Palacongressi di Firenze assemblea dell’ associazione per la sinistra unita

20 04 2008

www.unita.it

Al Palacongressi di Firenze assemblea dell’ associazione per la sinistra unita e plurale alla quale prendono parte, tra gli altri, Giovanni Russo Spena, Paolo Cento, Paolo Ferrero, Gennaro Migliore, Piero Sansonetti e Niki Vendola. Nella grande aula sono confluite da buona parte dell’ Italia del nord e del centro circa un migliaio di persone.

Vendola: no alla resa dei conti Assemblea in piedi e un minuto di applausi per Niki Vendola, presidente della regione Puglia. È necessario «sorvegliare le parole delle prossime ore» essere «cauti» avere «amore e attenzione per questa comunità e consentirle di rialzarsi in piedi», ha esordito Vendola. «Bisogna ripartire da qui - ha detto - dall’ analisi della sconfitta. E ci sono due modi: uno che è nella tradizione della peggiore storia sinistra ovvero la ricerca di capri espiatori e colpevoli». A questo, Vendola non vuole «partecipare».

«Anzi - spiega - mi iscrivo alla lista dei colpevoli perchè credo che qualunque dirigente a qualsiasi livello si debba sentire colpevole». «Io - ha proseguito - vorrei partecipare alla discussione sulle cause, bisogna sorvegliare le parole nelle prossime ore, essere cauti, avere cura e amore per questa comunità per consentirle di rialzarsi in piedi».

Il dolore, ha proseguito Vendola nel suo intervento, può essere «una lente di ingrandimento per capire di più e cominciare un altro percorso. Non è vero che chi cade può solo rialzarsi, ci sono anche quelli che si divertono a spezzarsi le gambe e questo io non lo voglio». «Nella società - ha aggiunto - c’è stato un sommovimento straordinario, un cambiamento grande rispetto al quale abbiamo strumenti analitici e strategici asfittici, desueti, poveri e ce la caviamo solo con un pò di sociologia della catastrofe. L’impressione è che il nostro discorso sia sempre un po’ artificiale ed esteriore, un discorso di chi non capisce più il territorio del lavoro non per snobismo radical-chic, ma perché quei territori del lavoro hanno subito una trasformazione grande».

Forse, ha concluso Vendola, «noi dovremmo umilmente, piuttosto che parlare di precari, ascoltare i precari. Il punto non è la domanda politica e sociale di cambiamento, il punto è la nostra offerta politica che è apparsa rinsecchita, povera, un’improvvisazione elettorale. Così è apparso l’Arcobaleno». E «a chi chiedeva come è potuto accadere - ha sottolineato Vendola - bastava vedere tutti i commenti della sinistra arcobaleno dopo la disfatta. Era la controprova che la Sinistra Arcobaleno era stata materia gassosa, non c’era dietro un progetto, un convincimento, una storia, qualcosa che entrasse nell’immaginario».

«Siamo in una fase di transizione, bisogna evitare qualsiasi show down da qui al congresso che dovrà essere l’occasione di aprire il partito ai militanti e a tutto quel popolo che vuol rimettere in piedi la sinistra», ha detto Vendola a margine dell’assemblea. A chi gli ha fatto notare che se ci fosse stato lui alla guida della Sinistra arcobaleno la sconfitta non ci sarebbe stata, Vendola ha risposto di non condividere «questa specie di emozione ingenerosa, questa ingratitudine e anche ferocia che c’è nel cercare in Bertinotti e nei dirigenti della sinistra arcobaleno l’immagine di tutte le colpe. Non penso che il mio volto avrebbe risolto il problema che non è un problema di leadership ma di linguaggio».

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23 Commenti

20 04 2008
[1] loris (14:46:08)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +6 :

Una settimana di schiaffi e insulti

E’ una settimana che molti si stanno esercitando nel “tiro al compagno”.
Oltre al serio danno, soprattutto per lavoratori, precari, donne e ambiente provocato dalla vittoria del populismo di destra; lo sbeffeggiamento, il sarcasmo e gli insulti da molti compagni duri e puri che ci illuminano su quale deve essere il futuro della sinistra e delle masse italiane. Dunque come si dice, oltre il danno, la beffa.
Visto che l’analisi di questi compagni è lineare: “insieme abbiamo fallito quindi corriamo da soli tenendoci stretti i nostri simboli” provo anch’io a mettere in moto un uguale numero di neuroni e ad abbozzare se non una vera e propria analisi, per lo meno alcune riflessioni nella figura di “datato” comunista, dunque:
dove eravate? Io ero nelle strade, nei mercati, in mezzo alle persone a cercare di strappare un risultato in una situazione gia difficile (e non sto a ripetere le ragioni delle difficoltà perché sono l’unica cosa che credo siano state recepite appieno) stavo facendo campagna elettorale perché avevo compreso che in gioco c’era il futuro della sinistra in Italia e sapevo che anche il singolo voto avrebbe pesato. Molti di voi che ormai da una settimana si permettono di sparare sentenze, il 13 e 14 non sono nemmeno andati a votare dopo aver passato il periodo antecedente a queste date a elucubrare sulle schermaglie delle segreterie e sui futuri assetti dei vostri partiti gufando nel “migliore” dei casi sull’ipotetico risultato elettorale.
Con saccenza docentizia parlate di ritornare tra gli operai e difendere i precari. Avete presente come si è sviluppata la figura operaia negli ultimi 30 anni nelle diverse realtà produttive? Pensate che per tutti gli operai valga la stessa formula o, forse, ci sono operai di diverse categorie e diverso impatto sociale? I precari, sono solo quelli dei co.co co, co.pro, etc… o ci rientrano tutti i “così detti” Atipici? Oppure, per semplificare, solo quelli iscritti alla gestione cassa separata dell’Inps? O ancora, qualunque altra figura che considera precaria l’ultima settimana del mese?

Quanto c’è da spendere nella riflessione sulla cultura del lavoro che non è sicuramente più quella dei nostri padri? Quanto una politica sfrenata ai consumi ha condizionato proprio questa cultura?
Con un certo sarcasmo pensate di prenderci in giro con un percorso ambientalista che è stato preso all’interno della Sinistra Arcobaleno. D’altronde è un dato inconfutabile che esperienze del secolo scorso di socialismo reale dal punto di vista ambientale sono state degli autentici disastri e Chernobyl è solo l’aspetto più evidente. Della Cina non voglio parlare perché ho un’ atavica repulsione per quei regimi che mirano al profitto di stato a scapito dei diritti dei lavoratori e per le scelte di sviluppo industriale a scapito dell’ambiente e delle popolazioni che vivono nei territori interessati, oltre agli “sconquassi” a livello globale.
Credo che uno sviluppo ecosostenibile sia un diritto per le nuove generazioni e un dovere per noi.

