Dove sono andati i voti della Sinistra Arcobaleno?

16 04 2008

1/2 al Partito Democratico ed il 1/5% all’astensione. Solo 1/4 dei votanti dei partiti costituenti nel 2006 ha deciso di votare Sinistra Arcobaleno nel 2008.

Il PD ha preso i suoi nuovi voti solo dalla sinistra arcobaleno, e ne ha persi a favore dell’udc. Solo 1% dal PDL.

Questi i dati di una analisi dei flussi di voto resa nota nella puntata di questa sera di Porta a Porta.

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81 Commenti

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20 04 2008
[81] piersky (00:51:40)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

“Dopo il caso di Milano una studentessa del Lesotho pugnalata e stuprata in una stazione (audio). La sua reazione: “Voglio incontrare i due angeli che mi hanno salvata”. Arrestato un romeno 37enne”

Ecco, questa è un a delle ragioni per cui stiamo sparendo…Le chiacchere stano a zero

19 04 2008
[80] Fabio (03:40:26)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

In risposta al commento #75 di michele67:

Sono un elettore di sinistra che stavolta ha scelto l’IDV per motivi strategici (probabilmente il voto più utile non a far vincere Veltroni, cosa impossibile, ma almeno a limitare la deriva delinquenziale perfettamente trasversale del nostro sistema).

Sono anch’io allibito dalla frana della sinistra e provo a tentare un’analisi partendo da un dato certo. I flussi dimostrano che l’emorragia principale è stata verso Veltroni. Dunque, Il PD è stato considerato meno destra del PDL.
In realtà credo che l’impatto sulla sinistra italiana della nascita del PD sia stato peggiore delle 3 vittorie di Berlusconi. Il PD nasce proprio per liberare le classi dirigenti DS e Margherita dalle interferenze della cosiddetta “sinistra radicale”, accentuando un bipartitismo che significa di fatto uscire da una logica di coalizione e dunque non dovere più mediare con chicchessia di estraneo ai loro interessi. Non sarà sfuggito (Marx sarà pure morto, ma l’intelligenza umana voglio sperare di no) che gli interessi dei potentati economici di riferimento (cooperative varie, assicurazioni, banche, etc) nonchè gli interessi a volte anche personali delle cricche amministrative di area PD hanno sistematicamente avuto la precedenza rispetto agli interessi degli elettori. La folle politica sugli inceneritori, dettata unicamente dalla combutta DS-Hera al prezzo della salute della gente ne è uno dei più torbidi esempi.
Se c’era una cosa di “sinistra” da fare era bloccare sul nascere questo progetto punendo il PD sia pure a costo di allargare il divario con il cdx, comunque sicuro vincitore.
Invece è successo l’esatto contrario, a dimostrazione di come le parole d’ordine veltroniane, l’apparente novità ed efficienza del leader abbiano avuto più peso del ragionamento sui contenuti. Dunque, quanto a beccaccionismo non siamo secondi a nessuno e siamo probabilmente rimasti vittime degli stessi meccanismi propagandistici che dileggiavamo quando portavano alla vittoria di Berlusconi. Un po’ di umiltà e qualche scusa agli elettori di Lega e Pdl non potrà che fare bene.

Poi c’è il dato evidente e, mi pare, chiaro a tutti, della distanza fra la le classi dirigenti della sinistra “radicale” e i bisogni dei cittadini, a partire dal tema dell’immigrazione. La quale, non per razzismo ma per semplice legge di mercato tiene basso il prezzo del lavoro, giunto ormai agli ultimi posti in Europa. L’operaio ha capito tutto ciò, e ha votato Lega. Bertinotti non l’ha capito, e ha preferito tenere le stesse posizioni della Confindustria.
A proposito della Lega, che ha stravinto. Se pensassimo che la globalizzazione induce povertà e insicurezza, e che la risposta delle vittime della globalizzazione è di dare fiducia a chi mostra di essere vicino alle esigenze territoriali, sbaglieremmo di molto? O è tabù anche solo formulare un’ipotesi del genere dato che chi vota Lega non può che farlo esclusivamente per razzismo?

