lo devi trovare qui perché anche il più giusto e motivato argomento di discussione se non lo fai sotto casa con le persone che conosci con i vicini di ballatoio con i compagni di lavoro diventa puro esercizio filosofico. E’ necessario che per chi non lo ha gia fatto durante la campagna elettorale che ritorni a parlare con le persone, riconquisti il contatto diretto con il quartiere. Internet, il forum deve servire per conoscere. Deve servire a farci comprendere quello che era evidente ma non volevamo o non avevamo gli strumenti per vedere prima del 13-14 aprile.
Il tutto però, e non mi stancherò di ripeterlo, senza mai dimenticare i valori di solidarietà sociale, di laicità e antifascisti.
penso che dobbiamo creare un stagione di agitazione emozionale basata sui 40 anni del ‘68. Andare dai partiti con o senza tessera e protestare per le dinamiche dittatoriali che hanno e che hanno portato a questo sfascio.
Penso che la sinistra è nevrotica, perchè penso che il 25 aprile alla manifestazione i centri sociali non volevano le bandiere di rifondazione solo perchè non erano tutte rosse, però volevano quelle dei cobas. Facile dirsi antifascisti a parole e poi nei fatti si compiono atti fascisti dietro il rosso sbiadito.
Vorrei sapere chi decide chi è antifascista e chi no… certo non 4 adolescenti stupidi.
Qualche parola su Grillo che fa il pieno nelle piazze, ma che mi rusulta sempre più banale. Il pieno nelle piazze lo fa anche amici di maria de filippi..non vuol dire nulla. Però certo toglie voti alla sinistra e non serve. Qualcuno gli dica che non è nemmeno nuovo quello che fa perchè lo ha preso dal film “quinto potere” di Lumet.
Dobbimo ritrovare l’unità, sempre chè il Pd ricordi che è il nome che dava un tempo alle sue feste…
maxi programma compilato qui….
non è che non m tira l’idea di contribuire, anzi… però dovremmo accompagnare al progetto l’ambizione e la capacità di raccogliere il consenso di tutti gli elettori della sinistra, altrimenti a che e a chi serve?
In risposta al commento #16 di loris:
Condivido in tutto e per tutto il tuo pensiero.
E sottoscrivo in pieno la proposta di avviare una serie di discussioni tematiche all’interno del forum. Sarebbe un ottimo punto di partenza per costruire progressivamente, passo-passo, e dal basso un progetto per una nuova sinistra per questo paese. E’ l’occasione migliore per proporre liberamente soluzioni ai temi sociali, economici, ambientali e politici che si hanno a cuore. Potrebbe venir fuori una sorta di maxi-bozza di programma della sinistra, scritto di proprio pugno dalla base, dal cuore del popolo della sinistra.
E’ anche un’ottima occasione per muoverci per primi e far sì che siano i gruppi dirigenti politici interessati a venirci dietro…
http://alessandrotauro.blogspot.com/
In risposta al commento #15 di dalmata:
Se non fosse una battuta di pessimo gusto mi verrebbe da dire “meglio sconfitti al 3,1% che in parlamento al 4,1%”. Gli sviluppi negli apparati dei 4 partiti della SA la dicono lunga sulla capacità di coesione che c’era in quella coalizione.
Sono rimasti però i coriacei, quelli che magari dai partiti si erano allontanati in epoche non sospette ma che non hanno mai rinunciato a credere e comunque a sostenere la sinistra nel nostro paese.
Sono rimasti però anche quelli che pur militando nei partiti della coalizione dopo il 14 aprile hanno coscienza che solo un progetto unitario può nuovamente dare voce alla sinistra in Italia.
Ho fatto girare un documento in cui prima delle elezioni dal Ponente Genovese veniva fatto un appello affinché indipendentemente dal risultato elettorale il progetto unitario non sarebbe stato abbandonato e, a firmarlo è stata soprattutto la militanza di base; quella stessa che durante la campagna elettorale parlava con le persone , quella che indipendentemente dalla campagna elettorale è a contatto con le problematiche del vivere comune.
L’assemblea di Firenze del 19 pur nella sua delicatezza nel non voler interferire con i percorsi autonomi dei partiti una cosa la sottolinea : il processo unitario comunque va avanti e riparte dai quartieri e dalle realtà lavorative.
