Bertinotti: sì al reddito sociale per i giovani, no alle Grandi opere - Il Sole 24 ORE

5 03 2008

«Prendiamoci questo arcobaleno, mettiamoci dentro tutti i nostri simboli, le nostre storie, le persone e i loro diritti, facciamone il nostro orizzonte, il nostro rinascimento, il nostro futuro colorato contro il nero». Giornata di applausi quella di ieri di Fausto Bertinotti all’Ambra Jovinelli di Roma, dove il leader della Sinistra arcobaleno ha dato lo start ufficiale alla campagna elettorale, spiegando per oltre 90 minuti cosa è la nuova sinistra, il suo programma e la sua ragione di esistere. Una Sinistra arcobaleno, ha detto Bertinotti, in recupero, anche se «siamo sottoposti a un bombardamento delle comunicazioni di massa che in Italia vuol far credere che ci siano soltanto due partiti con una operazione insidiosa e pericolosa per la democrazia». C’è il rischio, dunque, di cancellare gli altri partiti, «a partire da questa sinistra». E annuncia una grande manifestazione contro il servizio pubblico televisivo, per la »falsificazione messa in atto dai grandi mezzi di comunicazione che vede solo due partiti correre alle elezioni».

Rispondendo questa mattina al Gr Parlamento sui conti in tasca del Sole 24 Ore sui costi che il programma elettorale della Sinistra arcobaleno ha per il sistema delle imprese ironizza: «Allora non diamo gli aumenti contrattuali», «Propongo a 24 Ore di cancellare i salari, così chissà quanto risparmiamo…». Poi risponde: «Il programma della Sinistra l’Arcobaleno può avere delle incompatibilità economiche, ma questo è un problema anche del Partito democratico che non ha copertura di bilancio, così come per il Popolo della Libertà. Ciò che è importante è la direzione di marcia, poi puoi dire che le cose sifanno gradualmente».

Nel programma della Sinistra arcobaleno, in 14 punti, si parla di riduzione della pressione fiscale per i redditi più bassi, ma parlare genericamente di abbassare le tasse, ha detto oggi Bertinotti, nel corso dell’intervista a Gr Parlamento, senza affrontare la questione dell’evasione fiscale è demagogia. Bertinotti ha ricordato che nel nostro Paese «c’è ancora una parte importante della popolazione che non le paga quasi per niente» e la stima dell’evasione si aggira fra i 100 e i 200 miliardi». Per questo una generica promessa di abbassare le tasse per tutti «è una proposta immorale».

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Bertinotti: sì al reddito sociale per i giovani, no alle Grandi opere - Il Sole 24 ORE

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6 Commenti

5 03 2008
[1] decrescita (anche monetaria) (07:45:40)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

questo articolo è tratto da http://www.luogocomune.net
di Marco Bollettino

Quante volte avete sentito parlare di “pericolo inflazione” nelle ultime settimane? Moltissime, vero?

E se qualcuno vi chiedesse che cos’è, esattamente, l’inflazione?

Probabilmente la risposta sarebbe questa:

”L’inflazione è l’aumento continuo e generalizzato del livello dei prezzi”

Questa è la definizione più accettata e diffusa al giorno d’oggi ma, come vedremo, è ingannevole ed imprecisa.

La cosa è evidente non appena ci si domanda quali siano le cause dell’inflazione.

Secondo quanto hanno riportato i giornali ad ottobre il rischio inflazione era dettato dall’aumento del prezzo del pane e della pasta., a novembre era invece la benzina. a “far correre” l’inflazione mentre a dicembre il governatore della Banca Centrale Europea, …

… Claude Trichet, avvertiva di un pericolo di inflazione in caso di aumento dei salari

A gennaio, infine, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, fa un bilancio del 2007 e spiega che la causa dell’inflazione sarebbe da ricercarsi “soprattutto negli aumenti dei prezzi internazionali del greggio e dei beni agricoli”.