Poi c’è l’azione parlamentare e di governo. Troppi sì o troppi no? Una delle due ipotesi secondo logica aristotelica dovrebbe essere falsa.
Secondo me sono entrambe vere. La sinistra ha dato l’idea del bambino che fa continuamente i capricci salvo poi rassegnarsi ad aprire la bocca e ingozzare la minestra che la madre (il PD non può che essere materno :)) gli propina.
E’ ridicolo manifestare in piazza contro il governo di cui si fa parte (qualcuno faccia delle ricerche per vedre se una cosa simile sia mai successa in altri paesi), è ridicolo votare contro il rifinanziamento di una missione militare quando non si ha la forza di imporre il ritiro, è ridicolo votare contro un accordo sindacale sottoscritto da un referendum. Anche posizioni in sè giuste possono essere inopportune nelle condizioni date. Così tutti hanno percepito la sinistra come il partito del no.
Viceversa, non c’è mai stata determinazione nello scegliere pochi temi essenziali su cui fare sentire il proprio peso a tutti costi, finanche al punto di far cadere il governo. Così chi si aspettava di portarsi a casa qualcosa è rimasto a bocca asciutta perchè qualunque scatto di orgoglio è mancato.
Siamo stati troppo oppositivi e troppo poco determinati.
C’è però anche la possibilità che questo letto di Procuste sia stato alimentato da chi aveva interesse a non concedere nulla alla sinistra per favorire le future magnifiche sorti e progressive del PD. Se, come temo, è così, complimenti ancora a chi il PD l’ha votato.

19 04 2008
[79] michele67 (02:40:02)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Vorrei solo rettificare il tono sconsolato del mio ultimo intervento [77]. La metafora del deserto è ambiguità, non funziona. Emarginarsi, isolarsi è chiaramente un errore. Al contrario è nel luogo più prossimo che bisogna segnalare una presenza diversa, nella concretezza dei possibili modi di organizzare la vita quotidiana, attraverso collettivi, associazioni di idee e di forze, incontri capaci di progettare una socievolezza in grado di segnare dei colpi, contrastare l’individualismo a cui ci si abbandona nella solitudine, presi dall’angoscia. Progettare modalità di vita in comune, in grado di semplificare la vita schizofrenica che continuamente ci tenta e ci rende complici…
un abbraccio a tutti, m.

18 04 2008
[78] antonio di pietro (21:17:28)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

carissimi lettori
mi ritrovo a leggere i vostri commenti,di cui alcuni, alquanto bizzari,..altri molto interessanti meritevoli senz’altro di un’attenzione oculata,… ho riscontrato in gran parte dei vostri pensieri,un interesse vivo per la parte della società meno aggiata che purtroppo vive ogni minima crisi in modo drastico e traumatico, ma quello che mi sembra scorretto è che questo aspetto drammatico di vita di una parte della società possa diventare strumento di lotta,… contro chi magari in seguito a numerosi sacrifici è riuscito ad aprirsi una azienda,o addirittura un’ industria,e con altrettanti sacrifici la manda avanti! io penso che l’unico mezzo per far si che questo paese possa emergere sia l’unione ,l’unione tra classe impreditoriale e classe operaia,e non sicuramente divisioni improduttive. Una cosa che ci è stata rimproverata a noi del pd è stata quella di mettere nelle liste imprenditori e operai osservando scetticamente questa fusione,…ma noi ne siamo orgoiosi,..orgoiosi di una classe operaia forte e compatta e di un altrett’anto forte classe impreditoriale che purtroppo non trova in italia un giusto atrito finanziario. una cosa che è stata sbaiata in questa ormai ex legislatura è stata la tassa di successione tassa che attenta finanziaramente ogni persona che lavorando è riuscita a costruirsi dei bene che legittimamente vuole e deve lasciare ai discendenti per questo nessuno puo arrogarsi il diritto di prelevare anche in modo parziale tali beni.alcune di queste politiche portate avanti dalla sinistra che voi rapresentate sono state il motivo di una perdita per voi così esponenziale di elettori!!!!

