Dove sono andati i voti della Sinistra Arcobaleno?
16 04 20081/2 al Partito Democratico ed il 1/5% all’astensione. Solo 1/4 dei votanti dei partiti costituenti nel 2006 ha deciso di votare Sinistra Arcobaleno nel 2008.
Il PD ha preso i suoi nuovi voti solo dalla sinistra arcobaleno, e ne ha persi a favore dell’udc. Solo 1% dal PDL.



In risposta al commento #8 di paolo:
Se fossi in te mi vergognerei di questa dichiarazione.Io ne faccio un’altra: ho sempre votato a SINISTRA e non cambierò. E’ per questo che non voterò mai Veltroni perchè non mi rappresenta con i suoi candidati imprenditori!!
Permettimi di dire che quelli come te, che hanno esultato della scomparsa,per fortuna solo in parlamento, dell’unica sinistra,piuttosto che della schiacciante vittoria della destra,forse non hanno la minima idea della situazione!!!!!!
Alla sinistra auguro di ricominciare UNITA il cammino di ricostruzione,sicuramente difficile,ma tanto importante per moltissime persone!!!!
In risposta al commento #19 di Mark:
Evidentemente non tirendi conto di ciò che dici.
è proprio in chi la pensa così il problema..il menefreghismo..
Quando ogni immigrato sarà tornato al suo paese andrai tu MARK a fare il badante agli anziani?andari tu in un campo a raccogliere le patate?andrai tu a fare tutti quei lavori che i tuoi connazionali italiani non si ritengono più degni di fare????
Io vivo in una provincia romagnola, e sai..se il tuo problema con gli immigrati è la sicurezza, ti dico che qui da me le uniche infrazioni che succedono sono tutte causate da ITALIANI, proprio come te e come me.
Forse anche le infrazioni di Berlusconi (che certamente hai votato) passano inosservate perchè non colpisce alcuna persona direttamente, ma sta certo che ne ha fatte tante e di grossissime anche lui.
Se fossi in te,e se avessi detto quello che hai detto, mi vegognerei.
Mi vergogno comunque perchè vivo in un paese di ignoranti e razzisti
Ragazzi, ci siamo persi i ‘nostri’ voti per un grave problema di comunicazione, e per un problema ancora più grave di priorità.
Adesso serve chiarezza, pulizia, concentrazione. Le prossime elezioni arriveranno molto presto ed è necessario che ci trovino preparati e rinnovati, dentro e fuori.
Avanti e camminare.
http://preavvisodisvolta.blogspot.com/
In risposta al commentoN #17 di federica:
No FEDERICA…alle prossime elezioni andremo tutti a votare..
ora è giusto e normale accusare il colpo,
ma quella parte di sinistra crollata l’altro ieri deve rialzare la testa e ricominciare a lottare e a spiegare alle persone.
Non è un’utopia come mi capita di leggere in giro, è quello che bisogna fare.
Miei cari amici,
ricordatevi di Rossi e Turigliatto quando piangete il triste risultato elettorale.
Ricordatevi le sorti di tutti i paesi ex-comunisti quanto piangete la perdita della falce e del martello sul simbolo.
Io ho sostenuto un sindaco della sinistra arcobaleno nella mia città, ma al governo di una nazione, mi dispiace, non siete adatti.
Saluti
Sono felicissimo che voi estremisti siete scomparsi definitivamente, era ora. Siete vecchi di 100 anni e oggi siamo nel 2008, le vostre politiche del NO a tutto hanno veramente rotto le scatole, e gli italiani vi hanno giustamente bastonato. Senza Bertinotti non avete più nessuno di davvero credibile, gli altri vostri esponenti sono a dir poco ridicoli, incompetenti e con idee obsolete e retrograde. I clandestini islamici, i delinquenti e gli zingari portateveli a casa vostra, dei pacs (omosessuali) non frega niente a nessuno, infine i vostri amici delinquenti no global e spaccavetrine mandateli a lavorare.
A mai più, parassiti della società onesta!! Il comunismo é definitivamente MORTO, EVVIVA!!!
In risposta al commento #14 di Doma:
non è tanto il lasciare indietro la politica dei filosofi e le torri d’avorio..
il problema sta certamente nel rinovarsi (che forse è l’unica nota di merito a Veltroni,per sè stesso ovviamente).