Un briciolo di coerenza:
Sento un dovere ma soprattutto un piacere nell’ esprimere un ringraziamento al compagno Fausto Bertinotti con il quale in passato non ho condiviso molti passaggi ma che ritengo in questa campagna elettorale abbia dato molto. Si è messo completamente in gioco per un progetto senza dubbio ambizioso, ma credibile di sinistra unitaria. Altri, diversamente sono arrivati un po’ dopo, (ma non troppo), a sostegno della campagna unitaria elettorale della Sinistra Arcobaleno, comunque per non sbagliare anche curando nuove sedi della direzione del partito (”tengo famiglia e un tetto sopra la testa” è giusto garantirselo), accettando la difficile ma conveniente parte del comprimario per saltare velocemente giù dal carro degli sconfitti, non tra i primi firmatari dell’appello “spintaneo” (non è un errore) di variegati “comunisti”, il quale suona più come una messa da requiem della Sinistra Arcobaleno che non come un progetto capace di interpretare le reali esigenze della classe alla quale vorrebbe rivolgersi. Un ottimo interprete del….”MA”.. “ANCHE”… e del “SI PUO’ FARE”.
Sarà per quella diceria sui genovesi ma un pensiero mi sorge spontaneo: dove sarebbe finita la rimessa dell’eventuale parlamentare eletto a Genova? Candidato sul quale non ho niente da eccepire sul piano personale e dell’impegno in campagna elettorale, ma che portava con se come un biblico peccato originale: il catapultamento, l’imposizione, sulla base di un manuale Cencelli dalle segreterie nazionali non sentendo ne gli umori della tanto nominata “gente”, tanto meno i militanti; ma gli attivisti genovesi della sinistra “arlecchino” (come ci ha definito qualche goffo puro e duro) hanno corso ugualmente comprendendo che non era il momento ne delle polemiche ne di divisioni.

Ho aspettato una settimana a esternare questi miei pensieri perché ritengo che alla polemica sia doveroso anteporre il progetto (Vi invito a non rispondermi insultandomi perché 40 anni di esperienza politica fanno si che le cose mi scivolino addosso con sufficiente noncuranza) .
Ai giovani compagni che si sono avvicinati, e, alcuni per la prima volta all’attività politica, che con entusiasmo hanno portato avanti la campagna elettorale nelle fila della Sinistra Arcobaleno questo chiarimento era dovuto. Questa nuova generazione che si è approciata alla politica e in particolare alla sinistra non può essere dispersa dalla disfatta elettorale perché rappresenta il nostro futuro politico e, il nostro dovere è accompagnarli in questo percorso perché solo rimanendo legati alle nuove generazioni con i loro malesseri, con i loro errori e con le loro proposizioni possiamo pensare di scrivere delle pagine costruttive sia per la sinistra che per la società non dimenticando comunque mai la nostra natura antifascista a difesa dei ceti più deboli.
Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra.
Abbiamo le intelligenze per fondare questa nuova sinistra unitaria, abbiamo la capacità di confrontarci con le diverse culture, abbiamo la sensibilità per cogliere le mutazioni del tessuto sociale. ABBIAMO NOI, noi perché questo percorso lo dobbiamo fare in modo unitario confrontandoci costantemente con ciò che succede nelle diverse realtà della sinistra in Europa. Rinchiuderci nelle riserve dissociati dalla società reale a preservare i nostri simboli dalle contaminazioni non solo non fa bene a noi ma non fa bene nemmeno ai simboli che rischiano l’isolamento e diventano solo beni di scambio su ebay per collezionisti (oggi un libretto rosso di Mao è capace di spuntare anche 15 euro). Facciamo si che un neurone che si aggiri nel nostro cervello non debba mai chiedersi se c’è qualcuno o no.
La settimana di giusto dolore per il risultato elettorale è passata, l’Assemblea di Firenze ha dimostrato anche in questa settimana che oltre ad elaborare il lutto stiamo anche elaborando da dove si ricomincia e che siamo tutto fuorché morti .
Che il dibattito sia anche aspro, ma soprattutto ci consenta di raggiungere tutti quei soggetti vecchi e nuovi a cui da sempre la sinistra fa e può fare riferimento.

Loris – Militante di base- Sinistra Arcobaleno Genova

20 04 2008
[2] Michele (18:37:25)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

In risposta al commento #1 di loris:

mi viene voglia di baciarti, altro che criticarti!

non solo il voto è stato deprimente a prova di prozac, ma se possibile i commenti e le analisi dei nostri grandi capi è stata pure peggio: erano slogan prima, sono stati slogan dopo.
cambia solo il contenuto: dal sol dell’avvenire alla severa autocritica. ma rimane l’assoluta vacuità delle espressioni e delle categorie mentali e materiali utilizzate.

parlano di “precari” come se i precari fossero tutti uguali. come se un bracciante di una cooperativa fasulla avesse le stesse esigenze di una partita iva ad alta specializzazione.
come se la precarietà a 20 anni fosse un problema drammatico come a 50 anni.
come se l’organizzazione fordista e il lavoro uguale per 30 anni fosse un comunque un obbiettivo.

e questo è l’argomento che conoscono di più.

sulla sicurezza, stendo un velo pietoso. perché una risata ha già seppellito la nostra imbarazzante retorica del migrante buono e dell’italiano sfruttatore, quando basta fare un giro in macchina per milano o roma e vedere migliaia di sbandati che vivono al di fuori di qualsiasi regola di convivenza e che assediano i quartieri popolari: o pensate che le migliaia di rom arrivati in italia negli ultimi mesi lavorino tutti come matti e quelli che rubano vanno nei quartiri benestanti??

questo per il mondo fuori dal nostro ombelico.
poi c’è il nostro ombelico, e lì è pure peggio.

sa è un progetto nato con il fiato corto, ma l’unico possibile in una prospettiva anche solo a breve scadenza preso attto che, piaccia o meno, i simboli dell’800 hanno poco spazio.

quello che è successo invece è stato, oltre alle presa d’atto dell’inesistenza elettorale dei fuoriusciti dal pd,:
1. lezione da parte di chi, forte del proprio 0,%, pensa di potersi mettere in cattedra e tracciare la via.
2. degna conclusione del comportamento della dirigenza del pdci, francamente disgustoso da mesi.
3. verdi in libera uscita.
4. è di oggi il cambiamento di maggioranza in rifondazione con tanti saluti a sa.

l’unica cosa positiva, ossia l’esperienza di chi è impegnato e si è impegnato lavorando spalla a spalla con tanti amici fino a ieri sparsi per altri banchetti (molto bello il post di letizia), è già consegnata alla storia.

20 04 2008
[3] piersky (21:53:36)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

COOMENTO SPOSTATO SU INVITO DI LETIZIA

Cara Letizia,
si, si gran bella esperienza, ma gli Italiani non ci votano…per questo, senza offesa, credo che questo post rischi di diventare uno dei tanti esempi di quella auto-referenzialità che sta portando la Sinistra ad una scoffitta definitiva, in quanto non si analizza in minima parte le ragioni di questa, e la sua reale portata…

Molti pensano che chiedere diritti, dignità ed uguaglianza siano cose utopistiche. o peggio, da ingenui. Molti ci dicono che il mondo non può essere cambiato, o che le profonde disuguaglianze sono inevitabile e che, quindi, la Sx è un retaggio del passato, destinata a sparire come forza politica importante…e su quest’ultima frase hanno sicuramente ragione, ma la causa è in gran parte nostra…A mio parere l’analisi della crisi della “Sx vera” in Italia e in Europa è piuttosto complessa…La riassumo in poche righe.

