6. La pace, il disarmo
29 02 20086. La pace, il disarmo
L’Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l’art. 11 della Costituzione. L’Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell’industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.



Spero che questo punto del programma venga attuato realmente, ma temo che sarà difficile far fronte alla potente lobby dei produttori di armi e dei generali dell’esercito..ce la farete davvero? purtroppo non mi sento di essere ottimista
Si vabbè. prima rinnovate la “MISSIONE DI PACE” in Afghanistan senza nessun tipo di opposizione e poi ritornate a fare i pacifisti.
Ve lo do io un bello slogan,
“Sinistra comunista? No, sinistra trasformista”.
Riguardati l’ultimo voto sulla missione in Afghanistan, poi ne riparliamo.
be oddio…nell’ultimo voto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan la questione di fiducia posta dal governo é stata appoggiata da tutti i partiti,compresi quelli della sinistra radicale…e allo stesso modo é andato il voto sulla missione Unifil in Libano…
Non è questione di riguardarmi i voti di palazzo, è questione i coerenza.
Mi ricordo che andai al congresso Nazionale dei G.C. dopo praticamente 5 anni di lotta contro la guerra, inneggiando al pacifismo ed al disarmo e ci imposero di votare un punto all’ordine del giorno che apoggiava la scelta di R.C. di sostenere il governo nel rinnovo della “missione di pace” (questo termine mi da ancora il voltastomaco) in Afghanistan.
Ma questa è coerenza? Io mi sono spaccato la schiena sostenendo un ideale, andavo nelle piazze, nelle sedi di partito, ai meeting per dire NO ALLA GUERRA, sostenendo che la pace si fa con la pace e non con le armi. La sinistra cosidetta “radicale” che poi radicale non è nel giro di pochi mesi di governo ha fatto marcia indietro su questo argomento, e per un sostenitore convinto non è bello dare il proprio voto per una causa e vedere che questa non viene sostenuta.
Non parliamo in politichese a farlo siamo bravi tutti.
Parliamo dei fatti, dei dati oggettivi che ci ritroviamo in mano dopo un’esperienza di governo disastrosa, con quale coraggio si può andare avanti senza ammettere gli errori? Con che coraggio ci ripronpogono sempre le stesse persone da votare?
La coerenza non si misura dai voti dat all’interno di una coalizione, il nostro impegno era di sostenere la coalizione e da qui il si al voto di fiducia, già ora ci accusano a cnhe della caduta di questo governo, sentire el parole di <dalema, figurarsi se loavessimo fatto sulle missioni, non scherazate per favore…. Ma la posizione nostra è stata sempre ben chiara.
La coerenza si misura difendendo le proprie idee, sulle quali si possono fare le battaglie.
Il rifinanziamento della missione in Afghanistan è una battaglia persa, un duro colpo per la coerenza che sino a quel momento avevamo dimostrato facendo cadere un governo che non rispettava i patti.
Anche questo governo non ha rispettato i patti e non c’era certo bisogno di Rossi e Turigliatto per capire che questa coalizione non era stata votata per fare quello che ha fatto. Il programma è stato riposto in un cassetto e adesso viene tirato fuori, ma non perchè c’è la volontà da parte dei partiti di fare determinate cose, ma perchè siamo in campagna elettorale.
I voti in una coalizione sono importanti, decidono della vita o della morte di un governo, e un governo che non mantiene le promesse merita di cadere, perchè io nelle piazze c’ero, io dicevo “SONO DI RIFONDAZIONE E SONO PACIFISTA” ed erano in tanti assieme a me a gridarlo ad alta voce, e queste persone hanno votato RC perchè ci credevano in questo, e 4 anni di movimenti non possono essere sviliti per delle torbide logiche di palazzo.
Ci vuole coerenza o almeno il coraggio di ammetere i propri errori.
Ritengo che la posizione assunta in questo programma sulla pace e sul disarmo sia saggia e di buon senso. Raccoglie le indicazioni di fondo date da anni di impegni pacifisti. Il fatto di aver dato voti “incoerenti” durante il periodo del Governo Prodi è stato probabilmente, e purtroppo, un “male inevitabile” che ci mette di fronte a come la politica, arte del possibile, talvolta ci obblighi a inghiottire rospi.