Anche questa sinistra “di parte”, la vera sinistra, forse andrebbe rivista, anche a livello d’organismo e politica.
Sarà ormai diventato luogo comune, ma i giovani sono un punto importante sul quale poter lavorare, addirittura essenziale.
Sono d’accordo con chi parla di essere apparsi “vecchi” com dice Vendola,
probabilmente è la verità.
Bisogna tornare a lavorare seriamente e (senza dubbi) duramente per riportare nelle persone quel senso d’appartenenza, di ragione, che ora sembra averle abbandonate per seguire, nella disperata lotta a Berlusconi, quel falso PD
sono di sinistra democratica e concordo con chi vede i nostri voti “slittati” verso il PD, che è così riuscito nel suo intento: eliminare la sinistra dal panorama elettorale, salvo poi prenderci per il culo con dichiarazioni di rammarico per la nostra non presenza. s’arrangino e vadano avanti se sono capaci, il capro espiatorio non saremo più noi! per quel che mi riguarda, temo che alle prossime elezioni, per come vanno le cose ( si parla di ricostruzione del partito comunista con falce e martello), per la prima volta nella mia vita non andrò a votare, perchè non troverò chi mi rappresenta. assolvo in pieno Bertinotti, in quanto ha fatto dignitosamente quello che ha potuto…
allora il problema della falce e martello c’è ma non è quello che ha creato i guai. I 4 partiti della coalizione non si sono mai realmente confrontati troppe le divisioni all’interno e si sono pagate tutte. Quasi nullo il dialogo con gli elettori. In più mettiamoci che si sono pagati di riflesso gli errori del PD e il voto utile, non si capisce come mai Veltroni non si sia già dimesso. Ora che siamo extraparlamentari è il momento per capire che si deve tornare nelle piazze e non questa sterile politica da pub. Inviterei anche a rifelttere su una cosa che ho evidenziato sempre: che non si fa politica con preservativi e cartine… Secondo me molti si devono dimettere e non solo Pecoraro e Bertinotti. Ci vuole un rinnovamento netto. Tuttavia credo che la sinistra si riprenderà e ciò che mi preoccupa di più e aver perso le elezioni.
Una cosa la farei subito, andare sotto le sedi del Pd e protestare e scrivere e mandare messaggi perchè se no non si svegliano.
Speriamo che serva di lezione a Bertinotti e le sue uscite sul poeta morente e il brodino. Speriamo che la sinistra usi questa sconfitta per rinnovare radicalmente la sua classe dirigente. Speriamo che Bertinotti, Pecoraro, Giordano, Caruso, Rizzo, Diliberto, ecc. smettano di rappresentarci anche se io sono convinto che non l’abbiano mai fatto davvero.
Vorrei sapere se i Rappresentatni di Lista della SA hanno riportato dati CORRISPONDENTI ai dati nazionali, di camera e senato, dalle SINGOLE SEZIONI..
(almeno più o meno)… se non sapete rispondere indirizzatemi verso qualcuno a cui chiedere!
Compagni,
pubblicai su questo sito un commento con le motivazioni, del tutto personali, del mio rifiuto a rinnovare la fiducia a chi avevo sostenuto due anni or sono. Io sono pugliese e ho ascoltato con attenzione la disamina fatta dal Presidente Vendola: “abbiamo perso le basi. sotto i piedi ci è franato il suolo, siamo stati travolti da un terremoto che non siamo stati riuscire a percepire”. E’ questa la vera e direi giusta motivazione che è alla base del collasso avuto dalla Sinistra nell’ultima tornata elettorale. Vale la pena ricordare che io stesso, essendomi astenuto, avevo già pronosticato un calo di consenso, da pochi immaginabile, dovuto all’imborghesimento raggiunto dagli attuali gruppi dirigenti. Le mancate attese delle promesse pre-elettorali (rifiuto dei rifinanziamenti per le missioni estere, abolizione della L.30, unioni civili, problema salariale e pensionistico) hanno portato gli elettori, i VERI titolari dell’esercizio del potere decisionale, a non rinnovare la fiducia. La soluzione non è ritornare ai vecchi simboli ma ritornare tra la gente: stavolta il potere ha logorato chi lo ha avuto, allontanandosi da chi glielo aveva dato.
