Il voto “utile” per la Sinistra Arcobaleno
8 03 2008Se sei tra quelli che vorrebbero votare la Sinistra arcobaleno ma pensano di sacrificarsi con un voto “utile” al Partito Democratico, allora è importante che tu legga questo articolo. Con questa legge elettorale non esiste “voto utile” che possa tenere Berlusconi lontano dal Governo della Repubblica Italiana. Non solo: per come è fatto il “Porcellum”, votare la Sinistra Arcobaleno in alcune regioni sottrae senatori al Popolo delle Libertà.
I possibili esiti delle elezioni di aprile sono due: il Popolo delle Libertà vincerà in entrambe le camere, oppure ci sarà un pareggio perché al Senato mancherà una chiara maggioranza. Come insegna l’esperienza di Prodi, per governare non basta il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati.
Riflettiamo un attimo sulla prima ipotesi. Il PD ha voluto “correre da solo” ed è partito con un abisso di voti che lo dividevano da Berlusconi. In queste settimane ha recuperato, ma i sondaggi sembrano confermare un distacco ancora molto ampio che difficilmente potrà essere colmato. Allora, visto che chi vince si prende il premio di maggioranza del 55 % e gli altri si spartiscono il resto, perché tapparsi il naso e dare i propri voti al Partito Democratico? Il PD si rafforzerebbe a scapito della Sinistra Arcobaleno e ciò sarebbe una beffa per chi ha fatto un “sacrificio” per cercare di salvare l’Italia da Berlusconi.
Passiamo all’altro esito possibile: il pareggio. Sul Sole 24 Ore del 26/02/2008 e del 02/03/2008 il professore Roberto D’Alimonte ha pubblicato due articoli nei quali spiega che, cifre alla mano, c’è una significativa probabilità che venga fuori un “Senato zoppo”. Scrive: “ In sintesi, la presenza di diverse liste fuori dai due poli principali, Pd-Idv e Pdl-Lega, cambia la natura della competizione mettendo ancor più a rischio il conseguimento di una vera maggioranza al Senato ”. Questo accade perché “ il risultato finale non dipende solo da quante regioni si vincono ma anche da come si perde nelle regioni in cui vincono gli altri ”. Berlusconi e Veltroni lo sanno e per questo un giorno si e uno no parlano di possibili larghe intese o grandi coalizioni dopo il voto. Ciò accadrebbe anche se il PD non riuscisse a guadagnare altri voti dagli indecisi e dipende dal fatto che il Pdl non ha più con sé il centro (UDC e Rosa Bianca).
D’Alimonte aggiunge che “ il vero rischio per il Cavaliere viene paradossalmente dalla Sinistra Arcobaleno ”, perché dove vincerà il PD il Popolo delle Libertà dovrà spartirsi il rimanente 45% dei seggi con la Sinistra e le altre forze che supereranno lo sbarramento. Quindi è anche importante che la Sinistra Arcobaleno superi la soglia dell’ 8% al Senato!
Ho sentito molti che sono indecisi tra ascoltare il cuore , e votare a sinistra, o la testa , votando il PD per fermare Berlusconi. Alcuni hanno cercato di convincere queste persone con altri argomenti, in questo articolo ci provo con freddi ragionamenti di meccanica elettorale. Ritengo però che quest’altre argomentazioni a favore del voto a sinistra siano altrettanto valide, come l’importanza della sopravvivenza della sinistra e la possibilità che un Arcobaleno forte possa influenzare le posizioni del PD (come sta avvenendo in Germania) o frenare eventuali “inciuci”. Se si mettono insieme tutti questi vari argomenti, non rimane alcun motivo per un “voto utile” al Partito Democratico: si può votare Sinistra Arcobaleno anche ascoltando la testa.
di Claudio Baccianti - Megachip
Fonte: Megachip - Il voto “utile” per la Sinistra Arcobaleno




[...] [vi invito caldamente ad informarvi maggiormente su questo tema ad es. leggendo questo articolo - http://www.sinistraarcobaleno.org/ Richiesta. Votare per “la Sinistra l’Arcobaleno” a Roma. A Roma invece PD e SA sono [...]
Se leggo e intendo bene la sostanza degli argomenti per negare l’utilità del voto al PD, in sintesi, è questa:
a) non c’è nulla da fare, alla Camera, comunque, il PDL è destinato a vincere;
b) votando quanto più numerosi è possibile al Senato per SA si può pensare di creare difficoltà a PDL, impedendogli di conseguire una maggioranza decisa anche al Senato.