Ripartiamo velocemente con assemblee territoriali ed elaboriamo i nostri programmi di intervento sui temi che non possiamo delegare ad altri: lavoro, sicurezza, diritti civili, cercando di avere la capacità di avere un approccio con queste tematiche scientifico, cogliendo le dinamiche che hanno mutato in questi anni i rapporti di lavoro e gli strati sociali senza però non venire meno a quei principi di solidarietà sociale, di laicità e di antifascismo che connota comunque sempre la sinistra.
Con i compagni Verdi voglio provare a fare un ragionamento forse semplicistico ma credo che a volte le cose semplici siano le più difficili da realizzare. Credo che nel processo unitario la cultura ambientalista sia fondamentale . Talmente fondamentale da non necessitare una rappresentanza di partito perché dovrebbe essere profondamente radicata nella cultura di questa sinistra unitaria. Talmente colta che dall’immagine del “no” che in questi ultimi anni ha caratterizzato il partito dei verdi è necessario passare alla proposta costruttiva e credibile di uno sviluppo ecosostenibile .
Come critichiamo fortemente i compagni duri e puri che pensano che solo difendendo la propria identità di comunisti attraverso il simbolo possono fare vittoriose battaglie di sinistra penso che anche nei Verdi debbano cadere alcuni dogmi specialmente con le nuove tecnologie. Penso sia sempre meglio gestire i progetti che non subirli. Con la gestione si può forse porre dei limiti ambientalmente accettabili, quando si subisce si subisce tutto.
Ho apprezzato in questo periodo questo forum perché mi ha dato modo di riflettere su realtà diverse dalla mia e in questi ultimi giorni l’elaborazione del lutto è stato senza dubbio utile ma ora credo sia necessario fare il salto qualitativo e iniziare il lavoro di una sinistra extraparlamentare ma nello stesso tempo capace di emancipare attraverso se stessa gli strati sociali maggiormente in difficoltà e storicamente vicini .
I partiti facciano i loro congressi e facciano le loro scelte, credo che noi andremo avanti comunque nel progetto unitario. Le regole e la conformazione del nuovo soggetto è da scrivere ma credo che il valore aggiunto sarà la democrazia dal basso a scapito delle segreterie di partito che in grande difficoltà ci hanno messo durante le elezioni.
Propongo ai moderatori del forum di iniziare delle discussioni di approfondimento sui temi specifici in modo da far crescere la conoscenza. Temi precisi quali la sicurezza nei quartieri, il mondo del precariato (dalla partita iva ai co.co.co. alla gestione cassa separata), politiche energetiche : che tipo di produzione energetica , quando conviene il pannello solare e quando no, le eoliche le miniidrauliche e le grandi centrali idrauliche ………insomma, cè la necessità di mettersi al lavoro e presto, le emergenze non mancano di sicuro.
Loris – Militante di base- Sinistra Arcobaleno Genova
Devo essere sincero. Sono più disorientato e sconcertato adesso di quanto lo fossi il giorno dopo del risultato elettorale.
Non mi aspettavo per nulla un risultato politico in Italia di questo tipo, ma men che meno mi aspettavo una reazione generalizzata alla sconfitta impregnata di tale sufficienza.
Non sono bastate le dimostrazioni numeriche a far comprendere ai dirigenti nazionali quali sono le cause della sconfitta. Non si è ancora compreso per nulla che ciò che ha penalizzato la sinistra di questo paese, oltre al quantomai dannoso “voto utile”, è stata l’impressione data ai suoi elettori di aver costruito un mero cartello elettorale!
Dirigenti litigiosi fino a pochi mesi prima delle elezioni sul da farsi, discussioni interminabili sulle quote di rappresentanza da dare ad ogni partito, divisioni feroci sulle etichette e i simboli da utilizzare. Soggetto politico unitario? No! Nessuno l’ha percepito come tale. Giustamente.
E’ stata la mancanza di identità di vedute e la volontà di anteporre le ragioni del proprio partito a quelle del soggetto unitario ad aver tagliato le gambe alla sinistra in Italia. Esponenti politici nazionali che preferiscono coltivare per bene il proprio orticello da 2 metri quadrati, anziché pensare a qualcosa di più grande.