Complimenti!!!! questo è proprio un bel risultato. Dove non era riuscito la Dc e Berlusconi, è arrivato Bertinotti a rovinare i comunisti… Bravi!!!!!!
Dopo aver votato rifondazione nel 2006 e nelle elezioni precedenti permettetemi di dirvi perché stavolta non ho votato sinistra arcobaleno:
sono un dottorando di ricerca, ho tre anni di contratto a circa 815 euro mensili.
Ho un bimbo in arrivo e una compagna anche lei con un dottorato di ricerca;
Ora: Mussi è il nostro ministro e promette che ci aumenterà lo stipendio da 100 a 200 euro. Passano i mesi e Mussi dice che l’aumento è buona cosa, ma non c’è la copertura (sprecano i milardi, ma non trovano 40.000.000 di euro!)
Alla votazione della finanziaria al senato un senatore di AN propone un emendamento per aumentare lo stipendio ai dottorandi, MA IL GOVERNO, COMPRESA TUTTA L’AREA DI SINISTRA, CHE DOVREBBE DIFENDERE I PRECARI E I SOTTOPAGATI, VOTA CONTRO!!!
Per fortuna, grazie a qualche senatore “dissidente” (Turigliatto e il gruppo di Dini) il governo va sotto e l’emendamento passa.
Purtroppo per voi, mi sono ricordato di questo fatto in cabina elettorale…
spero che ciò sia un piccolo spunto per riflettere sui perché della disfatta della sinistra arcobaleno…
per il mio voto perduto ringraziate il ministro Mussi e magari ricordategli che è bene non prendere per il culo, facendo promesse che poi non vengono mantenute
Assemblea a Firenze il 19 Aprile Palazzo dei Congressi,
piazza Adua 2, a 100 metri dalla stazione dalle 10.30 alle 18.00http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_dei_Congressi_di_Firenze
http://www.bedandbreakfastafirenze.it/
Vi propongo questo articolo sulla nuova sinistra tedesca (Die Linke), utile a noi tutt@ per ulteriori riflessioni sul dopo.
Prima stella a sinistra
Emergenti a 31 anni Katja Kipping è vicepresidente della Linke, partito
tedesco in grande ascesa. Grazie a un programma attento ai giovani e ai
movimenti
di Andrea Tarquini
Nati a est per conquistare l’ovestSono
gli ultimi arrivati nel Bundestag, eppure crescono senza sosta nei
consensi. In molti sondaggi sono diventati il terzo partito di Germania
dopo la Cdu-Csu di Angela Merkel e la socialdemocrazia, sorpassando
liberali (Fdp) e Verdi. Hanno radici più forti nell’ex Ddr, ma di
trionfo in trionfo negli Stati occidentali della Repubblica si sono
ormai trasformati in partito nazionale. Vogliono un altro modello di
società, giustizia sociale come valore costitutivo più importante, ma
vogliono anche essere parte integrante di quella che è forse la più
solida tra le grandi democrazie occidentali. Ecco i “Reds” di Berlino,
“i rossi” (come nel film con Warren Beatty I dieci giorni che
sconvolsero il mondo) una realtà nuova, che può piacere o no ma che
costringe tutti a rifare i conti e a ripensare alleanze e formule di
governo. E intanto assorbe voti di protesta che altrimenti
minaccerebbero di finire ai neonazisti.Il nuovo partito è nato come
Die Linke nel 2007, ma la fusione è iniziata nel 2005: dopo faticosi
negoziati, la Pds, gli eredi postcomunisti-riformatori della Sed, la
formazione al potere nella Ddr, e la Wasg, i dissidenti di sinistra Spd
vicini a Oskar Lafontaine e delusi dai costi sociali delle riforme del
cancelliere Schroeder, si sono uniti. Cambiando nome: prima
“Linkspartei-Pds”, ora solo “die Linke”, la sinistra. Hanno 70mila
iscritti, 53 deputati al Bundestag, il Parlamento federale, e sono
presenti nei Parlamenti di dieci dei sedici Stati della Repubblica
federale. Il dato nuovo è che non sono più solo un partito orientale,
post-Muro: sono stati eletti infatti anche nei Parlamenti di Brema,
Assia, Bassa Sassonia, Amburgo, prosperi Stati della ex Repubblica
federale. Copresidenti del partito sono Lothar Bisky, accademico, ex
comunista gorbacioviano, e Oskar Lafontaine, ex leader Spd e rivale di
Schroeder andatosene da sinistra sbattendo la porta. L’altra
figura-chiave è Gregor Gysi, un postcomunista che nei primi discorsi al
Bundestag dopo la riunificazione era così ironico sui fallimenti della
Ddr da far scoppiare a ridere anche Helmut Kohl. Il loro nuovo inno
ufficioso, dopo le vittorie elettorali all’Ovest, è un popolare motivo
del rock tedesco, “Wir sind gekommen um zu bleiben”, siamo venuti per
restare. A.T.
