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Più che “una scelta di parte”, dalla Sinistra Arcobaleno ci si aspettava una scelta coraggiosa: cambiare quella leadership che dura oramai da berlusconiana memoria.
Bertinotti infatti era già leader della Sinistra nel 1994 e lo è stato fino ad oggi; per 14 anni una leadership incontrastata, che ha portato una stabilizzazione, a fasi alterne, dei consensi:
nel 1994 RC aveva il 6,05% e i Verdi il 2,70%;
nel 1996 RC aveva l’8,6% e i Verdi il 2,5% ;
nel 2001 RC aveva il 5,03%, i Comunisti italiani l’1,67% e i Verdi il 2,17%;
nel 2006 RC aveva il 5,8%, i Comunisti italiani il 2,3% e i Verdi il 2%;
Ora la Sinistra Arcobaleno, che scende unita e dovrebbe avere un aumento di consensi, risulta essere stabile se non sotto alle previsioni.
Ospite da Fabio Fazio Bertinotti disse che bisognava lasciare spazio ai giovani invece, a 68 anni suonati, si è ripresentato come leader. Forse era il caso di fare delle Primarie all’interno della Sinistra Arcobaleno, ma così non è stato.
Una vera scelta di parte, sarebbe stata quella di candidare un giovane, anche non conosciuto, magari di area ambientalista, visto che in Europa i Verdi hanno molti consensi.
Ci si aspettava una scelta coraggiosa, invece non c’è stata e infatti i consensi per la Sinistra Arcobaleno sono modesti, vista anche la sterzata al Centro del PD.
Forse dopo queste elezioni qualcosa cambierà e spero vengano riviste tutte le gerarchie poiché in Italia c’è bisogno di una sinistra che guardi al futuro e si disàncori da questo passato, che la tiene da troppo tempo legata.
Nel 2005 Bertinotti, in un’intervista al Corriere della Sera dichiarò: “la proprietà privata non si può abrogare per decreto. Ma è un obiettivo”.
Se questa è una leadership moderna che guarda al futuro…
In risposta al commento #1 di Nicola Andrucci:
però c’è da dire che Fausto Bertinotti rappresenta unpò un punto di riferimento ed una certezza per gli elettori di Rifondazione Comunista,partito principale del nuovo soggetto finora ancora federativo,e in generale delle formazioni a sinistra del Partito Democratico.
Io non credo sia stata una cattiva idea candidare Bertinotti,è certo però che quella di Bertinotti non deve essere AFFATTO una leadership simile a quella d Berlusconi nel centro-destra,certo l’andazzo sembra quello ma penso che la Sinistra Arcobaleno debba essere un soggetto plurale e per questo si d’accordo avere un leader,ma secondo me dovrebbero avere maggiore rilevanza gli altri dirigenti (Giordano,Diliberto,Pecoraro Scanio,Mussi,Salvi eccetera…).
Vediamo come vanno le elezioni,se l’Arcobaleno verrà premiato (e io credo che cosi sarà) con magari un risultato a due cifre,sarà una vittoria di tutti ma anche e soprattutto di Bertinotti.
In risposta al commento #2 di Stefano:
per me il futuro è Vendola…….
Anche io avrei voluto personaggi nuovi fuori dalle logiche di palazzo. Ma data la situazione, la figura di Bertinotti era l’unica intorno alla quale si poteva creare consenso immediato e visibilità.
Spero, che, come ha detto più volte Fausto, da questa campagna elettorale nasca la costituente del soggetto politico. Bertinotti potrà traghettare questa transizione, ma poi è giusto che si faccia da parte e lasci spazio a personaggi nuovi, magari giovani.
Anche io spero che il futuro sia Vendola, ma devo confessare che avrei preferito fosse anche il presente… non solo per preferenze mie personali, ma anche perché parlando con molte persone ho notato che la candidatura di Bertinotti è indigesta a molti che simpatizzano per la SA ma non amano il suo candidato
In risposta al commento #5 di Skeight: concordo pienamente con te ma visto che poi è stato deciso x Bertinotti… posso solo sperare per il futuro…….
fu Bertinotti a dire, ospite da Fabio Fazio che, vista la sua età, si sarebbe fatto da parte. Ma evidentemente ciò che si dichiara in TV da Fazio non vale, vistto quanto fatto a suo tempo anche da Veltroni…
Credo che non esista nessun sostenitore, simpatizzante o militante della Sinistra Arcobaleno che non avrebbe preferito svolgere delle primarie per la scelta del candidato del nuovo soggetto politico. Ma la realtà è che la sinistra si è ritrovata improvvisamente di fronte alla caduta del governo e alla decisione di indire le elezioni per il 13 e 14 aprile, quando le forze politiche che la componevano non erano ancora decise su come presentarsi nella tornata elettorale. Indire delle primarie era praticamente impossibile.
