8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno

29 02 2008

8.    Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno

Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.

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6 Commenti

1 03 2008
[1] Guido (10:37:02)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

In Lombardia le proposte sulla mobilità merci/persone inglobano la PEDEMONTANA FERROVIARIA ?

Guido - Milano

1 03 2008
[2] Gabriele (10:42:38)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Questa è la materia che più di altre investe le politiche degli enti locali. Lo sfruttamento urbanistico del territorio è determinato da alcuni fattori di fronte ai quali va fatto un ragionamento serio. Se contestualmente alla nota scarsità di fondi per gli enti locali, vi è la possibilità per i comuni di utilizzare parte degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, il territorio va… a quel paese!!! Si chiudono i bilanci, ma si continuano a fare colate di cemento!!!
Gli enti locali hanno poi la totale libertà di scendere a patti con i privati e di far urbanizzare territorio in cambio di opere pubbliche che non hanno alcuna priorità!!!
Le risorse per gli enti locali vanno garantite in altro modo…(es. costi della politica a tutti i livelli). Vanno ripristinati e aumentati i sistemi di controllo politico sull’operato degli amministratori (Bassanini ci ha messo del Suo in questa deregulation). Paradossalmente Vi è una totale rigidità su quanto si spende… e Vi è un totale lassismo su come si spende

1 03 2008
[3] enrico (19:58:13)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: --1 :

aggingerei una legislazione che favorisca l’utilizzo di energie rinnovabili, anche per uso domestico(autoproduzione elettrica e simili),e per la mobilità privata.obligo dell’utilizzo di tali energie da parte degli enti publici.finaziamenti per la sostituzione delle flotte auto-aziendali publiche e, del parco mezzi di trasportro publico, con mezzi a basso inquinamento, e obligo per le flotte private di una dotazione minima di auto a basso inquinamento pari all’obiettivo stabilito dai trattati internazionali(kioto e succesivi).

1 03 2008
[4] Fiastrelli Alberto (21:18:59)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +2 :

Grandi opere necessitano grandi finanziamenti. Se il tacito accordo della politica con le banche va a sacrificare la legge sul risparmio, di cui nessuno parla più, o la regolamentazione dei conflitti di interesse, ci ritroveremo sempre più in balio delle decisioni dei consigli d’amministrazione e delle lobby dell’alta finanza, tanto i privati cittadini quanto le amministrazioni pubbliche, e in questa situazione le zone grige si allargano. Per questo motivo ho una domanda: grandi opere sì, ma perché di tutta l’Europa solo in Italia sono permessi dalla legge i rifinanziamenti dei mutui degli enti pubblici tramite contratti swop?

7 03 2008
[5] Leo (12:03:14)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Basta con le colate di cemento, i colossali parcheggi in superficie ed i megacentri commerciali che fra l’altro sono già in crisi per sovrannumero (in barba alle frottole sulla concorrenza ragliate dal PD). Basta nuove strade:chi semina strade raccoglie traffico, è evidente. Poche sono le nuove strade rivelatesi utili allo smaltimento degli ingorghi.Di solito al crescere dell’accessibilità di una zona risponde un letterale assalto delle auto. Semmai va razionalizzata la rete stradale anche con l’aggiunta di brevi tratti di raccordo, bretelle, sovra/sottopassi. L’Italia è ormai letteralemnte sepolta, tranne (per ora) alcune zone, dal cemento e dall’asfalto, assurdo aggiungerne di altro. Occorrono treni per pendolari veloci, non la TAV. Nessuno sceglie di andare in 6 ore in Francia quando l’aereo ci mette la metà e costa un decimo coi low-cost,però tutti vorrebbero fare provincia-capoluogo in 15 minuti! I treni come veicolo passeggeri sono ormai superati sulle grandi distanze, nn è più epoca di TEE od Orient Express. Mentre per le merci vanno rilanciati alla grande, e nn c’è bisogno di TAV per smerciare frigoriferi o ingranaggi:la rete c’è e basta,semmai vanno riattivati i tratti disarmati per concorrere coi camions anche in provincia. Vanno riutilizzati allo spasmo gli edifici abbandonati esistenti, e se inutilizzabili valutare se ricostruirli, rimpiazzarli con edilizia residenziale popolare, o restituire il suolo al verde. Basta con i centri espositivi ciclopici che hanno devastato aree in prossimità delle città: di Fiere ce n’è fin troppe e si fanno solo concorrenza l’una con l’altra. Niente nuovi stadi fuori città: il calcio non è un’attività primaria tale da sacrificarle l’ambiente. Idem gli ospedali: enormi colossi mangiaverde. Si migliorino/ricostruiscano in sede quelli esistenti, pensando che molti nuovi nosocomi sono solo “cattedrali nel deserto”.

19 03 2008
[6] carlo (22:33:17)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

come mai quando eravate al governo avete permesso che si firmassero
gli accordi sull’autostrada pedemontana?

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