È giovane, brava, va avanti a passo di corsa nella vita politica
tedesca. Katja Kipping, 31 anni che sembrano meno, è la vicepresidente
della Linke, la sinistra radicale nata soprattutto all’Est, ma che alle
ultime elezioni negli Stati è volata di successo in successo anche
all’Ovest. È gentile, parla con il sorriso. Non risparmia un grammo
d’energia per la politica, ma col tempo, confessa, “ho imparato a dire
no, ogni tanto”. Per piccoli momenti di riposo, per spazi privati nella
vita: la passione per la danza, una rivista che sta curando con alcune
amiche, la lettura, le ferie o le piccole pause. Non è facile, perché
la numero due della Linke è la persona più autorevole nel suo partito
su alcuni temi-chiave: dalla nuova povertà alla richiesta di un reddito
minimo garantito, fino al contatto con i no-global e in generale con i
nuovi movimenti. “Per
me l’impegno politico è parte importante di una vita piena”, dice.
“L’interesse per la politica è cominciato a scuola… eppure, confesso,
a volte io stessa sono sorpresa dal ritmo della mia carriera politica.
Alla politica come impegno ho cominciato a pensare prestissimo, ma non
l’ho mai vista come carriera, né agli inizi né oggi”. Contraddizione
nella sincerità, non per sua scelta: la Linke è nata dalla fusione tra
la Pds - sorto dalle ceneri della Sed, il partito al potere nella
Repubblica Democratica Tedesca - e i dissidenti di sinistra della Spd
(i socialdemocratici) che non si riconoscevano nel tecnoriformismo di
Gerhard Schroeder. Da mesi, in Germania, tra nuova povertà, voglia di
giustizia sociale, crisi della socialdemocrazia, il nuovo partito non
fa che crescere. Le generazioni dei fondatori - da Lothar Bisky a
Gregor Gysi all’Est, a Oskar Lafontaine all’Ovest - non bastano più. Il
nouveau-né, il partito-bambino prodigio della politica tedesca, ha
fretta di usare al massimo le sue nuove leve.”Ricordo quando avevo
21 anni, ed entrai nel Parlamento sassone. Pensammo a un’iniziativa per
collegare i giovani, dare loro una massima critica per influire sulla
politica del partito, e pensare a una strategia interessante anche per
i giovani, contro la disaffezione alla politica”. Le organizzazioni
politiche classiche, strutturate e tradizionali, pensa Katja Kipping,
non bastano più. “Io sono andata di persona in piazza a Heiligendamm,
alle manifestazioni dei no-global durante il G8″. Un’esperienza, il
contatto con i nuovi movimenti, che l’ha segnata. “È un problema per i
partiti, ma le realtà nuove sono un atto di emancipazione. I partiti
devono confrontarsi con questa voglia dei giovani di gestire la
politica in prima persona, di individuare loro stessi i grandi temi”.
