L’affondo di Fini a Veltroni “Un pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro al mese”

19 03 2008

Roma, 18 mar. - “Demagogica”, “populista” e “tardiva”. La proposta di Walter Veltroni di ridurre lo stipendio dei parlamentari suscita polemiche da parte del Pdl. Ma è dalla Sinistra Arcobaleno che fioccano le critiche più nette. Gli ex alleati dell’Unione attaccano e ricordano che fu proprio il Partito Democratico a frenare sui tagli ai costi della politica.

“Meglio tardi che mai - commenta Cesare Salvi - siamo contenti che Veltroni abbia deciso di copiare il programma di Sinistra Arcobaleno sui tagli ai costi della politica, anche se si era dimenticato di scriverlo nel suo”. Per Salvi però “la conversione di Veltroni è tardiva: da segretario del Pd non ha speso una parola quando, con il senatore Massimo Villone e altri, abbiamo fatto una battaglia sulla legge Finanziaria per tagliare 7 milioni di euro di sprechi pubblici. E da sindaco di Roma - conclude l’ex capogruppo di SD al Senato - una delle amministrazioni in cui cè un numero eccessivo di consulenze e società miste, non ha fatto nulla per tagliare quei costi inutili”.

Secondo Gennaro Migliore, Veltroni “si è dimenticato che proprio i suoi parlamentari si sono opposti all’approvazione delle proposte di legge depositate in Parlamento, a partire da quelle di Rifondazione comunista, che prevedono l’introduzione dei tetti salariali per gli stipendi dei parlamentari e dei manager pubblici: un vero scandalo della disuguaglianza retributiva nel nostro Paese”.

“I costi della politica sono un problema serio, non una bandiera populista da agitare davanti alle folle in campagna elettorale, come fa il leader del Pd”, aggiunge Giovanni Russo Spena. E se Natale D’Amico ribadisce che “la resistenza ai tagli è arrivata, oltre che della destra, proprio da esponenti del Pd”, e Angelo Bonelli invita Veltroni a fare “meno propaganda”, per il socialista Valdo Spini, quello del segretario del Pd è un “attacco tipico di una certa tradizione comunista”.

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5 Commenti

19 03 2008
[1] michele (15:02:53)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

altro ottimo argomento da portare in campagna elettorale. e non credo si tratti di facile demagogia, ma di ritrovare un corretto rapporto tra cittadino e rappresentante anche sotto il profilo del compenso.

19 03 2008
[2] Stefano (19:36:24)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

Io credo invece che quanto prende di pensione Veltroni agli italiani non interessi come ha stupidamente subito detto Fini.

Quello che interessa è PERCHE’ li prende,è PERCHE’ solo ORA in campagna elettorale si ricorda che bisogna tagliare i costi della politica ?

Io sono abruzzese e il buon esempio da noi,ora che si sanno i redditi dei parlamentari l’ha dato solo la Sinistra Arcobaleno,Acerbo segretario di Rifondazione Comunista ha dichiarato poco meno di 30.000 euro(siccome il 58 per cento delle indennità e molti altri soldi li passa al partito giustamente!).Il caro Pastore di Forza Italia (o PDL) molti ma molti ma molti ma molti ma molti ma molti di più.

Se solo la Sinistra avesse più consenso e non venisse bollata come radicale,estremista e stupidate simili l’Italia sarebbe un paese molto ma molto migliore,il buon senso sta da questa parte !

19 03 2008
[3] Massimo Vettori (21:17:11)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