1) La teoria Marxista costiuiva un potente collante ideologico, e tracciava, in modo più o meno chiaro, la strada da seguire…Ma c’è un problema, puoi applicare il Marxismo solo se la stragrande maggioranza è d’accordo con te, oppure con la forza…

2)In occidente questo ha portato alla prima divisione della sinistra nei Duri e Puri comunisti filo-rivoluzionari e nei Socialisti, convinti che migliori condizioni per gli operai si sarebbero potuto introdurre gradualmente, grazie ad una azione lungimirante politica. Questo, nei deccenni, ha portato da un aparte a grandi conquiste, dall’altro ad un ‘imborghesimento (o meglio, ad una cooptazione) delle forze Socialiste da parte del sistema..

3)La teoria Marxista rimaneva un fulcro per la sinistra, e l’approccio scientifico propugnato da Marx alla politica rimaneva la più importante novità del Marxismo…Peccato che i “teorici” e gli “intellutuali” della Sx non erano scienziati e non capivano (e non capiscono tutt’ora) , che una teoria può non nascere perfetta, che spesso si scopre che descrive solo una piccola parte della realtà, che deve esser estesa, ed a volte profondamente modificata…
Quello che voglio dire è questo: SE VUOI FARE POLITICA CONTRO CORRENTE DEVI AVERE BEN CHIARE LE IDEE, DEVI POSSEDERE LA CHIAREZZA DI UNA VISIONE DEL MONDO E DEI SUII MECCANISMI DETTTAGLIATI , AGGIORNATI E PUNTUALI. Beh, la teoria Marxista è diventatata, a partire dalla seconda metà del secolo, un’insufficiente e inadeguato modo di descrivere la società…però, per gli intelletuali comunisti, sembrava un Dogma (il contrario di quello che deve essere una teoria scientifica) e quindi non si è mai cercato di aggiornarla…

4)Quando la sinistra di ispirazione Marxista o post-Marxista inizia a governare, si ripropone il vecchio tema, come si fa a cambiare il mondo in meglio, avendo in mente un tipo molto diverso di società, quando la maggioranza non è d’accordo? Questo è un punto cruciale per capire una delle principalI critiche ai partiti che formano la SA…Perchè non si può andare al governo e proporre soluzioni che sarebbero ottimali nel “mondo che vogliamo” ma appaiono sciocche, ingenue, impraticabili e , addirittura, controproducenti per i lavoratori stessi. Mi riferisco alle 35 ore in Francia (che hanno contribuito ad impoverire la classse operaia più umile ed a inaugurare la stagione delle Destre al potere) o alla dilaettica sulle pensioni in Italia. Non si può incapponirsi, all’ interno dell’attuale sistema di produzione, chiedendo di andare in pensione a 56 anni, quando questo è matematicamenre insostenibile. LA vita media si è allungata di molto e un 56enne è una persona di mezza età ancora attiva e con quasi 40 anni di vita davanti. Farlo andare in pensione tout-court a quell’età li è una pazzia…andrebbe in pensione con una pensione da fame!!
Persino gli operai più sprovveduti lo capiscono…Bisogna chiedere pensioni dignitose, e non di andare in pensione quando si è ancora anagraficamente giovani.
Ripensare al modo in cui si lavora deve essere un fine della Sx, ma quando governa deve fare i conti con la realtà contingente…Al contrario, bisognava battere i pugni per evitare che il TFR potesse essere gestito da privati…Spiegando che il problema non sono i privati, ma che se il TFR entra nel mercato finanziario, si può guadagnare, ma si può anche perdere di brutto i propri risparmi da lavoratore!

5) La mancanza di una chiara è potente “teoria del modo in cui viviamo” (vista l’inadeguatezza e incompletezza del Marxismo) e la mancata consapevolezza della complessita del nostra società ha portato la Sx (un pò in tutta Europa, ma sopratuutto in Italia) ha commettere quello che è percepito dal mondo operaio e dai giovani come il nostro più grande errore e viene addotto come il miglior motivo per non votarci più: la questione dell’immigrazione.
Si è confusa la tolleranza, l’integrazione, l’accoglienza con la mancanza di rigore, la pretesa del rispetto delle leggi, e la pretesa che devono anche essere gli immigrati a portare con se la tolleranza e l’uguaglianza (a partire dai rapporti con le loro mogli, figlie…). Il migrante è diventato qualcuno da proteggere a priori, senza minimamente rendersi conto che questo può provenire da regioni dove l’intolleranza, il patriarcalismo più becero, il mancato rispetto dei diritti civili sono una norma….
Non si è minimamente riflettutto sull’impatto che una immigrazione di questo genere può avere sulle comunità locali, specie su quelle più deboli: gli operai delle periferie…Si difende a spada tratta i ROM, senza rendersi conto che i nomadi non sono esattemente l’esempio di pari dignità e rispetto (basti vedere come trattano i loro figli che li mandano a mendicare), senza considerare che per sopravvivere devono pur mangiare ed in mancanza di un lavoro, rubano…
Il problema dell’immigrazione e quello della deliquenza sono stati legati e ingigantiti dai Media, cavalcati dalla Destra…In moltio casi si tratta di problemi reali, in altri casi di una percezione eccessivamente distorta della realtà. Ma questo non ha inportanza, con il nostro atteggiamento verso Rom e immigrati, verso chi delinque (vedi Indulto) ci si fa percepire come i protettori di delenquenti, zingari, clandestini e froci…Aggiungo froci, perchè, come una macchia di olio, questo giudizio negativo si è esteso ad ogni battaglia sociale che si porta avanti…Tanto che la maggioranza della gente non capisce perchè si debba lottare per i DICO o per i diritti degli omosessuali.
Il risulatato è che lagente non vota più partiti di CENTRO-SINISTRA, ed è impossibile fare vere politiche di integrazione…Non si può pensare di proporre (le giustissime) norme che dovrebbero far votare gli immigrati alle amministarrtive (almeno dopo qualche anno che sono in Italia) o di facilitare i processi di cittadinanza, quando si urla che si vogliono abolire i CPT, ci si oppone alle espulsione dei clandestini, a norme necessarie (come le impronte digitali), quando le amministarzioni comunali di CS ospitano nuovi campi ROM…SE si vogliono abolire i CPT tout-court, poi, che cosa si fa in alternativa?
Certo, in teoria, ognuno ha il diritto di muoversi su questo pianeta, per cui i CPT non ci dovrebberop essere. Ma, in pratica sono necessari, perchè noi non viviamo nel mondo che vogliamo ma in questo mondo, e se vogliamo cambiarlo dobbiamo imparare a gestirlo in modo da farlo, lentamente, dirigere verso i nostri ideali (sempre che si sappiano quali siano)…
Il problema della delinquenza e dell’immigrazione (ingiustamente percepiti come un tutt’uno dalla gente) sono stati le motivazioni principali che hanno avuto la SA e il PD a sfondare. Basti vedere i risultati elettorali nelle grandi periferie operaie del Nord…Negli ultimi anni si è completamente perso il nord, non solo Veneto e Lombardia, ma ora anche il Piemonte sta passando saldamente in mano alle Destre. E mentre in alcune circoscrizioni del Nord e del SUD le Destre arrivano a sfiorare il 60%, nella Rossa Italia centrale, il distacco si sta assottigliando: non è più impensabile un rovesvciamento di fronte nelle regioni Rosse in un prossimo futuro…forse, li il Centro- Sinistra vince ancora solo per effetto dell’anti-Berlusconismo, piuttosto che per vere motivazioni politiche profonde…