E lo stiamo vedendo. La rincorsa ad essere “duri e puri”.
Diliberto che gioca a fare il comunista leninista dallo zero virgola, i verdi che vogliono fare la sinistra ecologista e liberale (cioè i Verdi ante-SA) dallo zero virgola, Ferrero che vuole ripartire da Rifondazione per andare non si sa dove. E si torna così a dividersi sulle etichette, sui nomi, sugli aggettivi.
Il giorno che qualcuno si degnerà di capire che ci sono milioni e milioni di persone in questo paese che non si definiscono socialiste, comuniste, ambientaliste, pacifiste, che non vogliono fare uso di nessuna etichetta, ma che pensano ai problemi del paese allo stesso modo e credono nelle stesse soluzioni, soluzioni realmente DI SINISTRA (e basta), sarà un gran giorno per l’Italia.
Visto come vanno le cose in questi giorni, temo non arriverà mai…
Auguro una buonanotte terminale ai dirigenti del quartetto nazionale!
http://alessandrotauro.blogspot.com/
una riflessione, di ritorno dal seggio per le provinciali a foggia, ho messo ancora una volta la mia croce sull’arcobaleno e questa volta sul candidato piddino sostenuto dalle rappresentanze di sa, una parentesi in mezzo alla tempesta e al ripensamento del progetto unitario?
affermo, anzi il mio è un urlo: il risultato alle urne non è stato un giudizio espresso dall’elettorato nè al simbolo nè alla sinistra una e molteplice, è stato determinato a mio avviso dal tentativo di arginare il pdl, una sorta di panico collettivo
Gustave Le Bon in “Psicologia delle folle” una tantum docet
anch’io dico con forza, alessandro non mollare, resta con noi
Sono d’accordo
I Verdi una forza liberale? No,grazie.
Non so se lo siano in Europa, ma in Italia spero che non lo diventino
Io spero che i Verdi rimangano nella sinistra unita.
Come ha detto Paolo Cento, il verde fa bene al rosso, sposo in pieno questa frase, però deve diventare concreta
In risposta al commento #11 di Anna Maria:
In ogni agenda (nella tua come nella mia) esiste una scala delle priorità….
e le istanze dei verdi sono assolutamente compatibili con quelle di rifondazione, centrate prima di ogni altra cosa sul lavoro, ed entrambe con tutte le istanze di rivendicazione dei diritti civili, delle donne, omosessuali e immigrati, delle frange più deboli della popolazione, con istanze di giustizia sociale, più in generale con un progetto di società vivibile e di vita buona per tutti
infine: non sopporto l’arroganza di tutti i blogger che a partire dal dopo elezioni hanno sputato sentenze (a volte insulti a livello personale e ne ho bekkati parecchi) sulla presunta fine della sinistra, una lettura poco accorta e miope sulle dinamiche che hanno giocato un ruolo forte sui flussi elettorali, il tempo dirà qualcosa sulla stabilità di questi flussi…..
In risposta al commento #1 di Alessandro Ronchi:
Caro Alessandro,
se non ho capito male anche tu sei firmatario di questo porgetto, ad ogni modo mi sento davvero deluso di leggere quest’arrendevolezza dei Verdi verso un progetto di Sinistra.
Io non sono dei Verdi, sono di Rifondazione, ma essendo studente di Ecologia ull’università, e i miei compagni lo sanno, sono sempre stato sensibile al vostro Partito.
Voi più di noi pagate l’ignoranza popolare, perchè gli Ambientalisti vengono additati generlmente Verdi anche dove questi non esistono o almeno formalmente come organizzazione politica di una certa entità.
Se abbandonate il progetto di una casa comune con Rifondazione, ma la Sinistra in generale beh, a me personalmente darete una forte delusione…si perchè la Sinistra Arcobaleno ha perso per svariati motivi e per la scarsa informazione. Dal punto di vista ambientale sono nate in breve periodo così tante formazioni, davvero inutili e stupide, che voi eravate l’unica garanzia per il cittadino.
Ma io che scrivo dalla Sardegna ho un esempio della Politica Social Liberista del PD, ricordate Edo Ronchi? Lui istituì il parco del Gennargentu con risultati catastrofici, si io sono un pro parco, ma avete idea di quel che è successo? Battaglie e liti furibonde per anni, per poi alla fine levare la Zona protetta.