L’inflazione sarebbe quindi l’aumento dei prezzi ed i prezzi in aumento… causerebbe l’inflazione!

Corollario di questo ragionamento circolare è che i rincari spesso avvengano a causa di comportamenti opportunistici e speculativi da parte dei negozianti e dei distributori e che quindi il governo possa combattere l’inflazione istituendo un garante, il cosiddetto Mr. Prezzi.

Inflazione monetaria

Ma in un mondo in cui progressivamente le parole si sono svuotate del loro significato (si pensi al termine “missione di pace” per indicare gli interventi militari in Iraq ed Afghanistan) anche il termine “inflazione” ha seguito un simile destino.

Se vogliamo quindi comprendere che cosa sia realmente l’inflazione ed in quale modo causi l’aumento continuativo e generalizzato dei prezzi, dobbiamo tornare alla sua definizione originaria, ovvero quella utilizzata dalla scuola austriaca di economia e qui enunciata da Mises:

“L’inflazione, per come questo termine è sempre stato usato ovunque e specialmente in questo paese, sta ad indicare l’incremento della quantità di moneta e di banconote in circolazione e nei conti correnti. Ma la gente oggi usa il termine inflazione per indicare il fenomeno che non è nient’altro che una conseguenza dell’inflazione stessa, ovvero la tendenza di tutti i prezzi e dei salari di aumentare.”

Insomma, come diceva Ugo Tognazzi, ” Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca”

Vediamo ora per quale motivo, in caso di aumento della quantità di moneta in circolazione, i prezzi tendono a salire:

Immaginiamo che Giorgio l’ortolano si rechi al mercato rionale per vendere le sue patate. Dall’esperienza delle settimane passate sa che fissando il prezzo a 2 euro il Kg riuscirà a vendere tutti e 15 i Kg di patate che ha portato con sé.

In piazza ci sono Anna, Beatrice e Carla che sono scese per fare la spesa: ognuna ha deciso di destinare 10 euro all’acquisto di patate dall’ortolano. Passa prima Anna e ne compra 5 kg, poi Beatrice fa lo stesso ed infine, nella tarda mattinata è il turno di Carla, che acquista gli ultimi 5 kg.

La settimana seguente il prezzo delle patate è sempre di 2 euro ma nel frattempo è successo qualcosa. Anna ha infatti sposato un bravissimo falsario ed ora può destinare all’acquisto di patate 20 euro, di cui 10 falsi.

All’apertura del mercato Anna acquista subito 10 Kg di patate e se ne va. Quando poco dopo giunge Beatrice e compra gli ultimi 5 chili Giorgio si ritrova senza più mercanzia. Siamo solo a metà mattinata e le patate sono già state tutte vendute: non c’è più nulla per Carla, che torna a casa a mani vuote.

Nei giorni seguenti Giorgio ragiona tra sé e sé: “Poiché non posso portare al mercato più di 15 chili di patate e dal momento che a 2 euro le ho vendute tutte subito, potrei provare ad aumentare il prezzo!”

Detto, fatto. La settimana successiva il prezzo delle patate è di 2 euro e cinquanta al chilo.

Come al solito passa Anna con i suoi 20 euro, con i quali ora può acquistare solo 8 kg di patate, seguita da Beatrice e Carla, le quali si dividono a metà gli ultimi 7 chili, pagando 8 euro e 75 centesimi a testa.

Giorgio l’ortolano se ne torna a casa con 37.5 euro, sette e mezzo in più della settimana precedente.

Che cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?

- I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non la riceve:

Anna riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al “prezzo vecchio” ed anche dopo l’adeguamento dei prezzi può comprare più patate di quanto riuscisse a fare in partenza (+3 Kg) , il tutto a spese di Carla e Beatrice (-1,5 Kg a testa).

