12. Istruzione, formazione, università, e ricerca: le vere risorse per il futuro

29 02 2008

12.    Istruzione, formazione, università, e ricerca: le vere risorse per il futuro

Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all’istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gi investimenti in università e ricerca rappresentano l’1,1% del PIL contro l’1,87% dell’Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l’Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato.  La Sinistra l’Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’estensione del tempo pieno e prolungato, l’innalzamento dell’obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell’insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l’Arcobaleno propone di aumentare l’investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi Ocse; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l’anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.

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19 Commenti

29 02 2008
[1] Giovanni (18:14:20)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Vedere per credere in che situazione siamo, dal punto di vista dei docenti a contratto dell’Università, il link sottostante (considerate che a Radio Popolare, qualche giorno fa, è stato rilevato che a Cuba c’è il problema, tra gli altri, del ribaltamento “sociale” tra chi svolge una professione e chi ha un lavoro dipendente, che sarebbe favorito rispetto al primo: siceramente preferirei insegnare a Cuba, avrei almeno di che sopravvivere….
http://firenze.repubblica.it/dettaglio/Io-prof-guadagno-3-euro-lora/1387569

Giovanni, docente a contratto

29 02 2008
[2] anna trickst3r (18:26:17)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

giovanni, visto che sei dentro l’uni, che ne pensi delle modalità di accesso ai dottorati di ricerca? è corretto parlare anche in questo casoi di familismo corporativo?

29 02 2008
[3] Phil (18:42:27)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Mi chiamo Phil sto studiano Scienze biologiche alla facoltà di scienze mfn do torino, e per quel che ho cominciato a capire, quando ti iscrivi ti dicono rose e fiori…..solo ora comprendo di coma sia ben diversa la realtà: sto studiando per non poter applicare quello che, si spera, saprò.
Soprattutto nel biosanitario

29 02 2008
[4] bluette (19:06:44)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Avete visto il rapporto di AlmaLaurea apparso in sintesi oggi in alcuni
giornali? “Professioni come caste, il lavoro si eredita da papà” titolo eloquente de Il Messaggero di oggi….e la Sinistra Arcobaleno che proponeper contrastare tutto ciò???

29 02 2008
[5] mike74rm (20:36:41)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

Abbiamo bisogno di una nuova università, più libera, più avanti, più dedita alla ricerca, più innovativa, più seria. Le scuole di specializzazione e i dottorati di ricerca devono riacquistare il loro fondamentale valore, di formazione, di conoscenza e di applicazione al mondo del lavoro, la ricerca deve crescere, come si fa a vivere senza? La scuola deve ritrovare il suo fine educativo, gli alunni tornare al rispetto degli insegnanti e gli insegnanti alla passione di insegnare. E soprattutto tutti dobbiamo ritrovare degli ideali in cui credere, per cui lottare, per cui vivere.

29 02 2008
[6] giovanni (21:58:44)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

bene per l’aumento degli investimenti per la scuola pubblica, ma senza nuovi prelievi fiscali, ma utilizzando le risorse destinate ai privati, non ritengo assolutamente concepibile che le risorse pubbliche vengano utilizzate dalle scuole private, chi vuole una istruzione privata e pilotata se lo paghi con i propri denari.

1 03 2008
[7] Erico (00:38:47)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Io propongo di introdurre una tassa sulle scuole e sulle università private per finanziare le università e le scuole pubbliche. Bene la razionalizzazione dei corsi di laurea gia iniziata negli anni precedenti. In generale aumentare l’investimento in questo settore anche a costo di sottrarre ad altri.

Innanzi tutto bisogna far funzionare quello che c’è: spesso non ci si fa nemmeno a pagare tutte le borse di studio, ne a pagare i ricercatori, ne ad assumere i docenti necessari a mantenere in vita gli insegnamenti, oppure garantire dei plessi decenti. In un secondo momento si può investire su qualcosa di nuovo, e in particolare sulla ricerca.

Sinistra Arcobaleno dovrebbe esprimere la sua idea su autonomia, e 3+2, e dire un forte no al numero chiuso.