Nel suo messaggio ha qualcosa di Naomi Klein e di Arundhati Roy, in
salsa mitteleuropea, la giovane sassone - concetti condivisibili o no
ma espressi parlando chiaro e lentamente.”Nei partiti ci vuole più
cultura del dibattito e del confronto, più Streitkultur”, dice la star
della nuova generazione politica tedesca. “Non si può considerare lesa
maestà l’espressione d’un disaccordo”. Ha cominciato presto, insiste:
“Fare politica, fin dai tempi dell’università, voleva dire cercare di
gestire la vita”. Ma i movimenti di protesta non bastano, “per questo
decisi di entrare in un partito”. Non è sempre facile, neanche a
sinistra: nella Linke Katja Kipping ha creato un gruppo di contatto con
i nuovi movimenti, per un dialogo politico costante. Per “ascoltare la
competenza dei movimenti, senza ripetere il vecchio errore dei partiti
di sinistra, cioè il tentativo di colonizzarli”. Adesso nel mondo
globale, dice Katja Kipping, l’approccio deve cambiare: “La sinistra
deve accettare che la razionalità dei movimenti è altra rispetto a
quella dei partiti. E io cerco di vivere in entrambe. Senza dimenticare
che da parlamentare sono privilegiata: sono retribuita per la mia
attività politica”.Superimpegno, stress. “Ho imparato a dire
qualche volta di no, a prendere pause”. La giovane compagna Kipping
sorride ancora, poi corre indietro con la memoria. “Quali sono stati i
momenti più difficili e le ore più importanti, nella mia vita politica?
Ricordo quando cominciammo a parlare di fusione tra la Pds e la Wasg, i
delusi dalla Spd. Si trattava di cambiare nome, per il mio partito, la
Pds, fu traumatico, ci fu la sensazione di un suicidio politico,
dell’abdicazione dall’identità. Discussioni fino a mezzanotte, per poi
andare a dormire pensando che non ci saremmo riusciti. Poi il bello fu
la sensazione che invece abbiamo fatto Storia, creato una realtà nuova,
e valeva la pena di affrontare quei tormenti”.Un lungo cammino, i
successi di oggi della Linke forse inimmaginabili ieri. “Io cominciai a
sperare già allora, ma era una scelta sul filo della lama. “Ma ho anche
delle critiche. Non mi piace la tendenza di chi dice “weiter so”,
“avanti come prima”. Davanti ai successi, bisogna ripensarsi”. Per
esempio puntare sul principio del reddito minimo garantito”.
Riflessioni a caldo, in una Germania dove le disparità e la voglia di
maggiore giustizia sociale crescono parallele. “La società si
polarizza, è un problema enorme. Siamo una democrazia in marcia verso
l’oligarchia, in cui il destino dipende da dove nasci molto più di
prima, e con meno mobilità sociale”. Ripensare i bisogni della
società è il suo chiodo fisso. “Una sicurezza materiale minima deve
essere garantita a tutti, da una democrazia, ma ci si può arrivare solo
con movimenti extraparlamentari: ognuno deve poter partecipare a
iniziative civiche, avere Internet, viaggiare per andare a un corteo:
non possono, questi diritti, diventare un lusso… troppa gente ha di
che vivere solo fino al 20 del mese, in un Paese ricco che esporta più
degli Usa… è uno scandalo da un punto di vista umanista, ma anche per
le sorti della democrazia”. Tendenze pericolose: “Un razzismo sociale
che può essere pericoloso. I neonazisti aggrediscono sempre più spesso
i senzatetto, lo sapeva? E tanto più si è poveri, quanto più si può
provare aggressività verso chi è ancora più giù nella scala sociale”.Kipping
insiste: la sinistra deve ripensarsi. Cita i no-global: “Politica di
sinistra non significa essere il megafono dei subalterni, bensì creare
uno spazio in cui i subalterni facciano sentire le loro voci”. Il
movimento di cui Katja Kipping è un motore nuovo si sviluppa molto
grazie a Internet: http://www.grundeinkommen.de, un sito che collega chiese,
iniziative civiche, movimenti radicali di base. Discussioni,
conferenze, una rete mondiale “che coinvolge economisti e scienziati”.
Il discorso sulla società sta cambiando in Germania, “anche nei
talkshow ora la nuova povertà non è più tabù. È un successo della
Linke, una vittoria sul neoliberalismo. Un’ideologia che ora non è più
così dominante come prima”. Trentuno anni sono pochissimi, in
politica. Cosa c’è nel futuro della giovane pasionaria di Berlino? Mai
avere troppe ambizioni, si schernisce lei. “Un cancelliere non ha più
un secondo per sé, non è il mio modello. La vita è troppo bella per
ridurla a una sola dimensione. Non c’è solo la politica. La mia utopia
è riuscire a realizzarsi in quattro dimensioni, un quarto per il
lavoro, un quarto per la famiglia, un quarto per l’impegno politico, un
quarto per se stessi, per la cultura e la distensione”. Un bel modello,
ma chi sa se i tempi veloci della politica daranno alla compagna Katja,
star in ascesa, spazio e tempo per viverlo.