(dal titolo) L’affondo di Fini a Veltroni “un pensionato di 52 anni che percepisce 5.216 euro al mese”.
E Veltroni replica, indignato, che lui la pensione la da ai poveri.
Questo suona come un’inconsapevole presa in giro, dopo l’allungamento dei tempi di lavoro necessari e l’assorbimento del tfr ai fini delle pur sempre più misere pensioni. Soprattutto per lavori dove, letteralmente ci si può lasciare la salute o anche la pelle, lavorando obbligatoriamente fino oltre ai 60 anni di età.
Dunque sai cosa C’importa del “buon cuore” del “buonista” Veltroni (che, forse, vuol scegliere anche i pensionati suoi assistiti come il “porcellum” gli permette di fare per i candidati delle sue liste).
Ma quello che mi sembra che sfugga un pò a tutti dell’attacco di Fini e della reazione di Veltroni, andato in onda (secondo i criteri più pubblicistici su cui si gioca questo format elettorale) è proprio la sua essenza più recondita.
E cioè come allo stato di diritto, col tempo, in modo strisciante, si sia sempre più venuto sostituendo un “volontarismo caritatevole” di matrice cattolica: che fa dello Stato e della politica i luoghi delle decisioni favorevoli agli interessi forti e del caritarismo di soccorso il luogo (separato) della solidarietà fra poveri e della “solidarietà verso i poveri loro”.
E “i poveri degl’altri”?
Purchè “i poveri” non si ribellino: altrimenti cessa il territorio proprio di Veltroni e subentra il territorio proprio di Fini (come avvenne a Genova, per capirsi).
In questo modo Pd e Pdl sono complementari e “apribili a grandi intese”.
Facendo un paragone stando come la carota al bastone, come i preti ai militari.
Di questo, forse, ci stava avvertendo Berlinguer quando gli altri, mentre si riempivano le tasche con la politica, ci sottoponevano ad “esami di democrazia”: e Berlinguer rilanciava sulla democrazia.
Ma la democrazia secondo Berlinguer non partiva dal rincorrere il successo sulle posizioni altrui e, per questo, “stare con tutti”, “essere tutti”: ma si partiva dall’essere il maggior esponente politico del partito dei lavoratori (senza mai volersi sostituire ad essi) e, da questa posizione, volersi confrontare democraticamente e responsabilmente con gli altri spezzoni della società reale (allora, che che se ne dica, realmente rappresentati anche dalla politica).
Dunque, come sostiene oggi Bertinotti, consapevole di essere parte (partigiano: per dirla con Gramsci):senza però chiudersi al confronto con gli altri a partire da sé.
Né, tantomeno, rinunciando a stare dalla sua parte: questo solo a senso se non rinunciamo a dare un senso positivo all”essere partito’ (secondo le funzioni che a ciò da il dettato costituzionale).
Ma aveva anche ben capito che quello che in verità ci chiedevano questi (allora) altri era di “abolire noi stessi”.
E contro questa possibilità Berlinguer disse che “sarebbe il suicidio di un idiota”.
E, aggiungo io, avrebbe avuto una matrice bigotta.
Sta ora, appunto, andando in onda l’ultima perte del “suicidio di un idiota”.
E il suo regista non fa altro che quello che, per invidia e amore paterno, da sempre avrebbe preferito fare.
Ma non è un film, è la realtà, ed è sulla nostra pelle che questi “registi” stanno giocando: loro si divertono, ma noi dobbiamo difenderci.
Per questo Sinistra Arcobaleno!

25 03 2008
[4] antonio (15:21:56)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Che pateticità…fatemi capire,uno dice voglio tagliare i costi della politica e gli stipendi dei parlamentari…la risposta è:TI SVEGLI SOLO ORA!!!uno dice:devolvo la mia pensione a associazioni di beneficenza,la risposta è:ti butto fango addosso!!!ma fatemi capire,2 anni fa,con questa gente che ora disprezzate,ci avete firmato un programma e 2 mesi fa avete chiesto un apparentamento elettorale,adesso cambiate radicalmente idea:TI SVEGLI SOLO ORA!!!!Ma mi facciano il piacere

25 03 2008
[5] leo (15:23:06)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Che pateticità…fatemi capire,uno dice voglio tagliare i costi della politica e gli stipendi dei parlamentari…la risposta è:TI SVEGLI SOLO ORA!!!uno dice:devolvo la mia pensione a associazioni di beneficenza,la risposta è:ti butto fango addosso!!!ma fatemi capire,2 anni fa,con questa gente che ora disprezzate,ci avete firmato un programma e 2 mesi fa avete chiesto un apparentamento elettorale,adesso cambiate radicalmente idea:TI SVEGLI SOLO ORA!!!!Ma mi facciano il piacere

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