6) Al discorso della percezione da parte degli Italiani della realtà si lega un’altra impoortante recriminazione alla Sinistra ed al CS in Italia. L’aver sottovalutato le televsioni, i giornali condizionati dai poteri economici-finanziari, l’aver (per l’ennesima volta) sottovalutato Silvio Berlusconi: errare è umano, ma perseverare è diabolico!!!
Non ci si è battuti per la legge sul conflitto di interessi, guai a toccare Mediaset, anche se ci aspetta di pagare una mega multa a causa delle legge Gasparri (300 mila euro al giorno a partire dall’entrata in vigore della Gasparri, più un’eventuale saltissimo risarcimento ad Europa7, la tv legalmente proprietaria delle frequenze di Rete 4)…Ora , mi chiedo, perchè la sinistra su questi, come su altri punti (ambiente, pace, rapporto con gli USA, giustizia), non cerca il dialogo con il movimento (se pur contestabile in alcuni suoi punti) di Grillo: non solo voti, ma nche uomini e donne della base della Sinistra sono migrati verso quel movimento….perchè sul tema della legalità non si cerca un dialogo con Di Pietro (altra persona che sta simpatica a molti ex-elettori di sinistra )..ah dimenticavo, Di Pietro è giustizialista: guai il carcere per chi delinque, non è di sinistra. Scusate la battuta, ma questo è in fondo cosa pensa la gente della Sinistra.

7) Il secondo pilastro dei potenziali elettori di Sx sono i giovani, i lavoratori di concetto e la borghesia intellettale (a proposito della borghesia intellettuale, molte volte sento dire che “quello li vota Comunista, ma poi è pieno di soldi, mentre l’operaio, quello vero, vota lega o Berlusconi”..insomma siamo diventati non un movimento politico, ma un fenomeno di elitè, quasi una moda per ricchi idealisti)..Bene, questi milioni di potenziali elettori sono anche molto sensibili ai temi della laicità, della pace, dei diritti civili, dei troppi privilegi della Chiesa…
Ma, dopo aver sentito parlare Mussi che attacava i 67 eroi della Sapienza e difendeva i catto-talebani, beh, a molti, me compreso, sono cadute le braccie e il voto. Personalmente avevo deciso di non votarvi più dopo la vostra timidezza nei confronti dei privilegi della Chiesa (vedi ICI) e dopo l’affaire Sapienza…e poi, non ho votato (vivo in Gran Bretagna da alcuni mesi, non mi ero iscritto all’AIRE in tempo, e non avevo nessuna intenzione di sprecare tempo e denaro per votare una forza immatura, che continua a fare errori strategici e che non sembra affatto laica: personalmente la laicità e un fatto cruciale per me: la SA non lo è convintamente, siete timorati dalla Chiesa). Ora, la laicità non è al primo punto per un operaio (forse) e non è un a cosa da trattare con precedenza sui temi del lavoro e della sicurezza, ma è tra i punti più importanti degli altri potenziali bacini di voto e va affontata nei primi anni dell’azione di governo: su questo vi siete resi ridicoli!!!

Ora, ci sara un fuggi fuggi, rese dei conti, a partire dalla direzione di RC…nuove scissione..litigi su temi inutili… e intanto il blocco confidustriale-Vaticano-Finanziario, anche grazie al PD, è riuscitoa far fuori tutta la SX dal parlamento, e la sta deleggitimando come forza sociale. Non si è più neanche nel parlamento regionale Siciliano, e pure gli Italiani all’estero hanno snobbato la SA!!!

Ma quel che è peggio, e che sono molto pessimista. Leggo le dichiarazioni faneticanti di alcuni leader, e persino alcuni post che parlano ancora di falce o martello, o di andare a fare campagna tra gli operai delle fabbriche…andate, andate pure a fare campagna tra gli operai, se sono gentili vi ringrazieranno, se sono rudi, vi manderanno a quel paese, ma una cosa è certa, in queste condizione non vi hanno votato e non vi voteranno mai!

20 04 2008
[4] letiziapalmisano (22:04:26)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

In risposta al commento #3 di piersky: grazie della cortesia

20 04 2008
[5] dalmata (23:56:19)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +2 :

Mi associo in pieno agli apprezzamenti fatti da Michele al commento di Loris. Condivido in pieno ogni virgola!
Lo ripeto a costo di sembrare noioso, ma nel popolo della sinistra c’è una uniformità d’idee impressionante! Un’uniformità che non rispecchia minimamente le continue divisioni, le ritrosie e le avversioni personalistiche che caratterizzano da troppo tempo le dirigenze dei diversi soggetti politici della sinistra.
C’è una grandissima fetta di popolazione che sente profondamente l’esigenza di una grande sinistra per questo paese. Ed è un popolo enorme che non si riconosce in nessuna etichetta ottocentesca! Ed è da questa convergenza di idee tra le diverse realtà di sinistra che credo si debba ripartire…
Il passo importante, al quale la Sinistra Arcobaleno non è mai giunto, è quello di tradurre questi grandi punti di convergenza in proposte concrete, da vera e propria forza di governo, effettuando un’analisi dettagliata sulle particolarità della nostra complessa società e sulle evoluzioni sociali in corso.
Analizzare a fondo i diversi problemi di questo paese e non limitarsi a proporre soluzioni che si riducano alla semplice abrogazione di leggi sbagliate. Una forza politica che vuole essere determinante in questo paese deve avere il coraggio di proporre ricette e soluzioni propositive realmente di sinistra, e non fermarsi soltanto a dire: “questa legge non mi piace, va tolta”.

Le ricette della dirigenza del PdCI (l’unica a non ritenere utile assumersi alcuna responsabilità) rischiano di chiudere per sempre tutte queste possibilità. E sono delle grandi possibilità.

Mi auguro che la lungimiranza di persone come Nichi Vendola diventi preponderante quanto prima. Gli inizi non sono molto buoni, per il momento…

http://alessandrotauro.blogspot.com/

21 04 2008
[6] Anna Maria (09:13:22)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #2 di Michele: “4. è di oggi il cambiamento di maggioranza in rifondazione con tanti saluti a sa”

le cose sono un attimino più complesse:
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74816

21 04 2008
[7] kraked (10:23:18)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