- Il prezzo aumenta in seguito ad un incremento della domanda

Giorgio non aumenta il prezzo delle patate perché è un negoziante cattivo e speculatore ma lo fa in seguito ad un aumento della domanda di patate innescata dai dieci euro falsi di Anna. Un eventuale intervento governativo volto a calmierare il prezzo non farebbe altro che peggiorare la situazione (nel cap. XII dei Promessi Sposi Manzoni ne dà una splendida descrizione)

- I prezzi non vengono adeguati in modo istantaneo ed uniforme

Trascorre del tempo tra l’introduzione della moneta nuova e l’aumento effettivo dei prezzi e questi ultimi non aumentano in modo uniforme. Vediamo perché:

Siamo sempre al mercato e stavolta ci occupiamo di Dario il macellaio.

Anna è vegetariana, Carla e Beatrice spendono ogni settimana 10 euro per comprare del filetto ed a fine giornata Giorgio l’ortolano destina un terzo dei suoi ricavi (10 euro) all’acquisto di carne.

Immaginiamo che la prima settimana il prezzo della carne sia di 10 euro al Kg e che Dario abbia in negozio 3 Kg di carne, che vengono tutti venduti. Per tre settimane tutto continua come prima fino alla sera della quarta settimana, quando Giorgio arriva in negozio con 13 euro (ne ha incassati 37,5) e vorrebbe acquistare della carne che però non c’è.

Che cosa accadrà la settimana seguente al prezzo della carne?

Dario lo aumenta ad 11 euro al chilogrammo! Tra l’altro sua moglie Laura sì era lamentata con lui per l’”immotivato” aumento del prezzo delle patate….

Col passare del tempo, man mano che la nuova moneta “circola” nell’economia, vi sono adeguamenti nei prezzi di tutti i beni (ed eventualmente anche nei salari), ma in tempi ed in modalità diverse: la settimana successiva all’introduzione dei 10 euro falsi il prezzo delle patate è aumentato del 25% mentre quella seguente è toccato alla carne rincarare del 10%.

L’effetto globale è proprio quello di un aumento continuo e generalizzato dei prezzi e dei salari accompagnato da un trasferimento di ricchezza reale dagli ultimi a “ricevere la moneta nuova” (i salariati il cui stipendio aumenta solo alla fine) verso i primi ad utilizzarla.

Ma nel mondo reale chi è il falsario e soprattutto chi è Anna?

Banca Centrale, il falsario “a norma di legge”

Nessuno avrebbe dubbi nel definire furto l’attività di un falsario, anche quando i lestofanti sono interpretati da Totò e Peppino, come nel film “La banda degli onesti”.

Quando invece il “falsario” è monopolista e svolge la sua attività per legge ecco che la sua attività cessa di essere furto e diventa “politica monetaria” mentre l’immissione in circolazione di nuove banconote create dal nulla viene salutata come “iniezione di liquidità per stimolare l’economia”.

Il meccanismo con cui vengono messe in circolazione le nuove banconote non è semplice: la Banca Centrale Europea non va come Totò a far compere dal tabacchino

Quello che fa è invece regolare il sistema delle banche commerciali stabilendone i requisiti di riserva obbligatoria, ovvero la percentuale dei titoli e soprattutto dei depositi che deve essere depositata presso la Banca Centrale, fissando il tasso di interesse per i propri prestiti ed intervenendo come “prestatore di ultima istanza” ogni volta che le banche si trovano in difficoltà.

Ecco ad esempio i dati pubblicati a dicembre dalla Banca Centrale Europea:

Il broad monetary aggregate M3, ovvero la stima di tutta la moneta circolante e creditizia presente nel sistema, ha registrato un aumento dell’11,5% rispetto allo stesso mese del 2006.

Scordatevi la figura dell’usuraio violento e senza cuore: se siete “Anna” ovvero le banche commerciali, la BCE e la Fed saranno sempre pronte a prestarvi del denaro fresco di stampa!