18 04 2008
[77] michele67 (00:52:04)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Penso vi sia un problema di fondo per le sinistre europee, purtroppo di difficile soluzione…
1 – L’Italia è un paese ricco (rispetto ai paesi del “sud” del mondo dove in alcuni casa la gente sopravvive con meno di un dollaro al giorno).
2 – Le classi “popolari” italiane, naturale bacino elettorale della sinistra, sono le più minacciate dall’evoluzione del capitalismo globalizzato e dai flussi migratori. “Naturalmente”, nelle scelte politiche tendono a difendere la propria posizione e quindi i propri privilegi votando a destra. Votano soprattutto per la lega. La lega propone: a) misure protezionistiche per contrastare la concorrenza internazionale b) la chiusura delle frontiere per contrastare la concorrenza interna tra lavoratori italiani e immigrati. I timori “oggettivi” delle classi popolari trovano in queste politiche una risposta concreta alla situazione di disagio e incertezza che vivono quotidianamente.
3 – Le politiche della sinistra: rallentare lo sviluppo, solidarietà internazionale verso i paesi più poveri, sono elitarie, cioè sono proponibili a chi bene o male ha i capitali finanziari, familiari, culturali per sopravvivere ad una eventuale recessione economica di medio lungo periodo, non certo per coloro che a fine mese si ritrovano con il portafoglio vuoto e magari una rata ancora da pagare (assuefati al consumismo generalizzato per cui il cellulare o la tv satellitare divengono bisogni fondamentali ed esigenze irrinunciabili, simboli di uno status da difendere strenuamente).
4 – Le politiche sull’immigrazione proposte dalla sinistra sono interessanti, paradossalmente, per i piccoli e medi imprenditori favorevoli ad accrescere la massa totale dei disoccupati. Questi ultimi però sono ancora più avvantaggiati dalle ambigue politiche della destra fascista che permettono la letterale messa in schiavitù di immigrati regolari o clandestini (entrambi sottoposti alla costante minaccia del licenziamento, privi di qualsiasi rappresentanza sindacale e quindi soggetti ideali di sfruttamento).

Per concludere mi pare che la sinistra in Italia, a partire da un simile contesto, non possa assolutamente proporsi come forza di governo. Il suo luogo naturale è il luogo dell’opposizione. Si tratta di assumere una posizione etica, in grado di scuotere (almeno per un istante, tra una pubblicità e l’altra) le coscienze. È dal “deserto” che il monito della sinistra può risultare più efficace.

L’altro luogo dove radicare una possibile militanza politica socialista-comunista-ecologista è lo spazio internazionalista dei movimenti di resistenza popolare dei paesi del sud del mondo.

Un saluto a tutti
E in bocca al lupo…
michele

17 04 2008
[76] rodtorre (21:41:32)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

In risposta al commento #72 di elezioni politiche « ROBERTO BRUMAT:

PROPONGO QUESTA VARIAZIONE SUL TEMA da http://www.emigrazione-notizie.org:

DOVE SONO FINITI I VOTI DELLA Sinistra Arcobaleno?

La puntata odierna di “Porta a Porta” pubblica un’analisi dei flussi elettorali in Italia, secondo la quale la metà dei voti di Sinistra Arcobaleno sono andati al Partito Democratico ed il 1/5 all’astensione. Solo 1/4 dei votanti dei partiti costituenti nel 2006 ha quindi deciso di votare Sinistra Arcobaleno nel 2008 (come si sa, poco più di 1,2 milioni di elettori).
Il PD ha quindi preso i suoi nuovi voti solo dalla Sinistra Arcobaleno, e ne ha persi molti a favore dell’Udc. Solo l’1% proverrebbe dal PDL; su ciò concorda la stragrande maggioranza degli osservatori e degli analisti (a parte naturalmente, quelli del PD).(segue…)

Ciò significa che senza i voti della Sinistra, il PD, si posizionerebbe oggi intorno al 28% e non al 34%, dato che, è utile ricordarlo, comprende i voti dei Radicali. Cioè al di sotto della somma dei voti degli ex-DS e della Margherita nel 2006.

Vale a dire che il progetto del PD di Veltroni si regge essenzialmente sui voti in libera uscita dalla Sinistra, guadagnati essenzialmente con il richiamo al “voto utile” che doveva consentire “di batter Berlusconi”, visto che, secondo Walter, i due maggiori contendenti erano ormai “appaiati”.