Questa è la Politica del fare che ha in mente Veltroni col suo PD, identicamente a Berlusconi, solo il secondo ha troppo potere.
Tornando al Parco appunto, la Destra ha cavalcato il malcontento popolare, adducendo a questioni di bassa lega il progetto Parco, facendo sentire schiavi i Sardi del Popolo Italiano, ovviamente in un mondo così egoista ai miei conterranei non fotte nulla pre esempio della Val di Susa o del Mose, assimilabili nella forma giuridica al Parco.
E’ vero che spesso i Verdi non sono compresi, ma ripeto qui in Italia si è sotto bel bombe mediatiche che stanno rivoltando addirittura la storia.
Pensare la revanscismo storico, ora i Partigiani sono diventati dei mostri cattivi cattivi che hanno fatto tanto male….per esempio.
Andrea, non prendete le derive neo centriste che hanno già richiamato Manconi, restate a sinistra, restate Verdi, ma restate nella casa comune con Rifondazione e anzi invitiamo pure i Socialisti del PS.
In questa fase di ricostruzione abbiamo in primis il dovere di ricostruire la solidarietà tra la persone e il concetto di convivenza, dobbiamo ricostruire coscienze laiche e insegnare a TUTTI una coscienza ecologica e di equilibrio con la Natura.
Se andrete via, resterete scoperti e il rischio sarà di finire col PD più che con noi e questa scelta vorrebbe dire rinunciare allo sviluppo e diventare schiavi di Confindudtria prima responsabile sia dell’inquinamento in italia che dei morti sul lavoro.
Oggi non esiste tanta scelta, sono finiti quei tempi di compromesso, oggi si fa una scelta in DIFESA dell’Italia e ci si mette a lavorare sodo tutti i militanti!!
Il progetto di Diliberto è l’ennesimo stupidata “preconfezionata” che oggi vive sull’orgoglio di una skonfitta, ma non è questo che dobbiamo fare, i Comunisti hanno tante anime, meglio una sinistra Unita, Confederata e Plurale dove ognuno è Libero di essere se stesso.
Andrea, non mollateci, restate con NOI, di cuore
Ettore
In risposta al commento #7 di Alessandro Ronchi:
una sola annotazione sul merito: anche ammesso che le cose che hanno detto i verdi sono esatte, il problema è che si occupano di alcuni problemi ma rimangono del tutto estranei ad altri, certo non secondari.
la tassazione, ad esempio. o credi che un movimento politico possa non trattare questo tema?
i verdi parlano dell’arredo di una casa ma si dimenticano che per arredare una casa prima bisogna costruirla.
il fatto che tu non ti renda conto di questo deficit strutturale della proposta politica spiega perché tu non riesca a dare un senso allo 0%. che oggi è stato certificato, ma che arriva da anni di straziante agonia.
In risposta al commento #7 di Alessandro Ronchi:
se ti riferissi al movimento dei verdi su scala mondiale, potremmo parlarne.
se parli dei verdi italiani, o pensi di parlare con una persona che non conosce la storia, anche assembleare, dei verdi, o vivi sulla luna.
un partito politico si qualifica per le linee programmatiche che emergono dai documenti programmatici prima (un tempo i verdi facevano assemblee programmatiche, oggi?), dall’azione sul teritorio e nelle istituzioni poi.
ti devo spiegare cosa si è visto negli ultimi 8 anni alle assemblee nazionali? i pullman dalla campania di gente che non sapeva neppure di essere all’assemblea dei verdi, che non discuteva di politica ma stava lì, in attesa delle votazioni, votava e saliva nuovamente sul pullman per tornare a casa?
lo sai che la scelta di aderire a sa deriva dal fatto che sa garantiva il posto a tutti gli uscenti mentre il pd no?
ti rendi conto che dagli organismi nazionali, consiglio o esecutivo che sia, non è mai uscita una riflessione politica più interessante dell’ultima sparata di cento a difesa di totti?
conosci i nomi di chi pecoraro ha dato consulenze nei suoi 2 anni da ministro? l’elenco è pubblico, se vuoi farti 4 risate è un’ottima lettura.