Importante, adesso, è continuare a riflettere e a discutere fra noi e con tutti coloro che sono disponibili, per (ri)costruire il “popolo della pace e del disarmo”.
concordo con quanto detto…la missione in Afghanistan lasciava e lascia quantomeno perplessi..per non dire sgomenti..nelle modalità e nelle finalità che si propone.Questo non da oggi…per l’Irak si é giustamente ottenuto un ritiro a buone condizioni… per l’Afghanistan a causa dei delicati equilibri governativi,no.Ma é una sporca guerra anche quella…come disse un famoso generale dell’Armata Rossa che ricordava l’esperienza vissuta… “in Afghanistan non si può vincere..”i concetto di “conquista” é inapplicabile a quella realtà…muoiono solo soldati e civili,vittime di colpe non loro… per fortuna almeno é finita la sciagura di 8 annni di un criminale (per di più incapace)alla Casa Bianca…speriamo in un futuro migliore..
Credo che tutti sappiamo che il voto alle cosiddette missioni di pace per chi da sinistra sosteneva il governo è stato un duro rospo da ingoiare. Lo hanno ingoiato perchè credavano di poter ottenere almeno qualcosa del programma che era stato sottoscritto. Adesso è facile capire che in realtà non c’era fin dall’inizio da parte dei DS la volontà di attuare il programma. Però se Rifondazione avesse fatto cadere il governo per la missione in Afghanistan, cosa credete si sarebbe ottenuto? Il ritiro delle missioni? Già adesso è difficile far capire alla gente come stanno le cose. Purtroppo per poter veramente ottenere la fine delle guerre è necessario che la gente ricominci a pensare con la propria testa e non si beva più le storie delle missioni di pace fatte con le bombe. Finché a crederlo siamo meno dell’8% ho l’impressione che le bombe continueranno a cadere. Penso che dovremmo impegnarci seriamente non in polemiche fra noi, ma per ricostruire in questo paese una sinistra; cosa che non mi sembra affatto facile.
Dai, per favore!!! Cosa sono ste figuracce?
Prima stravotiamo i rifinanziamenti e poi diciamo che siamo pacifisti?
Ho il voltastomaco…..
Io penso che qui nessuno sia tanto felice dell’attuale missione in Afghanistan. A pensarci è passato davvero un sacco di tempo… sono passati 6 anni dalla caduta del governo Taliban in Afghanistan e la situazione è identica a come era all’inizio. Basta questo a dimostrare che la missione in Afghanistan, per come è adesso, non ha alcun senso. Se non ci sono svolte di tipo POLITICO per la gestione del conflitto in quel paese, il nostro esercito comunque non ha ragione di stare lì.
E sulle critiche alla Sinistra Arcobaleno su questo punto (comprensibilissime, sia chiaro!) rispondo portando all’attenzione la scelta che si è fatta nel 2006, quando si è deciso di dare vita all’Unione.
Si è fatta la scelta, nella fiducia di un governo di reali riforme in questo paese, di stipulare un programma di governo comune. In nessuna parte del programma si parlava del ritiro delle truppe dell’Afghanistan, e con quale motivazione avrebbe potuto la Sinistra far cadere il governo su questo punto, dopo aver urlato agli alleati per 2 anni che andava rispettato il programma? Facendo come PD & company, che non facevano nemmeno finta di leggerlo quel programma?
Si è pensato, ingenuamente, che un giorno questo governo si sarebbe occupato delle grandi tematiche sociali del paese, e il prezzo da pagare era naturalmente quello del compromesso. Cosa avremmo ottenuto a priori facendo cadere il governo dopo pochi mesi di vita per una questione non scritta nel programma?
Inoltre vorrei porre l’attenzione sulla profonda differenza tra le missioni in Afghanistan e in Libano. La Sinistra Arcobaleno ha puntato molto in sede di consiglio dei ministri sulla necessità di discutere separatamente le diverse missioni, proprio perchè tra le missioni in cui siamo impegnati, sorgono notevoli differenze di concezione.
Quella in Libano è una missione ONU (esclusivamente ONU) nata nel momento in cui Israele era ad un passo dallo scatenare una feroce occupazione generale del Libano. Il rafforzamento della missione Unifil ha obbligato Israele a tornare nei propri confini e a cessare ogni attività di tipo unilaterale.
Ben vengano missioni realmente di pace di questo tipo. Anzi, aggiungo che sarebbe opportuno che in sede ONU si discutesse della creazione di una zona di non occupazione per la striscia di Gaza, con controllo ONU.
Per quanto riguarda la vendita di armi del nostro paese, ci sono un sacco di curiosità sulle modalità in cui l’Italia viola sistematicamente le leggi NAZIONALI sulla vendita di armi!
Vedetele su http://alessandrotauro.blogspot.com/
Se volete modificare questo punto del programma con delle vostre proposte in un formato collaborativo libero e pubblicato istantaneamente vi invito a farlo nel sito di
http://www.wikidemocracy.org/wiki/partiti/sinistra_arcobaleno/start.