Si sposa così una posizione rinunciataria in partenza, cercando consolazione in possibili difficoltà da creare a PDL in Senato, dimenticando che in quella sede il PDL potrà trovare soccorso in UDC e quant’altri. Ci si aggrappa agli argomenti sfoderati da Il Sole-24 Ore e dal Messaggero senza chiedersi perché siano giornali non propriamente di sinistra ad agitare queste “preoccupazioni”.
Invece di impegnarsi fino in fondo per creare condizioni meno sfavorevoli ad una azione politica della sinistra ci si rassegna a che il governo del paese sia consegnato alla destra. Contando sulla conquista di qualche punto percentuale in più per la SA si crede così di affermare una vitalità e una presenza della sinistra nel momento stesso in cui si decide di desistere dall’unico impegno che, nelle reali condizioni date, potrebbe evitare il determinarsi della situazione peggiore.
Non sembra molto convincente; induce a chiedersi se non è proprio così che si finirà per concorrere a far sparire una sinistra capace di incidere nella realtà.
A due settimane dal mio primo commento sul tema vedo con piacere che la mia proposta di voto “DISGIUNTO” è stata capita e temuta molto, specie da Berlusconi.
Partendo da due presupposti
1 Imperdonabile non tentare l’impossibile per impedire a Berlusconi e destra di vincere.
2 Lo possiamo fare solo assieme al PD.
Ora vediamo come si potrebbe ottenere questo risultato storico.
Il PDL si dice abbia un vantaggio di 5/6 punti sul PD.
La SA e’ accredidata del 9% (per difetto).
Se ci fosse stato un patto di desistenza e di voto di scambio (sempre nella stessa area di centro sinistra quindi nulla di scandaloso) SA avrebbe potuto lasciare liberi i propri simpatizzanti di votare alla camera per il PD mentre il PD si sarebbe attivato per fare arrivare SA a superare la soglia di sbarramento del 8% al Senato specie in quelle regioni dove è lì lì.
Risultato al PD la maggioranza relativa e il premio conseguente alla camera.
Maggioranza larga anche al Senato grazie al pieno di Senatori di SA.
Senatori SA condizionanti per contenere la politica moderata e la brama di egemonia del PD.
sono daccordo ha votare sinistra arcobaleno non ritengo per niente utile votare il voto utile al pd anche perche non vedo come fara veltroni a fare politica di sinistra avendo candidato colanino (confindustria) e calearo(federmeccanica) poi veltroni parla di precariato e flessibilita da risolvere avendo nel suo partito ex esponenti di confindustria i padroni .
come possono i padroni difendere i lavoratori? e solo demagogia ipocrita.
ciao compagni
A me sembra che sia fuorviante arrampicarsi sugli specchi per dimostrare l’imposssibile. La realtà cui ci troviamo di fronte - per spiacevole che sia - è questa e solo questa: se non ci sarà il “sorpasso” del PD sul PDL, grazie alla legge elettorale vigente, il governo per i prossimi cinque anni sarà affidato a Berlusconi & Co.. Partire dall’ipotesi che questo sorpasso sia comunque “impossibile” equivale a cercarsi un alibi per le proprie decisioni. O diciamo che avere un governo PD o un governo PDL è perfettamente equivalente e indifferente - e ci assumiamo per intero la responsabilità di una simile affermazione - o altrimenti ciascuno di noi dovrebbe fare quel che è possibile fare, nella realtà attuale, per contribuire a rendere possibile quel “sorpasso”. Non riesco a capire come e perché si possa pensare di poter “influire” su un PD (comunque ininfluente perché relegato all’opposizione) grazie a una più nutrita rappresentanza parlamentare della Sinistra Arcobaleno. Su un PD al governo, viceversa - se come Sinistra Arcobaleno si saprà sviluppare nel paese, nella società, sul territorio, una azione congrua - si potrà influire anche se la rappresentanza parlamentare dovesse essere assai contenuta. E se il timore è quello di una perdita di identità e di capacità di incidere della Sinistra determinata unicamente dal numero dei parlamentari che in questa tornata riuscirà a eleggere, vuol dire che si hanno motivi di credersi incapaci o impossibilitati a condurre una lotta politica se non all’interno dell’istituzione parlamentare, per di più così come strutturata oggi grazie alla legge “porcata”.