UNA SCONFITTA STORICA E UNA RINASCITA MASTODONTICA

Ciao a tutte-i sono un compagno di Milano ho 30 anni e non avevo mai votato,men che meno, Rifondazione Comunista… in realtà nemmeno questa volta “vi” ho votato,ho dato il mio voto al Partito Comunista dei Lavoratori.
Detto questo devo dire che mi è venuto un coccolone quando ho visto che per la prima volta da quando esiste l’Italia Repubblicana il parlamento era “paradossalmente” orfano delle sinistre in genere,visto che è stato anche e soprattutto grazie ai Comunisti( TRADITI BRUTALMENTE ) sè abbiamo l’opportunità di andare a votare ( per chi crede nella democrazia borghese ).
Come avete sicuramente capito credo ancora nella Rivoluzione e all’annientamento del capitalismo come unica e vera soluzione per liberare l’umanità dallo sfrruttamento,dalla miseria,dalle guerre,dalle classi e dai confini.
E’ in questo senso che credo ad una mastodontica rinascita del movimento Comunista, la vera opposizione non si fa in parlamento,si fa all’interno della società tutta!
Essere un vero e buon Partito Comunista vuol dire stare fuori dalle loro istituzioni,dalle loro regole,dalle loro leggi,dal loro modo di concepire la democrazia che consiste di fatto nel mantenere saldo il potere nelle mani della borghesia ( lo so sembro un po retrò ma le classi haimè esistono ancora ).
Noi tutti oggi abbiamo l’oppurtunità di prendercelo il potere…non sono matto!…possiamo farlo sul serio vi chiederete come?
Costruendo una durissima opposizione sociale nel paese,nei quartieri,nelle scuole,sui posti di lavoro,in mezzo al sottoproletariato urbano.Un opposizione senza sconti a nessuno ( centro-destra centro-sinistra…gli interessi sono uguali );riuscire ad inserirsi in tutte le lotte,incanalare la rabbia e il malcontento generale…venite in periferia e osservate le donne proletarie con il loro volto duro e rovinato da anni di fatica,gli uomini umiliati e con la rabbia che esplode contro i più poveri perchè non hanno uno straccio di lavoro,i ragazzini che spacciano per comprarsi il motorino e i vestiti griffati. E’ qui che noi dobbiamo esercitare una forma di contropotere o se vi suona meglio un “potere reale”, fare l’autoriduzione delle bollette,le spese proletarie,resistenza agli sgomberi,corsi di italiano per stranieri, pre e dopo scuola gratuiti,dopo lavoro per gli operai,creare insomma un rapporto vero e diretto con le persone…e allora si che avremo fatto un buon lavoro e vi assicuro che farebbe molta più “paura” questo al potere che non il 15 % preso dai “Comuisti” imprigionati nelle logiche di palazzo.
Saluti a tutti…..”grande è il disordine sotto i cieli,dunque il momento è eccellente!”
P.s:Scusate gli errori di ortografia ho la terza media!

21 04 2008
[8] Michele (11:32:06)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #6 di Anna Maria:

mi sono letto i due documenti presentati al parlamentino di rifondazione: quello di giordano è orrendo, quello di ferrario pure di più.
ma d’altronde si tratta di un regolamento di conti: difficile che venga partorito qualche cosa di interessante.

ad esclusione del passaggio sulla sorte di sa e di rifondazione, che almento ha il pregio della chiarezza: rifondazione non si scioglie, né in sa né in altro.

se per te questo non è il funerale del progetto di bertinotti e giordano, tra l’altro da ieri sfiduciati immagino per singolari congiunture astrali, tanti auguri.

21 04 2008
[9] Anna Maria (13:18:49)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

In risposta al commento #8 di Michele:
infatti: nuovi e differenti equilibri interni al prc, nessun funerale, appunto

21 04 2008
[10] Michele (14:41:33)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

In risposta al commento #9 di Anna Maria:

non vorrei fare una polemica personale, ma hai letto il documento approvato dal cpn a firma ferrero?

io ci leggo il rilancio del soggetto politico rc, e ce lo leggo perché lo dice (”occorre rilanciare il PRC come corpo collettivo. Il tema della rifondazione comunista non sta dietro di noi ma dinnanzi a noi nella sua dimensione di progetto politico, culturale, sociale e nella sua dimensione comunitaria. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista come progetto politico necessario alla sinistra in Italia per l’oggi e per il domani è un punto decisivo da cui non si può prescindere, in tutti i suoi aspetti, dal tesseramento all’iniziativa sociale, politica e culturale”), e la fine del percorso di sa che prevedeva inevitabilmente lo scioglimento dei partiti che vi avrebbero aderito, alla molto meno ambiziosa apertura del prc alla società civile.

non credo di spagliarmi nella lettura, perché mi sembra lo dica expressis verbis. se non sarà così, lo vedremo.

di certo per ora sa rimane un simbolo elettorale e nessuno parla non dico di scioglimento dei vecchi partiti dentro a sa, ma neppure di federazione della sinistra.

di seguito il testo orginale:

La sconfitta elettorale che abbiamo subito nelle elezioni del 13 e 14 aprile ha dimensioni storiche. Per la prima volta nell’Italia repubblicana la sinistra non è rappresentata in Parlamento. Tutto questo mentre la destra populista di Berlusconi vince con grande consenso popolare e al suo interno una forza xenofoba come la Lega raddoppia i suoi consensi cambiando ulteriormente il panorama politico del nord Italia.
Le cause della nostra sconfitta vanno indagate a fondo perché riguardano l’essenziale, cioè il nostro rapporto con la società, con i mutamenti sociali di fondo. Non si esce dalla situazione in cui siamo senza un approfondito lavoro di inchiesta, di lettura partecipata delle dinamiche sociali. Questo lavoro dovrà caratterizzare il nostro impegno politico nella prossima fase. Riteniamo infatti che il punto centrale che ha pesato sul negativo risultato elettorale è il fatto che nel concreto contesto politico, istituzionale e sociale, non è stata riconosciuto l’utilità sociale della sinistra. E’ quindi sulla nostra utilità sociale, sul ruolo che la sinistra ha nella società che occorre riflettere e proporre per rientrare in gioco.
Nell’immediato non si può non vedere come abbia pesato negativamente la nostra incapacità di utilizzare la presenza in maggioranza e la partecipazione al governo per dare una risposta ai principali problemi sociali del paese. La risicata vittoria del 2006 non chiedeva solo, per avere un senso, la sconfitta di Berlusconi, ma anche la sconfitta delle politiche berlusconiane. Il governo e la maggioranza nel loro operare concreto non hanno risposto a questa esigenza e si sono al contrario piegati alle esigenze dei poteri forti su tutte le principali questioni sociali: redistribuzione del reddito, lotta alla precarietà, tassazione delle rendite, laicità dello stato per non fare che alcuni esempi. La nostra azione politica si è mostrata inefficace e in questo contesto è maturata la non percezione dell’utilità sociale della sinistra. Si è così consumata una crisi, la cui profondità non abbiamo saputo vedere, del nostro rapporto con il paese reale e in particolare con i movimenti e con le lotte. L’utilità dell’esperienza di governo come possibilità per invertire le politiche degli ultimi quindici anni si è rivelata, alla luce dei fatti, impossibile da realizzare e la nostra permanenza nel governo si è trasformata in un problema sia per noi che per i movimenti.
A questo si è sommato il sistema elettorale bipolare e la campagna mediatica sul voto utile portata avanti non solo dai PD e PdL ma dal complesso dei mezzi di comunicazione di massa. Le elezioni sono state cioè un punto di passaggio per la costruzione di quel bipolarismo tra simili che è l’obiettivo delle classi dominanti di questo paese da almeno un quindicennio. Rendere le istituzioni impermeabili al conflitto sociale e rendere la politica uno strumento inservibile per l’emancipazione degli strati subalterni è l’obiettivo di questo bipolarismo che ha agito pesantemente nella campagna elettorale.
E’ evidente inoltre che il modo in cui ci siamo presentati alle elezioni non ha funzionato. Di questo mancato funzionamento si danno letture tra di loro diverse e persino diametralmente opposte, ma il punto politico fondamentale è che comunque l’operazione è fallita, e che agli occhi di tutti è risultata una operazione politicista che non ha intercettato la crisi sociale. Il complesso di questi elementi, l’incapacità a trasmettere l’utilità sociale di una nostra affermazione, ha fatto si che noi abbiamo perso voti in tutte le direzioni: verso il non voto da parte di chi pensa che “siete tutti uguali”. Verso il PD da parte di chi, pur condividendo i nostri contenuti, ha ritenuto quello un voto più utile per battere Berlusconi.
Addirittura verso la Lega da parte di ceti proletari che sentendosi non difesi dalla sinistra hanno pensato che visto che non si riescono a cambiare con un’azione generale le cose più importanti, almeno si migliorano le cose “a casa propria”.
Ripartire dal sociale
Questa sconfitta storica non è avvenuta in una fase di stabilizzazione economica e sociale. Noi non siamo dentro un ciclo di crescita economica che riduce le contraddizioni sociali. Al contrario siamo in una fase di crisi, con una insicurezza sociale e personale che sfiora l’angoscia. In quel sentirsi soli di fronte al pericolo è stato sconfitto il nostro progetto e la destra ha vinto le elezioni.
Il punto è però che queste contraddizioni nella prossima fase sono destinate ad aumentare. Problemi di salario, precarietà, casa, ristrutturazione mercantile del welfare, aggressione del territorio e sua militarizzazione, sono destinati ad aumentare. Il nodo è se di fronte a questo inasprirsi della crisi sociale sarà la destra populista a farla da padrona con la proposta della guerra tra i poveri e la costruzione di capri espiatori, oppure se saremo in grado di ricostruire forme di solidarietà, di conflitto, di movimento, capaci di ricostruire una identità e una utilità sociale della sinistra.
A partire da questo punto di fondo occorre definire attraverso quali strumenti si riorganizza il campo politico della sinistra. E’ infatti evidente che il rischio che stiamo correndo è che, dopo la sconfitta nella società, ci sia la disgregazione del tessuto militante e l’ evaporazione della sinistra politica in una babele di linguaggi e di proposte.
Il punto non è quindi l’accelerazione non si sa bene vero che cosa, ma la definizione di percorsi concreti, che ridiano un senso di appartenenza ad una comunità e che siano efficaci socialmente.
1 - In primo luogo occorre rilanciare il PRC come corpo collettivo. Il tema della rifondazione comunista non sta dietro di noi ma dinnanzi a noi nella sua dimensione di progetto politico, culturale, sociale e nella sua dimensione comunitaria. Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista come progetto politico necessario alla sinistra in Italia per l’oggi e per il domani è un punto decisivo da cui non si può prescindere, in tutti i suoi aspetti, dal tesseramento all’iniziativa sociale, politica e culturale.
Riattivare il Partito della Rifondazione Comunista dando certezze alle donne e agli uomini che hanno scelto di appartenere a questa comunità e dunque sgombrando il campo dalle ipotesi di dissolvenza e superamento, che hanno connotato la fase che abbiamo alle spalle, si sono esplicitate durante la campagna elettorale, contribuendo al disorientamento e alla demotivazione.
Riattivare Rifondazione Comunista, riaffermando un’etica della politica, nella coerenza tra ciò che si enuncia e ciò che si pratica come nel quotidiano esercizio e rafforzamento della democrazia interna, rilanciando il percorso di Carrara. Riattivare il conflitto di genere dentro il partito, perché diventi realmente un soggetto sessuato in cui le donne non siano né fiori all’occhiello, né quote. Un partito che assuma il femminismo come punto di vista da cui rileggere il mondo e si faccia attraversare quotidianamente dalla critica delle donne alla politica. Occorre sapere con precisione che il PRC è strumento indispensabile ma non sufficiente per la ricostruzione di una ampia sinistra anticapitalista in questo paese.
Indispensabile e non sufficiente: i due termini non delineano uno spazio geometrico ma una cultura politica da cui siano banditi tanto il settarismo quanto il liquidazionismo.
2 - Contemporaneamente occorre porsi il compito di riaggregare il campo della sinistra. La domanda di unità che è emersa nel corso della campagna elettorale e che emerge oggi va raccolta perché è una grande risorsa per uscire dalla sconfitta. Il PRC è indispensabile ma non sufficiente, sia perché la sinistra politica è più ampia dei soli comunisti, sia perché le forme concrete di impegno a sinistra vanno ben oltre quelle codificate dall’appartenenza ad un partito. Movimenti, comitati, collettivi, associazioni, militanza sindacale, vertenze territoriali ed ambientali: mille sono i modi in cui si fa politica oggi a sinistra. Pensiamo solo a cos’è il No Dal Molin a Vicenza o il No TAV in Val di Susa.
Aggregare quindi il campo della sinistra a partire dalla valorizzazione di ciò che, a tutti i livelli, esiste e delle esperienze innovative che in questi anni ci sono state: basti pensare alla Sinistra Europea che proprio su questa idea è nata e ha fatto i suoi primi passi in questi anni.
Ripartire dalla costruzione di spazi comuni della sinistra, di forme concrete di lavoro di inchiesta, di lavoro politico sociale e culturale sul territorio per costruire un percorso, non fagocitato da scadenze elettorali, che punti alla costruzione. dell’unità possibile di tutte le forze disponibili sulla base di contenuti, obiettivi, pratiche realmente condivisi. Un percorso unitario rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto la Sinistra Arcobaleno e non solo.
Un processo di aggregazione unitario che eviti la spaccatura tra chi propone la costituente della sinistra e chi propone la costituente comunista.
Sono due proposte che frammenterebbero ulteriormente la sinistra, avrebbero effetti disgregatori nello stesso corpo di Rifondazione, il cui progetto politico è per noi prioritario rilanciare, dividerebbero la nostra gente sulla base di riferimenti ideologici privi di una consistente base politica. Due proposte che non affrontano il nodo principale: come ricostruire l’utilità sociale della sinistra.
Occorre partire subito con un percorso di riaggregazione, le cui forme e modalità saranno riconsegnate alla libera discussione di tutte e di tutti nel percorso congressuale, che non commetta gli errori di politicismo e di verticismo che abbiamo avuto nella fase precedente. La sinistra può nascere solo come strumento di partecipazione, solo se le sue organizzazioni sono guidate dai principi democratici e dalla trasparenza, senza il predominio degli apparati, con le loro logiche di cooptazione. Per questo indichiamo la costruzione di una discussione, sia interna al partito che coinvolgente tutta l’area della sinistra arcobaleno, come priorità politica delle prossime settimane. Occorre riprendere la discussione.
Indichiamo parimenti la partecipazione a tutte le manifestazioni del 25 aprile e del 1° maggio presenti sul territorio con u messaggio chiaro:
La destra populista cresce sui bassi salari, sulla precarietà, sulla mancanza di case e di servizi.
Costruiamo l’opposizione sociale al governo Berlusconi.
Imma Barbarossa, Roberta Fantozzi, Loredana Fraleone, Fabio Amato, Ugo Boghetta, Bianca Bracci Torsi, Stefania Brai, Alberto Burgio, Maria Campese, Giovanna Capelli, Guido Cappelloni, Carlo Cartocci, Bruno Casati, Aurelio Crippa, Paolo Ferrero, Eleonora Forenza, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Laura Marchetti, Citto Maselli, Giovanni Russo Spena, Bruno Steri, Luigi Vinci

21 04 2008
[11] Igor (15:34:15)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Dal documento di Ferrero mi sembra di capire che l’idea della federazione tra partiti e movimenti rimanga; non è pensabile che nell’immediato i partiti si sciolgano, ma magari tra un paio d’anni o tre potrebbe succedere, cambiando le dirigenze.
Poi i regolamenti di conti erano previsti e ci saranno forse in tutti e 4 i partiti, effettivamente l’esito nei Verdi e nel Pdci non è scontato, anzi è quasi sicuro che il Pdci lasci

21 04 2008
[12] Michele (15:52:48)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #11 di Igor:

ferrero dice che bisogna rilanciare rc. è esattamente l’opposto del progetto bertinottiano di sa.

ma d’altronde senza pdci e verdi (sd neppure lo cito perché i risultati hanno dimostrato che non esiste), che si sono già defilati, di che nuovo soggetto stiamo parlando?

poi in futuro potrà succedere qualsiasi cosa. anche che berlusconi si iscriva a sinistra critica.

ma per ora la realtà è che sa è stato un cartello elettorale che le segreterie hanno abbandonato 1 secondo dopo le elezioni.

sono scelte che peseranno: vedo che il peggiore degli incubi, ossia la disgregazione infinita della sinistra in nicchie sempre più piccole e autoreferenziali sul modello francese, sta prendendo forma. anzi, ha già preso forma e chi si oppone (ad es. giordano) viene preso a pesci in faccia.