La critica che può essere mossa (e anche su questo non credo di trovare divergenze di opinione) magari consiste nel ritardo e nell’indecisione con la quale i dirigenti dei quattro partiti si siano mossi nella creazione di questo soggetto politico unitario! Ma una volta trovatisi di fronte a tale situazione, la scelta di un candidato unitario accettato da tutti non poteva che avvenire in tempi estremamente ridotti e certamente Bertinotti è la figura che meglio si adatta a tale ruolo.
Sono convinto anch’io nella necessità di indire al più presto delle primarie per la scelta del successore di Bertinotti e mi auguro di tutto cuore che possa essere Nichi Vendola il futuro “leader” (perdonatemi la parola che malsopporto) della sinistra arcobaleno. Ovviamente lui ha deciso senza alcun dubbio di proseguire il suo impegno come presidente di regione fino alla scadenza naturale del mandato e di ciò gliene va dato atto, con profondo rispetto (vedere in confronto le dichiarazioni di Veltroni 2 anni fasul suo impegno come sindaco di Roma…)
Il blog di Alessandro Tauro
L’allarme del Pd: Berlusconi occupa l’ultima settimana in tv
Lo show conclusivo di Porta a porta, l’orario più favorevole a Matrix, «l’ultima parola» in tutte le trasmissioni d’informazione politica del servizio pubblico: Rai e Mediaset hanno cucito l’ultima settimana di campagna elettorale a misura di Silvio Berlusconi. E il Partito Democratico non ci sta. Perché ad andarci in gioco sono le regole della democrazia. Secondo l’ufficio stampa di Walter Veltroni, «le due puntate di Porta a Porta e quella conclusiva doppia di Matrix dell’11 aprile, ultimo giorno della campagna elettorale, sono momenti cruciali non della programmazione televisiva ma della correttezza nella vita politica per questo è importante che l’equilibrio sia complessivamente mantenuto».
Qualcosa non sta girando per il verso giusto. «Colpisce che Berlusconi abbia annunciato sulle agenzie di stampa che aprirà la doppia intervista di Matrix in una fascia oraria di migliori ascolti, prima ancora che questa venga organizzata», sottolinea il Pd. E tutto questo «si unisce ad una campagna elettorale segnata dalla sproporzione delle presenze tra i due candidati maggiori nei telegiornali di Mediaset (segnalata anche dall’Agcom) e anche in Rai di una non equa distribuzione degli spazi e delle presenze nei vari Tg (anch’essa segnalata dall’Agcom)».
Quasi irridente la replica di Porta a Porta, che vantando «criteri iper garantisti» e un sorteggio avvenuto «davanti ad un notaio» (lo stesso del Contratto con gli italiani di sette anni fa?) rimarca, a danno del Pd, il «nervosismo che coglie tutte le forze politiche negli ultimi giorni della campagna elettorale» e ricorda che «analogo sorteggio fu compiuto con le medesime modalità alla fine della campagna elettorale del 2001 tra Berlusconi e Rutelli. Anche allora l’ultima parola toccò a Berlusconi che, come è noto, è uomo piuttosto fortunato». Tratto da l’Unità
MI RIVOLGO AL SENSO DI RESPONSABILITA’ DI CIASCUNO:una vittoria del centro destra consgnerebbe il paese a un declino irreversibile,a 12 anni di dittatura,e a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli strati meno abbienti della nostra società e i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.E’ comprensibile ed encomiabile la volontà di rifondare la sinistra italiana,ma ogni progetto va collocato in una scala di priorità,e a mio modesto parere adesso la priorità è voltare pagina e non permettere a questo signore di andare al governo.I miei più cordiali saluti.
L’allarme del Pd: Berlusconi occupa l’ultima settimana in tv
Lo show conclusivo di Porta a porta, l’orario più favorevole a Matrix, «l’ultima parola» in tutte le trasmissioni d’informazione politica del servizio pubblico: Rai e Mediaset hanno cucito l’ultima settimana di campagna elettorale a misura di Silvio Berlusconi. E il Partito Democratico non ci sta. Perché ad andarci in gioco sono le regole della democrazia. Secondo l’ufficio stampa di Walter Veltroni, «le due puntate di Porta a Porta e quella conclusiva doppia di Matrix dell’11 aprile, ultimo giorno della campagna elettorale, sono momenti cruciali non della programmazione televisiva ma della correttezza nella vita politica per questo è importante che l’equilibrio sia complessivamente mantenuto».