1 03 2008
[8] michele (01:01:35)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +1 :

chiunque abbia frequentato l’università, anche quelle considerate migliori, sa che si fa di tutto tranne che ricercare e trasmettere conoscenza.

i concorsi per le cattedre sono poi una farsa ed uno scandalo senza fine.

proposta shock: abolizione del valore legale del titolo di studio, eliminazione di qualsiasi contributo statale alle università con pagamento degli studi, che non significa solo la retta ed i libri ma anche l’alloggio e prestiti a tasso zero da restituire dopo 10 anni quando uno di solito lavora, a chi ha un reddito basso.

1 03 2008
[9] mike74rm (10:18:50)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

sono d’accordissimo con michele sul titolo di studio ma vi rendete conto la cosa peggiore è che, parlo della mia esperienza a medicina sono medico specialista, da qualche anno tutti i concorsi di specializzazione e di dottorato sono oramai solo rivolti a chi ha la tesi di laurea e pubblicaizoni nella disciplina scelta al momento della laurea a 25-26 anni? In pratica io ho tutti titoli altissimi in una specialità e ora ho deciso di farne una seconda e mi è impossibilitato farla perché al concorso parto con 15-18 punti (su 100) di svantaggio su tutti gli altri perché ripeto anche se con pubblicazioni e tesi di alto valore non sono “affini” alla nuova materia scelta. Non entrerò mai. Questa per me è una privazione del diritto allo studio che deve essere garantita a tutti! Sono veramente amareggiato perché mi sembra anche in altri campi che quello che c’è è solo un gran garbuglio in cui l’unico risultato è demotivare le persone veramente motivate e appassionate alla ricerca e allo studio…le cose devono assolutamente cambiare. Poi tutta questa eredità americana in cui la valutazione è diventata quasi diffusamente solo col quiz a risposta multipla…ma come cavolo si fa a valutare l’impegno l’attitudine la bravura delle persone in questo modo? Obbligandoci a studiare a memoria una risma di 5000-6000 quiz nel migliore dei casi e basta. Capisco per una scrematura iniziale, posso anche accettarlo, ma non può essere tutto così o quasi l’iter. L’azzeramento completo della personalità. Non parliamo poi dei finanziamenti alle strutture private, mi dispiace dirlo ma purtroppo sono stato in scuola privata al liceo, conosco gente che ha fatto l’università privata e a parte il tipo di persone che ci vanno, non è importante giudicare non fa parte di me, ma veramente la loro preparazione è molto molto scarsa, lo è anche alla pubblica ma cavolo, loro oltretutto pagano e vengono finanziati, almeno dovrebbero pretendere una preparazione super super rispetto agli altri, quindi la cosa migliore è addio ai finanziamenti. E soprattutto investire nella ricerca, in borse di studio per i meritevoli che non hanno reddito sufficiente…ci sono tante di quelle teste in giro che non sanno a che porta bussare perché sono tutte chiuse.

1 03 2008
[10] anna trickst3r (10:38:21)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

sono d’accordo con te quando dici che bisogna riformualre le modalità di accesso a dottorati e specializzazioni, e in parte anche con la delegalizzazione del titolo di studio, consentirebbe di valutare non più che il valore legale dei titolo quanto le differenze tra due corsi di laurea molto diversi nella sostanza, qualitativamente distanti
anche per i quiz a risposta multipla sono d’accordo, la correzione meccanografica è consente di mantnere l’anonimato del candidato, è imparziale,consente una valutazione attendibile

1 03 2008
[11] Gian Giorgio D'Ancona (11:19:03)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Insegno scienze naturali al liceo scientifico Righi di Roma.
Concordo con l’argomentazione riportata.
Sono fermamente convinto che la libertà di pensiero, nella scuola prima ancora che nella società, sia il passaggio più stretto per l’obiettivo di una civiltà avanzata.
II pericoli della libertà di pensiero nell’insegnamento e nell’apprendimento sono pesantemente attaccati dall’esterno come dall’interno.
Ritengo che -forse perchè in Italia il senso comune sottovaluta l’importanza strategica e politica del mondo della scuola- non sono ancora venuti alla luce del pubblico dibattito i veri nodi che stanno portando la scuola all’asfissìa.
Si potrebbe cominciare dall’assoluta mancanza di democrazia nella gestione delle scuole, associata ad una perdità ormai completa di dignità e di orgoglio (oltre che di potere d’acquisto degli stipendi…) da parte dei docenti.
Mi viene sempre in mente la posizione così felicemente antagonista di Lelio Basso nei confronti della burocrazia. La scuola è il più forte e indiscusso re di tutti iburosauri. Altro che autonomia di gestione.