vuoi che vada avanti? meglio di no.
una sola riflessione: il ceto politico spesso assume il vezzo di saperla più lunga dei propri elettori. può darsi anche che sia così. trovo però curioso che quando un movimento arriva allo 0%, perché a queste elezioni i verdi sono andati allo 0%, tutta questa presunta superiorità non si traduce mai in una riflessione sulla probabilmente non esaltante proposta politica.
alessandro, i verdi sono allo 0% e tu mi vieni a dire che avete ragione???????
se vuoi io la ragione te la do. se sei contento tu …
In risposta al commento #6 di Michele:
Caro Michele, tutte le cose che i verdi hanno detto, nella totale indifferenza del resto della classe politica, si è rivelato esatto.
Ad esempio il picco del petrolio, la necessità comunque di fare risparmio energetico e rinnovabili per scongiurare crisi, il riscaldamento globale, il pericolo amianto, la raccolta differenziata per non riempire l’italia di inceneritori e discariche, le battaglie per il biologico e contro gli ogm (che non solo non stanno risolvendo la crisi mondiale del cibo, ma ne sono una aggravante).
Ma magari tu non sai nemmeno cosa dicono, e giudichi a priori, quindi forse è un po’ inutile discutere.
Entrare nel PD è un suicidio politico: alcuni lo hanno già fatto e l’innesto non ha funzionato. I programmi del PD sono peggiorati dal punto di vista ambientale e l’innesto è scomparso, senza rappresentanza.
per il resto, di quello che fanno i verdi, pensate che in italia freghi qualche cosa a qualche d’uno?
no. e sono contento: sono anni che non dicono una cosa che abbia un senso, di politici che vivono di rendita grazie al simbolo non se ne poteva più.
In risposta al commento #4 di roberto:
con le elezioni 2008 anche in italia per la sinistra di impostazione marxista è arrivato il conto del 1989.
la verità è che l’impreparazione è totale, e lo sbando assoluto la conseguenza: per quale ragioni una persona dovrebbe mettere piede in 1 dei quattro partiti di sa? per farsi prendere in giro come siamo stati presi in giro noi che abbiamo creduto alle belle parole dei vari segretari sul futuro del nuovo soggetto politico, rimangiate 1 secondo dopo la chiusura delle urne come se nulla fosse? come se in questo progetto non si fossero spesi tanti militanti con tutte le loro energie? ma ti rendi conto che nessuno di noi che abbiamo fatto il nostro nella campagna elettorale può più presentarsi in giro? che siamo stati complici di una truffa?
è iniziata la traversata nel deserto. e non è detto che sopravviveremo. pazienza. almeno mi eviterò gli sputi in faccia dei nostri dirigenti.
se non viene gente nuova qui le cose resteranno sempre le stesse. Poichè gli errori sono di tutti e non solo della classe dirigente. Con le stesse dinamiche non andiamo da nessuna parte verdi, rifondazione, comunisti e sinistra che sia. Non è un caso che continuiamo a scrivere su questo sito anche se l’arcobaleno è scomparso. Ancora aspetto l’assemblea cittadina che fu promessa all’inizio della campagna elettorale e mai fatta.
Spero soltanto che si faccia chiarezza. Onestamente riesco a farmi un’idea (lettura del tutto personale) delle intenzioni di tutti i partiti di SA tranne che dei Verdi. Diliberto vuol continuare a giocare al comunista identitario, Rifondazione vuol rilanciare la sua identità non rinunciando all’idea di una sinistra unita, Sinistra Democratica crede fermamente nel progetto e i Verdi???
Srero di cuore (ma forse sarà così) che non andranno, nella stragrande maggioranza, a confluire nel PD.
posso emigrare quei 2 gg :-s
La questione delle dimissioni dell’esecutivo è sostanziale, non di forma.
Lo statuto dei Verdi prevede infatti le dimissioni del presidente ed obbliga al congresso immediato.
Non prevede, invece, le dimissioni dell’esecutivo intero, quindi in questo caso giuridicamente sarebbe possibile evitare un congresso immediato fatto con gli stessi equilibri del precedente.
il 10 e l’11, quindi, saranno 2 giornate molto importanti.