Qualcosa non sta girando per il verso giusto. «Colpisce che Berlusconi abbia annunciato sulle agenzie di stampa che aprirà la doppia intervista di Matrix in una fascia oraria di migliori ascolti, prima ancora che questa venga organizzata», sottolinea il Pd. E tutto questo «si unisce ad una campagna elettorale segnata dalla sproporzione delle presenze tra i due candidati maggiori nei telegiornali di Mediaset (segnalata anche dall’Agcom) e anche in Rai di una non equa distribuzione degli spazi e delle presenze nei vari Tg (anch’essa segnalata dall’Agcom)».
Quasi irridente la replica di Porta a Porta, che vantando «criteri iper garantisti» e un sorteggio avvenuto «davanti ad un notaio» (lo stesso del Contratto con gli italiani di sette anni fa?) rimarca, a danno del Pd, il «nervosismo che coglie tutte le forze politiche negli ultimi giorni della campagna elettorale» e ricorda che «analogo sorteggio fu compiuto con le medesime modalità alla fine della campagna elettorale del 2001 tra Berlusconi e Rutelli. Anche allora l’ultima parola toccò a Berlusconi che, come è noto, è uomo piuttosto fortunato». Tratto da l’Unità
MI RIVOLGO AL SENSO DI RESPONSABILITA’ DI CIASCUNO:una vittoria del centro destra consgnerebbe il paese a un declino irreversibile,a 12 anni di dittatura,e a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli strati meno abbienti della nostra società e i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.E’ comprensibile ed encomiabile la volontà di rifondare la sinistra italiana,ma ogni progetto va collocato in una scala di priorità,e a mio modesto parere adesso la priorità è voltare pagina e non permettere a questo signore di andare al governo.I miei più cordiali saluti
Bravi ragazzi, avete superato in pieno il mio esperimento di DEMOCRAZIA e LIBERTA’ di ESPRESSIONE.
Guardate un pò qua:
http://lineagoticafight.blogspot.com/2008/04/veltroni-e-berlusconi-i-comunisti.html
I blog del PD e del PdL hanno invece censurato due miei commenti critici. Alla faccia della libertà…
il problemi di bertinotti non è tanto l’età, ma nei contenuti e nel modo di trasmetterli.
vendola, in questo senso, è l’unico capace di portare la sinistra nel 2000, oltre marx ed il marxismo.
perché non basta togliere dal simbolo la falce e il martello per essere nuovi, bisogna tornare ad interrogarci sui problemi e ad affrontarli senza le frasi fatte e savlifiche, magari datate di oltre un secolo, che suonano così bene ma che non spostano le cose di 1 millimetro.
bertinotti questo non può farlo. non è la sua storia. la frase sulla proprietà privata ne è la migliore prova.
e poi, passando dalla strategia alla tattica, devo dire che con bertinotti leader sembriamo, e forse siamo, rifondazione con una riverniciata. e questo me l’hanno detto in tanti.
Secondo me dobbiamo partire dal principio che non è importante il leader ma i programmi, le idee e la loro applicazione. Il PROGRAMMA e le LOTTE devono essere il nostro vero ed unico leader.
Mi piacerebbe vedere applicato alla futura dirigenza il concetto di “delegato zero” coniato dal subcomandante Marcos…oppure uan leadership a rotazione tra vari personaggi rilevanti nel panorama della sinistra.
Non cadiamo nel tranello del personalismo alla PD, le nostre idee non hanno bisogno della forza di un singolo per farsi strada, ma dell’impegno di tutti.