21 04 2008
[13] loris (22:09:18)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

In risposta al commento #5 di dalmata: Più che un commento vero e proprio volevo fare una riflessione che potrebbe scivolare nella retorica e questo mi dispiacerebbe. Ho condiviso questa esperienza elettorale con diversi giovani, mio figlio compreso, e mi rendo conto che l’eredità politica che stiamo consegnando alla vostra generazione è un fardello molto pesante.
Sono altresì convinto che intelligenze come la tua, pronte, ad analizzare al di la di preconcetti e dogmi le nuove realtà sociali saranno determinanti nel ridare al popolo della sinistra una dimora adeguata.
Complimenti anche per il blog.

22 04 2008
[14] andrea1961 (10:49:36)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

le colpe nelle sconfitte sono sempre collettive, certo il gruppo dirigente forse un pò di più, ma sta di fatto che vanno condivise. Le analisi sul risultato elettorale deve essere onesto e impietoso, se non si colgono gli errori non si rinasce.
Ora io credo che ci possano essere due punto di partenza, il primo che la sinistra l arcobaleno ha clamorosamente fallito la prova elettorale, la seconda che la necessità di una sinistra unità è più necessaria di prima.
Per quanto rigurda la prima le motivazioni sono molteplici, voto utile, fallimentare campagna elettorale da un punto di vista comunicativo, rabbia del nostro (potenziale) elettorato che si è astenuto e votato persino la lega piuttosto di non votare noi. Io non so se il percorso giusto sia quello di perseguire (nei modi intendo) nella prosecuzione della SA così come è stato impostato sino ad ora, non ne faccio una questione di simboli sulla scheda elettorale, ma se è il caso di ripensare a modi differenti. Per quello che capisco sembrano a rischio dissolvimento sia Sinistra Democratica che i Verdi, anche se spero proprio di no, rimangono due forze politicamente organizzate Prc e Pdci. Diliberto propone di partire da lì, dall’unificazione di questi due partiti (e chi ci sta) attraverso una costituente e credo poi allargare ad una sinistra più vasta. Giordano, Bertinotti propone di costruire la SA sciogliendo le esperienze e le organizzazioni in questo nuovo soggetto, Ferrero e altri ritornano alla vecchia proposta del Pdci della confederazione.
A me al di la delle legittime diverse posizioni sembra però che si debba tutti avere in mente cosa si va a fare, io spero che alla fine prevalga l’idea di un partito che si proponga al Paese come forza di governo, delle città della Nazione, sapendo che passerà del tempo prima di arrivare di nuovo a governare, ma formando un gruppo dirigente che si pone il cambiamento delle cose e non si rintani nell’isolamento destinato solo alla protesta.
Una sola cosa vorrei dire rispetto alla campagna elettorale e anche al post elezioni, credo sia stato un clamoroso errore quello di Bertinotti (come candidato premier) ma credo rispondesse ad un idea diffusa nei gruppi dirigenti, quello (dicevo) di aver accettato la scellerata scelta di Veltroni di rompere con la sinistra e di non averlo duramente attaccato perchè portava (come è successo) alla riconsegna del Paese a Berlusconi. Abbiamo obbiettivamente facilitato l’idea che noi eravamo alla fin fine i responsabili della caduta del governo Prodi, che noi eravamo innaffidabili e immaturi. Non è, non era così ovviamente, ma abbiamo avvallato questo sentire tra i cittadini, ieri sera Vendola a Primo Piano si è fatto accusare da uno del Pd di avere destabilizzato il governo Prodi senza replicare, seguitando così ci assumeremo le colpe anche di quello che farà questo governo, dobbiamo, almeno su questo punto reagire con fermezza e anche con durezza. Veltroni e il Pd sono i responsabili di questa sciagura, e se Veltroni aveva in mente di fare scomparire dal parlamento la sinistra (tutta la sinistra) allora ha avuto successo, ma se come diceva ambiva a essere forza capace di contrastare elettoralmente la destra ha clamorosamente fallito, sono a 9 punti dal pdl, sono milioni di voti, noi abbiamo già un numero sufficente di colpe per poterci permettere il lusso di addossarci anche le sue.

22 04 2008
[15] dalmata (12:49:56)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #13 di loris.
Sintetizzo la mia risposta in un GRAZIE maiuscolo!
Mi auguro che i pensieri e le sensazioni che hai condiviso con il blog, diventino buoni spunti di riflessione per tutti coloro che hanno voglia di rigenerare una vera sinistra in Italia. Sarebbero un ottimo punto di partenza!

22 04 2008
[16] pandaekoala (17:59:52)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

scusate, una cosa.. un appello ad Alesandro Ronchi e a chi fa blog a “sinsistra”..perchè non si comincia a raccogliere i post che sembrano più convincenti, quelli che raccolgono più voti e si cominciano a diffondere tra le segreterie dei partiti, nei comitati, negli altri blog e post di siti fratelli? questo eviterebbe la “balcanizzazione” della sinistra in un momento in cui c’è estremamente bisogno di fare quadrato..si individuerebbero delle priorità, si vedrebbe cosa veramente vuole il popolo della sinistra ( perché c’è un popolo della sinistra, ricordate il milione di persone a roma il 20 ottobre,comuniste ma non solo) in quanto le idee verrebbero dal basso e in più non ci sarebbe l’ingabbiamento dei partiti che rischiano di mortificare questa grande voglia di sinistra che c’è..Alessandro vedi, se puoi, di farti tramite di questa iniziativa e di promuoverla.Grazie

23 04 2008
[17] j@copo (01:47:40)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

In risposta al commento #6 di Anna Maria:

Spero di cuore che ti stai sbagliando……da elettore di rifondazione sono molto più vicino alle opinioni di ferrero (libertario come me), che a quelle di giordano (di cui non contesto le idee ma la sua capacità di guidare il partito) e penso che se non vogliamo diventare una nicchia culturale, RIFONDAZIONE non dovrà mai e poi mai abbandonare il progetto di SA. Sono felice di aver CONDIVISO la nostra tremenda sconfitta con gli amici di sinistra democratica, con i verdi e con quelli del pdci che ci hanno creduto come noi.

Poichè COMPAGNI significa dividere il pane, oggi, nella disfatta lo siamo più che mai!

