Petizione sulla interoperabilità del software al Parlamento Europeo
6 03 2008Il Gruppo Verdi/Ale nel Parlamento Europeo ha sostiene la petizione Open Parliament. Monica Frassoni: “Chiediamo la fine del monopolio di Microsoft nelle istituzioni europee”.
“E’ tempo che il Parlamento europeo pratichi ciò che predica, per questo sosteniamo con convinzione la petizione per il Parlamento “aperto”. Nella situazione attuale il monopolio di fatto di Microsoft ha un impatto negativo su democrazia e partecipazione, sull’innovazione e sulla competitività. Come Verdi respingiamo l’idea che i cittadini debbano utilizzare per forza i prodotti di una sola società quando vogliono comunicare con i loro rappresentanti al Parlamento europeo.
Chiediamo quindi che le istituzioni europee, in particolare il Parlamento, rendano i propri sistemi interoperabili anche con piattaforme diverse da quella di Microsoft. Proprio perché apprezziamo gli interventi della Commissione contro gli abusi da posizione dominante dell’azienda di Seattle, crediamo che le istituzione europee debbano dare per prime l’esempio con appalti più in linea con questi principi.”
Fonte: Alessandro Ronchi




meno microsoft per tutti……finalmente in questa campagna elettorale sento parlare chiaro per ciò che riguardail software libero……cari amici abbandonate il sistema operativo di microsoft è il peggiore che si trova sul mercato, è più difficile da usare, è meno stabile, è sempre pieno di virus (è anche l’unico sistema operativo che prende virus) e appartiene a un monopolista che se ne fotte di ogni regola sia del mercato che delle leggi dello stato
“Chiediamo quindi che le istituzioni europee, in particolare il Parlamento, rendano i propri sistemi interoperabili anche con piattaforme diverse da quella di Microsoft.”
Che significa?
Veramente non capisco.
microsoft è un monopolio privato……fa soldi imponendo al mercato i loro prodotti e ai vari produttori di software di adeguarsi ai loro standard per poter entrare nel mercato dei computer.
vi consiglio un film sul tema: i pirati di silicon valley
La richiesta è molto semplice: l’utente deve avere la possibilità di scelta sui sistemi che intende utilizzare.
Oggi è come se si costruissero strade dove solo una marca di automobili può viaggiare.
Rendere i propri sistemi interoperabili significa permettere anche a software non microsoft di attaccarsi a quello che si crea, permettendo la visualizzazione dei contenuti o il trattamento delle informazioni anche a software libero o Apple, per intenderci.
ancora non capisco
So bene cosa è un sistema operativo e i limiti di windows, quallo che non capisco e se c’è qualcuno che lo sa me lo spieghi, è cosa significhe che LE ISTITUZIONI RENDANO I PROPRI SISTEMI OPERATIVI INTRAOPERABILI.
Esistono NELLE ITITUZIONI sistemi o funzioni che gli utilizzatori (deputati europei della fattispecie) non possono utilizzare?
Ti faccio un esempio pratico. La firma digitale. I software che permettono di firmare documenti elettronici sono distribuiti solo per windows e non esistono alternative libere.
Nel mio caso di consigliere comunale sono costretto ad utilizzare windows per dialogare con l’amministrazione senza spostarmi fisicamente.
Inoltre i software sono come pezzi di un lego, messi uno sopra l’altro fanno l’insieme delle funzionalità che serve all’utente. Se uno di questi pezzi non è standard e non si incastra con gli altri, ed è fondamentale, allora tutta la costruzione deve essere fatta con pezzi compatibili, che sono fatti da una sola azienda.
E’ un problema complesso, ma è importante.
In passato non ci saremmo mai affidati ad un solo produttore di televisioni, avremmo pensato, giustamente, che avrebbe potuto limitare le libertà degli utenti, avendo in mano la produzione dei telecomandi…
In risposta al commento #8 di Alessandro Ronchi:
Ti faccio un esempio pratico. La firma digitale. I software che permettono di firmare documenti elettronici sono distribuiti solo per windows e non esistono alternative libere.
Ma non è vero, assolutamente, vi sono numerosi plug in per tutti i browser e i client di posta che permettono la firma digitale, anzi è vero proprio il contrario. La firma digitale della denuncia dei redditi è rilasciata sotto java che è predisposto per tutte le macchine.
Quindi torno a chiedere, si sa di cosa si sta parlando o come al solito si sparano cazzate?
Era un esempio, Bruno.
Conosco benissimo il tema, mi pare che sia tu a non comprendere bene la differenza tra un software libero ed un software multipiattaforma.
Basta fare una prova in una amministrazione pubblica, sostituendo openoffice al MS Office, per capire i tipi di problemi che derivano dalla mancanza di interoperabilità e la mancanza di standard comuni per i file da uffice automation.
Tornando all’esempio, in java è fatto solo il frontend della firma digitale e l’ultima volta che ho provato sotto linux ppc non era possibile utilizzarlo.
PS: modera i toni.
In risposta al commento #10 di Alessandro Ronchi:
Ancora non capisco, veramente.
In ufficio abbiamo openoffice e msoffice in un verso c’è la totale intraoperabilità: i file .doc sono tranquillamente gestiti da OpenOffice, forse non viceversa, ma anche MS ha ormai adottatto, con il 2007 lo standard XML, per cui direi che l’interoperabilità è ormai totale tra il momdo MS e il mondo Openoffice.
Gli è però che inseguendo le fanfaluche di presunti monopoli si tace sulla mancanza di intraoperabilità all’interno di ciascun mondo. Voglio dire che dovrebbe essere possibile trasferire un testo in una presentazione e una presentazione in un testo (Word e Power point per stare nel mondo MS) o una tebella di un formato cosidetto aperto come PDF dovrebbe essere trasferibile in un foglio di calcolo. Chi ha provato a farlo gode come con le seghe cinesi.
Meno ideologia e più obiettivi pratici per favore