Ulteriori articoli sulla Die Linke
Vi ho votato soltanto a metà, e con grande sfrozo tra l’altro, non mi avete convinto, essendo iscritta a rifondazione avrei voluto almeno che fosse difesa con le unghie e con i denti la piattaforma politica fondante del partito…non volevo che il governo Prodi reggesse a tutti i costi..anche a costo delle missioni militari, del mantenimenti delle leggi vergogna etc…
Comunque ormai è andata così e io sono triste e delusa…mi sento ancora più lontata dagli organi istituzionali che dovrebbero rappresentarmi…
Ma voglio seguire Gramsci e sono qui… e ci sarò nel processo di autocritica prima e di ricostruzione dopo…è vero che sabato a Firenze c’è un incontro? Ci sarò…devo fare, devo esserci..perchè tra 5 anni e in realtà spero meno…dovrà andare meglio…decisamente meglio…
Ciao a tutti.
Concordo pienamente con la vostra analisi sullo spostamento dei voti (ex Rifondazione), aggiungerei un aspetto da non sottovalutare:
La vergognosa campagna per il voto “utile” messa in atto dal Pd e senza la quale oggi commenteremo una sconfitta di Veltroni ancora più netta.
Molti che nel 2006 votarono RC o CI, si sono fatti indurre dal PD a votare per loro con la chimera di un sorpasso possibile ai danni di Berlusconi. Parecchie persone che amavano definirsi di “Sinistra”, non hanno avuto esitazione a votare Veltroni. Una scelta che non condivido nella maniera più assoluta.
I veritci della Sinistra in questi anni mi hanno dato la sensazione di essersi leggermente “imborghesiti” e di conseguenza si sono allontanati dalle classi sociali alle quali invece dovrebbero stare vicino. E’ sintomatico a questo proprosito il fatto che molti operai/e abbiano votato la Lega.
Ora che la batosta è arrivata c’è solo una cosa da fare: Rimboccarsi le maniche e lavorare duro. Con voglia, coraggio e coerenza…e soprattutto con l’orgoglio di essere di sinistra.
Finalmente voi dell’estrema sinistra siete scomparsi! Ho votato il pd e sono contentissimo che sia riuscito a distruggervi. Adesso il pd è nelle condizioni ottimali per prepararsi a vincere in modo netto le prossime elezioni se il governo populista Bossi-Berlusconi governerà male, come succederà di sicuro.
Scusate se mi intrometto, io non ho mai votato a sinistra, ma onestamente penso che la perdita per questa legislatura di una realtà come sa, sia indubbiamente una perdita per la democrazia in Italia.
Premesso questo, secondo me, uno degli errori che hanno portato a questo risultato è stato il “NO”; mi spiego meglio e faccio un esempio, prendiiamo il problema rifiuti, se Pecorarao Scanio, durante la sua campagna elettorale dice: “No alle discariche”, “No ai termovalorizzatori” No a questo e quello”, ma “Si ad un abiente pulito”, le persone dall’altra parte dicono: “Ok siamo d’accordo ma non ci hai detto come risolvi il problema, quello che dici è giusto tu non mi risolvi il problema e quindi il mio voto và ad altri….”
Sentendo i commenti di amici, parenti e colleghi, la sinistra arcobaleno era additata come il partito del NO.
Scusate ancora per l’intromisssione
Franco
Continuate a sbagliare. Non rendervi conto di ciò insinua persino il sospetto della malafede nei confronti dei vostri gruppi dirigenti.