CONTINUIAMO A CAMMINARE INSIEME ognuno libero di esprime le proprie idee

23 04 2008
[18] Anna Maria (05:49:43)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

In risposta al commento #17 di j@copo:
sbagliando di che?
ho incollato un link al confronto che ha articolto il dibattito interno al prc, del resto non possiamo che aspettare, finito il terremoto post elettorale, la linea di azione della nuova maggioranza, e sperare anche che la sinistra unita non sia stata solo un sogno interrotto troppo presto

23 04 2008
[19] j@copo (13:24:48)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #18 di Anna Maria:

Volevo soltanto dire che spero ti stia sbagliando sul fatto che il cambiamento di maggioranza in rifondazione rappresenti la fine di SA. Poi come giustamente hai scritto le cose sono più complesse che mai e dovremo stare a vedere.

23 04 2008
[20] andrea1961 (15:34:52)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

In risposta al commento #19 di j@copo:

io credo che ognuno di noi debba far sentire ai rispettivi gruppi dirigenti, che al di la di un legittimo dibattito interno sul come, il progetto della sinistra unita non va abbandonato, poi si discuta se deve essere soggetto unico confederato o come lo si vorrà fare, purchè nulla di quello che è a sinistra del pd vada disperso ovviamente escluso chi si mette al di fuori della legalità (meglio specificare non si sa mai)
Intanto Obi Van Kenobi alis Veltroni sta prendendo un altro schiaffo dall’Udc, e sarà interessante vedere se il Pd dopo questa sconfitta elettorale ( la nostra va oltre la sconfitta è una disfatta) manterrà la stessa folle linea politica della rottura con la Sinistra del Paese oppure se ci sarà una sorta di ripensamento.
A mio avviso l’unica speranza di conquistare il Paese per Veltroni se non ritorna a ragionare con la SA (e i socialisti) è quella di aggiungere la lettera “L” al suo Pd

23 04 2008
[21] Michele (16:40:33)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

ma più complessa de che?

ma avete visto qualche leader di sd, verdi, prc o pdci presentarsi a una conferenza stampa con il simbolo di sa? chessò … una spilla … una bandiara di fianco al simbolo del partito ….. io no.

non ne parla più nessuno. domenica del parlamentino di rc solo gianni ha parlato di non abbandonare sa ma di correggere solo la rotta.

la mozione ferrero quando parla del da farsi non la cita 1 sola volta.

infatti penso che questo ottimo blog potrebbe già ora chiamarsi http://www. sinistraunita.org: avrebbe più senso e soprattutto più futuro!

6 05 2008
[22] clint (22:04:13)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +2 :

Ho ascoltato Vendola in due occasioni, di cui una è stata la sua serata in LA7, e mi ha impressionato la sua capacità di espressione, così morbida, rispettosa, profonda, armonica da sembrare “dipinta a pastello”. Per cui un vero grande grazie, da sollievo vedere che esistono ancora persone come lui !
E allora dove è il problema ? Il problema sta proprio nella conclusione della sua intervista, allorché ha cercato, addirittura raggiungendo punte di poesia, di comunicare che quella falce e martello, quel comunismo, sono un afflato quasi mistico, hanno un significato di partecipazione al sociale così pregno di amore che è impossibile rinunciarci. E’ facile credergli per me che ho una cultura analoga alla sua, ma occorre capacitarsi che persone normali e perfettamente in buona fede non possano che essere terrificati dalle idee del “comunismo”. E visto che oltre ad una sinistra l’Italia ha bisogno di democrazia, forse vale la pena fare una rinuncia al primo amore e proporsi con un contenuto diverso, più facile da capirsi per tutti, capace di rqaccogliere quel consenso che permetta di avere un punto di riferimento a chi non si riconosce più in un “calderone” da film americano, di partiti al servizio della politica fine a se stessa e della finanza.

In ultimo un FLASH. Come tutti i simpatizzanti della sinistra vera ho lungamente pensato ad un nome che possa esprimere il significato profondo, dierei la missione, di un soggetto politico capace di interpretare le esigenze della società del nuovo secolo, e quindi lo dico, non come proposta, ma come contributo alla ricerca: “Partito Liberale della Sinistra”.
Ponendo così l’accento su due fatti fondamentali:
1) accettazione, come credo convinto, di uno sviluppo liberale delle attività umane (la mancanza di proprietà è un atto d’amore, ma irrealizzabile anche tra le altre specie viventi)
2) Sinistra: qui occorre maggior attenzione. Il socialismo, o qualsiasi forma che comunque preveda un’azione dello stato in primis nell’economia di un paese, ha bisogno di molta fortuna per poter funzionare. Sinistra invece è qualcosa di più forte, mette l’accento sul “senso civico”, indicando non un essere attori in prima persona, ma invece essere capaci di esercitare un “presidio” serio di tutte le attività di interesse pubblico, di essere un “arbitro” affidabile, capace di individuare qualsiasi fallo, di intervenire e permettere così lo svolgimento di una partita nel rispetto delle regole, dello spettacolo e del piacere di vivere.

In questa visione invito chi legge a porsi un problema: non è forse che siamo in una fase storica in cui la società è divisibile in “DUE grandi schieramenti” ?:
1) “chi produce (lavoratori, imprenditori, prestatori di servizi)”
2) chi vive a latere, cioé “chi detiene il denaro, il potere etc. (banche, assicurazioni, politici, notai, giudici … ebbene sì, anche religiosi!) ?
Io credo che la sinistra debba farsi interprete delle esigenze del primo gruppo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un operaio, di un precario o di un uomo che ha il coraggio di accettare la sfida del mondo dell’imprenditoria - Tenete presente che quest’ultima sfida (l’unica capace di dare chance di riscatto) è quasi sempre soffocata non dai meriti di chi ci prova, ma da un sistema perverso di ragnatele di poteri che uccidono lo sviluppo di qualsiasi civiltà ! (e qui posso fornire molti esempi reali, una vera vergogna anche per uno stato negro alla deriva).

Mi scuso se ho urtato la suscettibilità di qualcuno, ma ritengo che in certi momenti occorra parlare con chiarezza, è l’unico modo per trovare la strada giusta: quindi viva il confronto :)
Grazie.

10 05 2008
[23] clint (13:04:38)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #1 di loris: carissima Loris, ammiro il pathos del tuo commento e la sua genuità. Ma quella “classe” a cui ti riferisci esiste ancora ?
Cioé, gli interessi dei lavoratori sono contrapposti agli interessi degli imprenditori, oppure a quelli di una fitta rete di una miriade di settori della vita sociale ed economica che rincorrono senza ritegno e dignità i propri interessi ? gli interessi dei lavoratori sono poi così diversi da quelli dei contrattisti o dei disoccupati ?
Le brigate rosse furono travolte in pochi anni di lotta, la mafia, invece, prolifera. Come mai ? Temo che più che pensare agli interessi di una classe occorra investire nello sviluppo di un senso civico più serio, profondo, e non semplicemente in pace con qualche principio di fede (vuoi religioso, vuoi marxista). Tra le classi che si sono distinte nel far cascare il paese in coda in moltissimi settori vedrei invece: FINANZA, POLITICA (tra cui SINDACATO), GIUSTIZIA, non quella imprenditoriale, che paga invece, come tutti quelli che producono, gli effetti di un potere cieco, ignorante e parassita. Bertinotti ha la responsabilità di aver sposato quel sistema, quei valori, e di aver promosso una politica minimalista, da ex sindacalista quale egli è.

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