Pur con qualche (ragionevole) dubbio, guardo con simpatia a questo soggetto politico. Sono giovane ma non accetto l’idea di una “partitica” sempre in trasformazione…da un soggetto politico pretendo il mantenimento di un’identità…non credo che si debba inneggiare al “nuovo” per il semplice fatto che gli anni passano…le ingiustizie-purtroppo-non sono mai scomparse ed è per questo che non comprendo come qualcuno possa definire “superato” marx…bertinotti non a caso ha detto che “la falce e il martello si portano a fare storia”…si ampliano le vedute (ad es. il tema dell’ecologia) ma non per questo si abbandona il tema del lavoro e la vicinanza agli oppressi…la candidatura di Bertinotti mi è sembrata pertanto ragionevole, proprio a dimostrazione che qualcosa si costruisce senza voltare le spalle al passato. Un saluto
In risposta al commento #14 di gianmarco: Purtroppo viviamo in una società votata all’apparire, e i temi che a sono cari a noi (nuovo soggeto politico?)sono talmente seri importanti e a volte drammatici che, dobbiamo usare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per poter intervenire ed effettuare le giuste correzioni. Intanto non siamo un nuovo soggetto politico dal punto di vista delle idee da noi espresse attraverso il programma che presentiamo, il quale pecca secondo me di scarsa attenzione sulle problematiche della giustizia. Bertinotti è siocuramente un Signore nello scenario della politica italiana e forse e dico forse, che avrebbe dato ancor più peso a questa coalizione se avesse spalleggiato un canditato nuovo che nella campagna elettorale avesse dato un messaggio di continuità rispetto alla passata esperienza di governo. Continuità che avrebbe potuto esprimere attraverso una Sinistra di Governo Onesta senza quindi pluricondannati in lista, vicino alle persone più deboli e ai nuovi poveri. Habbiamo dovuto leggere con frustrazione l’articolo su Repubblica circa l’atteggiamento delle persone anziane che ricevendo una pensione da fame sono costrette loro malgrado a rubare, si rubare, calpestando la loro dignità portata con fierezza per tutta la vita ed insegnata ai loro figli e nipoti, dignità che ha permesso all’Italia di superare momenti tragici come il fascismo e le guerre passando alla ricostruzione a tutto tondo. Ecco questi sono solo pochi esempi su una quantità di problemi su cui dobbiamo dire la nostra partendo speriamo dal dopo elezioni.
Grazie
Non ne farei una questione di età ma di testa: molte tra le persone più “giovani” in Italia hanno più di settant’anni (Bertinotti, Rossanda Ingrao ad esempio e non mi par poco!). Detto questo non ho nulla contro Vendola, anzi!
Rimango scettico sull’idea di dare la leadership a un verde, componente culturale più che rispettabile, ma fortemente minoritaria nella SA. Faccio mia la tesi che è auspicabile cmunque l’idea che questo leader debba avere un ruolo decisamente ridotto e che è auspicabile una politica in cui la base incida molto
Salve,
Come per gli altri miei post sulle affissioni abusive in campagna elettorale, sento il dovere di segnalarvi che alcuni dei vostri candidati hanno affisso manifesti in spazi non consentiti:
http://www.flickr.com/photos/miglioraroma/2401036438/in/photostream/
http://www.flickr.com/photos/miglioraroma/2401035664/in/photostream/
Meglio che sui cassonetti come ha fatto la Santanchè in Prati, pero’ anche le lamiere non credo siano gli spazi preposti per farsi pubblicità.
Spero che alla prossima campagna vi distinguerete dal resto dei partiti, visto che parlate di attenzione all’ambiente..l’ambiente non va degradato con i poster abusivi.
Saluti,
Martina
In risposta al commento #17 di MiglioraRoma:
l’affissione selvaggia è senza dubbio da condannare me da quanto è che una lamiera fa parte dell’ambiente????
Jacopo, la lamiera non è bella, né storica, né.. ambiente, pero’ non è lo spazio preposto per le affissioni elettorali.
Bisogna sempre rispettare la legge, no?
Comunque ho anche scritto: meglio della Santanchè (e Alemanno) che a Roma imbrattano cassonetti dei rifiuti e colonne di marmo!
Ma proprio per differenziarmi da loro io starei solo dentro gli spazi previsti.
Grazie
Saluti,
Martina
In risposta al commento #16 di francesco:
anche l’età può essere un elemento. non sono per il giovanilismo a tutti i costi, ma di solito un 40enne è mentalmente più fresco di un 70enne che è molto più portato a vedere l’oggi con gli occhi di ieri.
e il confronto tra vendola e bertinotti mi sembra lo esprima benissimo: vendola quando parla è comprensibile, vede i problemi di oggi e propone soluzioni oggi applicabili. bertinotti quanodo parla sembra un libro di economia marxista. che francamente dovremmo lasciarci un po’ alle spalle.
se ci fosse un leader valido che viene anche da movimenti meno di massa, non scarterei a priori una sua leadership per tutta SA. ma per ora è un’ipotesi di scuola visto che secondo me i rappresentati dei verdi oggi in SA non sono non solo dei leader validi ma neppure un valore aggiunto. a partire dalla palla al piede pecoraro scanio, e i suoi lussi a spese dei contribuenti.
è ora di cambiare il segretario del partito. Bertinotti è vecchio non solo di idee, non se ne può più