Roma 9 giugno 2007, avevate avuto il segnale emblematico e devastante dell’errore della vostra linea politica. Non vi è bastato, avete continuato nell’errore, avete rincorso lo spazio lasciato dai DS dopo la nascita del PD, se anche queste scelta avesse pagato in termini elettorali (e cosi non è stato), sarebbe stata comunque una scelta errata e schiava del capitale, la scomparsa della falce e martello è la naturale conseguenza di ciò. Il simbolo è imprescindibile, ma deve essere accompagnato da un drastico cambiamento della linea politica, rimettere al centro di tutto il rapporto conflittuale tra classe lavoratorice e borghesia. Questo include l’abbandonare a se stesse forze ininfluenti, ma soprattuto non marxiste, come Verdi e presunta sinistra DS. Ogni altra scelta sarà fallimentare.
Parlo da ex elettore di rifondazione, secondo me ha prevalso la paura di instabilità di governo e di difficoltà decisionale e, non volendo assolutanmente non votare o, peggio, votare a destra, molti elettori di sinistra hanno preferito il PD.
In altri termini, io condivido la maggior parte delle vostre idee e dei vostri principi, ma, purtroppo, bisogna scendere a compromessi altrimenti, come è successo ora e in passato, si consegna il paese a berlusconi e alla lega.
Pensateci perchè di questo passo andiamo proprio male.
La mia stima comunque a Bertinotti, persona di elevato sperssore culturale e morale.
Dove sono andati i voti per la sa? Probabilmente verso coloro che si sono stufati di una sinistra che impugna falce martello e abiti firmati, che non alza la voce contro le basi americane nel paese, contro le guerre imperialiste della cricca di bush e soprattutto di chi non si cura degli interessi dei lavoratori più disagiati, e al nord anche alla lega. Colpa di uno, colpa di molti? Sono finiti i tempi del voto assicurato, ora ricominciare dalla piazza….
In risposta al commento #1 di alex:
Anche io ho fatto la tua stessa analisi. Dai flussi si vede che il voto non si è spostato sulla falce ed il martello. Probabilmente si poteva recuperare un punto o metà, ma si sarebbero dispersi altri voti non comunisti.
concordo con il ragionamento di alex, almeno in gran parte. Credo però che si possa considerare in questa fase una realizzazione della Sinistra Arcobaleno, attraverso un passaggio federativo, le tensioni, le paure, la confusione sono alte e andare avanti alla Veltroni (chi ci sta ci sta) si pericoloso, mentre invece in questo momento serve il massimo dell’unità e delle capacità organizzative che i vari partiti hanno, ovviamente va costruito anche un nuovo gruppo dirigente che prenda in mano SA a cui i vari partiti dovranno cedere un pò della loro autonomia. Il voto alle amministrative ci dicono che c’è spazio per noi e credo che i prossimi mesi anche i problemi del Paese diranno la stessa cosa.
Credo che il disastroso risutlato elettorale sia dipeso da più motivi e quello del voto utile sia stato sottovalutato e drammaticamente efficace (per noi) mentre non è servito al PD.
Sento dire da alcuni esponenti di Rifondazione Comunista e da una grossa fetta dei Comunisti Italiani, che il problema principale per cui la sinistra arcobaleno ha perso consensi è stata la perdita dell’identità comunista.
La soluzione: rimettere la falce e martello sul simbolo.
Vale la pena far notare che se stessero realmente così le cose, ora avremmo PCL e Sinistra Critica ben oltre il 3?
Basta guardare il dato delle elezioni amministrative, dove la Sinistra Arcobaleno racimola un 6% circa in media (con punte del 14% a Massa provincia e del 28% a Massa comune come voti presi dal candidato sindaco corrispondente), e il PD si ferma in media al 23% circa.
E’ evidente il netto spostamento verso il PD alle elezioni nazionali. Pertanto dubito che il popolo della sinistra stia realmente pensando ai simboli da mettere; forse si richiede solo una politica più attenta e interessate alle reali esigenze popolari, meno politica dei filosofi, meno torri d’avorio e l’utilizzo di un linguaggio più moderno e comprensibile agli occhi dell’elettore medio e meno ottocentesco.
Nichi Vendola ha avuto un grande successo in Puglia. Il giorno della sua vittoria come candidato Presidente, Rif.Com. si è fermata al 5.11%.
Siete sicuri che il problema sia la falce e martello?
Magari sarebbe meglio un’analisi più approfondita e meno stereotipata…
http://alessandrotauro.blogspot.com/