In realtà, si può oggi affermare con certezza (cosa che ad un osservatore attento doveva essere chiaro già prima del voto) che la disfatta del PD è stata evitata proprio grazie a questa enorme bugia del Segretario del PD; il posizionamento della Rosa Bianca e l’improvvisa riaggregazione con l’UDC di Casini, che minacciavano di drenare voti dall’area ex-Margherita del PD (come in realtà è avvenuto), ha obbligato Veltroni nelle ultime settimane in bus, a insistere continuamente sul “voto utile”, convincendo circa un milione e mezzo di elettori della possibile vittoria sul PDL, ma in realtà con l’obiettivo di pararsi “il di dietro” da una irreparabile sconfitta del proprio progetto.
Altrimenti, invece che 10 sarebbero diventati 15 i punti percentuali di distacco dal PDL del Cavaliere.

Quindi, meglio distruggere la Sinistra piuttosto che un progetto, sostenuto fortemente da Confindustria, che doveva “portare l’Italia in Europa”, in America, in Paradiso.
In realtà doveva solo stabilizzare e non far fallire miseramente, un progetto che fin dal suo nascere perdeva acqua da ogni lato.
Che non sia consistito in ciò, l’accordo tra Walter e il Cavaliere di inizio marzo ? Che non si celasse proprio questo, dietro il progressive e improvviso bon ton scaturito tra Veltroni e Berlusconi in un momento in cui il PD si trovava in estrema difficoltà subito dopo la caduta del Governo Prodi ? Che interesse avrebbe avuto Berlusconi a non sparare sulla Croce Rossa -cosa che sa fare benissimo- se non per un accordo diciamo così, di limitazione dei danni del PD (partito che è assolutamente necessario come controparte “responsabile”) in cambio di una opposizione non troppo accesa, in un periodo che diventerebbe –e diventerà- difficile per qualsiasi governo (crisi mondiale in arrivo)?

Paradossalmente, ma non troppo, Berlusconi aveva infatti tutto l’interesse a tutelare una consistenza elettorale del PD, per disporre delle condizioni per governare nei prossimi 5 anni.
Se il PD fosse naufragato, quale scenario si sarebbe infatti aperto ? Sarebbe subito deragliato il PDL, sarebbe stata addirittura difficile la composizione di un governo di destra; e ancor più la sua gestione. Come nella costruzione di Anassimandro-Anassimene, la gestione del potere si nutre di un necessario, seppure posticcio opposto.

Il risultato di tali operazioni è stata la perdita secca di 50 deputati della sinistra (oltre a una decina di Senatori) e la scomparsa della sua stessa rappresentanza in Parlamento.

Coma a dire che il PD e la sua leadership sono oggi in piedi per una enorme bugia che è stata sostenuta a gran voce e con ogni mezzo da tutti i grandi media televisivi e cartacei.
A scanso di ecquivoci, questo è il nuovo corso e la modernizzazione della politica con venature etiche proposta al paese dal novello Roosvelt italiano.

I parlamentari eletti nel PD -soprattutto i parlamentari eletti nelle ultime file con i voti determinanti della sinistra- dovrebbero tenere a mente ciò che è accaduto, non solo per un certo dovuto riconoscimento, ma soprattutto poiché all’aprirsi di una fase economica e sociale tra le più difficili del paese, sono chiamati a dare rappresentanza anche a ciò che oggi non ha più rappresentanza e che, da parte del PD, non prevedeva affatto rappresentanza.

La classe dirigente del PD dovrebbe evitare di insistere inopportunamente sul vantato successo e recepimento della proposta del bipolarismo e del nuovo partito, poiché solo persone molto innocenti (purtroppo ce ne sono molte) possono credervi.

Ovviamente, tutti questi fatti e considerazioni, non incidono di un millimetro sulla accertata debolezza e insipienza delle 4 classi dirigenti dei partiti di sinistra, tra le quali è comunque opportuno fare qualche distinzione di comportamento o viceversa, di attaccamento al proprio orto. Che ora non c’è più.

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