Ci si vuole davvero trovare nella situazione di aver concorso a determinare le peggiori condizioni politiche per un rilancio delle posizioni della Sinistra?!
In risposta al commento #18 di Gabo:
PER GABO:
Sono l’autore della risposta 13: sottoscrivo in pieno la risposta di Gabo, ed in effetti è quello il motivo per cui voterò SA, tuttavia osservo che è al contempo vero anche che il voto utile è una bufala.
In campagna elettorale due argomenti sono meglio di uno…
giorgio
p.s. ma Gabo non starà mica per Gabriela?
La questione del cosiddetto voto utile, contrapposto a quello inutile, finirà per rappresentare, nelle prossime settimane, il tema principale della campagna elettorale. Il voto utile assomiglia molto al “voto turandosi il naso” del compianto Montanelli, il quale invitava a sostenere il centro-sinistra pur di sconfiggere Berlusconi. Oggi, con tempismo bipartisan, Veltroni e il Cavaliere hanno già chiesto di votare solo per i due partiti maggiori, i loro, per garantire all’Italia un sistema politico bipolare in grado di governare e di essere all’altezza delle maggiori democrazie. Il voto ai piccoli partiti, dicono all’unisono, non servirebbe a niente.
Nulla di più falso. L’attuale legge elettorale -il famoso Porcellum di Calderoli-, con l’assurdo premio di maggioranza che non trova riscontro in alcuna democrazia europea, in realtà non conduce ad un sistema bipolare ma bipartitico che, se spinto alle estreme conseguenze, può aprire la strada a pericolose derive populiste lontane da una seria e vera democrazia parlamentare. Per questo va contrastato.
Il più chiaro esempio di sistema bipartitico è quello presente negli USA. Ma nel sistema americano il potere, apparentemente enorme, del partito vincente, che esprime il Presidente, viene ampiamente controbilanciato da una serie di contrappesi, tra i quali il rinnovo, ogni due anni, del 50% dei parlamentari (le cosiddette elezioni di medio termine), l’obbligo di ottenere il consenso del Parlamento per tutte le nomine che contano e, soprattutto, il grandissimo peso della pubblica opinione che si esprime attraverso mezzi di informazione, sostanzialmente indipendenti dal potere politico e che rappresentano il vero controllo sul potere. Tutto ciò non ha comunque impedito che un presidente come Busch, in carica da sette anni, potesse trascinare gli USA, e il mondo, in avventure belliche rovinose, con centinaia di migliaia di morti tra i civili e alcune migliaia di morti tra i giovani soldati americani le cui famiglie, oggi, non sanno chi ringraziare per questi lutti.
Perché questo è il bipartitismo: chi comanda può anche portare il paese ad una guerra senza trovare sostanziali ostacoli fino alla fine della legislatura.
Per valutare il sistema americano, inoltre, non bisogna essere tratti in inganno dalla grande lezione di democrazia alla quale stiamo assistendo in questi giorni, con le primarie per le candidature presidenziali. Quello che sta avvenendo negli USA riguarda infatti esclusivamente la vita interna dei due partiti e non il sistema politico nazionale che, con il suo bipartitismo, resta pericoloso e lontano da una compiuta democrazia parlamentare come quella espressa dai sistemi europei, in particolare - e forse non a caso dopo l’esperienza totalitaria del nazifascismo- da quello tedesco, dove esiste un pluralismo partitico parlamentare temperato da una consistente soglia di sbarramento.
PD e PDL, invece, attuano una falsa propaganda a favore del sistema americano quando, volutamente, fingono di confondere la grande lezione di democrazia interna alla vita dei partiti (che loro stessi non vogliono applicare al loro interno continuando nelle pratiche di cooptazione oligarchica) con il sistema parlamentare bipartitico americano.
Per questo non esiste oggi in Italia, a sinistra, un problema di voto utile. Se mai la presenza in Parlamento di una forte rappresentanza di sinistra-ecologista, e di una altrettanto forte rappresentanza di centro, saranno una garanzia per la democrazia del paese e saranno utili a far capire a PD e PDL che una legge porcata non può essere il grimaldello per instaurare un sistema bipartitico così anomalo, che non appartiene alla tradizione parlamentare europea e che ha in se i germi di un pericoloso desiderio di autosufficienza e di pensiero unico che non si addice al vivere democratico e che va dunque fermato con il voto del 13 di Aprile.