Non sono le “patate” però l’obiettivo privilegiato degli investimenti bancari. Gli istituti di credito, sicuri di avere le spalle coperte dalla Banca Centrale, si comportano piuttosto come un giocatore d’azzardo che punta su investimenti sempre più rischiosi senza preoccuparsi delle conseguenze.

Così nascono le bolle speculative e così si determinano le crisi che seguono.

Come dite? Sono aumentati i prezzi di latte e uova? Chissà perché!

Marco Bollettino

5 03 2008
[2] anna trickst3r (13:09:11)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

a parte che mi verrebbe quasi voglia di cambiare nome all’anagrafe…. che cosa accadrebbe se la banca mondiale non immettesse nuova moneta “salutata come iniezione di liquidità per stimolare l’economia”?

5 03 2008
[3] michele (14:27:48)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: error :

l’idea del reddito sociale sono molto belle. bisogna però indicare dove si trovano le risorse: tagli alla spesa o aumento delle imposte?

5 03 2008
[4] decrescita (anche monetaria) (20:38:07)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

le tasse non vanno applicate sul lavoro (a parte quelli previdenziali), ma sui profitti, sulle proprietà e soprattutto sulle rendite. hai idea di quanti soldi si racimolerebbero se si mettesse in pratica la Tobin Tax ? cioè non solo una tassa sugli extraprofitti e sulle plusvalenze, ma sui titoli scambiati quotidianamente.

questo provvedimento non ostacolerebbe gli investimenti (cosa vuoi che ostacoli lo 0,1% o anche lo 0,5% ) ma eviterebbe o almeno rallenterebbe i comportamenti speculativi, cioè di chi fa soldi solo comprando e vendendo al momento giusto, anche più volte in una giornata.

questo darebbe più stabilità all’economia reale e il valore delle azioni corrisponderebbe al reale valore delle imprese.

inoltre il solo gettito di queste corrisponderebbe a diverse finanziarie, avanzerebbero pure dei soldi (ovviamente a danno dei speculatori, che solitamente sono le banche, le assicurazioni e i raccoglitori di fondi).

5 03 2008
[5] decrescita (anche monetaria) (20:56:35)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

Anna chiede che cosa succederebbe se non venisse immessa nuova massa monetaria. io credo che avverrebbero i seguenti passaggi.
1) non ci sarebbe più inflazione
2) non ci sarebbe bisogno di rinnovare i contratti di lavoro, meno scioperi, più produzione, meno giornate perse, meno manifestazione, nessuna perdita del valore di acquisto
3) grazie all’aumento di tecnologia (quella che fa costare i cellulari sempre meno) ci sarebbe un aumento del potere di acquisto reale dei salari che di mese in mese incrementerebbero il loro valore reale
4) questo potrebbe causare deflazione, cioè se le cose costano sempre meno, io cercherò di di rimandare i consumi il più possibile perchè dopo le stesse cose costerebbero meno di prima. si avrebbe cioè una diminuzione dei consumi superflui
5) di questo l’ambiente ci sarebbe molto grato
6) se questo fosse associato all’introduzione del reddito di esistenza, non ci sarebbe calo del benessere complessivo ma anzi un suo incremento

decidete voi se quanto esposto è auspicabile o no

7 03 2008
[6] italiano (12:29:12)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --2 :

Caro Presidente. Bertinotti
Credo che sia giunto il momento di attaccare, sa gli italiani abbiamo la memoria corta e si dimentica in fretta.
E’ giunto il momento di rinfrescare la memoria a tanti sui fatti avvenuti col governo Berlusconi, i vari provvedimenti ad personam, le leggi cancellate solo perche lo vedevano imputato, il controllo RAI le intercettazioni telefoniche con SACCA’ il parlamento bloccato per privileggiare gli interessi personali e di famiglia (casini), i suoi avvocati tutti parlamentari impegnati a scrivere leggi che potessero garantire l’incolumità propia e c’è ne sarebbe da poter indignare anche un paese come il nostro L’ITALIA:

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