1 03 2008
[12] mike74rm (11:44:02)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Pensa Gian Giorgio come posso capire le tue parole, io che voglio insegnare all’università proprio per la passione dell’insegnamento. Proprio l’altro giorno ad un corso ho seguito un docente giovane che mi ha veramente emozionato e pensa che di quello che diceva condividevo poche cose ma era talmente tanta la gioia nel trasmettere ciò che insegnava perché sentivi che ci credeva che l’amava che avrebbe lottato per questo, che non ho potuto non imparare tantissimo nonostante tutto. E’questo che ci vuole per la scuola il ritorno alla passione dell’insegnante e dei ragazzi, ma molto lo fa il docente: se riesce a ritrovare l’amore ancora più forte di quello che ha per il suo lavoro, grazie anche a nuove riforme, leggi, finanziamenti, lo studente si ritroverà appassionato a seguire e soprattutto sarà maggiormente stimolato a siluppare una critica personale, “lui mi sta dicendo questo così convinto così innamorato, così appassionato, ciò è bello, ma mi corrisponde?”. E lo studente crescerà anche se il docente magari non gli starà dando “nozioni” fondamentali o che lui condivide, ma ci sarà stato un rapporto “interumano” di crescita e conoscenza che vale molto di più nel futuro che tutte le nozioni del mondo.

1 03 2008
[13] anna trickst3r (12:09:24)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

infatti… quel che un docente giovane o non più giovane deve saper trasmettere è il gusto e il piacere della ricerca e della scoperta, ed è a partire da questo piacere che il discente dà inizio al suo viaggio alla ricerca del suo spazio vitale, di un progetto di vita, di conoscenza e di lavoro
una cosa però penso sia rilevante, il legame tra percorsi formativi ed esigenze maturate a livello di formativo nel mercato del lavoro….

2 03 2008
[14] Andrea (16:08:47)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Ciao a TUTTI!sono Andrea studente universitario fuori sede di Infermieristica presso l’ateneo di Fiorentino.
Penso che i problemi dell’istruzione e della ricerca nel Nostro Paese siano ingenti e sottovalutati in molti aspetti. Tali problemi, trascurati dalla classe politica italiana e minimizzati dall’opinione pubblica, col tempo hanno portato al peggioramento dell’intero complesso formativo sociale.
Reputo altamente dannosa per lo Stato l’apatia che, anche, ma non solo, in questo frangente, ci catatterizza.
A livello universitario i problemi calienti, per ciò che mi riguarda, sono lo scarso orientamento universitario che si fa nelle scuole medie superiori, tasse dell’istruzione alte a cui va associato il costo dei materiali (libri in primis), difficoltà nell’accedere alle borse di studio per reddito e merito (a cui va associata la difficoltà di accesso ai servizi, e la soggettività dei parametri che vanno da regione a regione “è più facile prendere la borsa di studio in Piemonte anzichè in Toscana, ciò a causa dei limiti diversi di ISEEU e ISPE”). Inoltre la mancanza di equità sociale, per gli studenti fuori sede, ma comunque per tutti coloro che vogliono rendersi autonomi, rende apatici i giovani che si trovano quindi demotivati dalle basse prospetive di riuscita dei loro progetti.
Inoltre i dottorati ma anche alcune specialistiche, per moltissime materie, sono di difficile accesso oltre che assai dispersive. In particolare i dottorati sono carenti di posti (guarda il numero di accesso per il dottorato di infermieristica in tutta Italia, una ridicolaggine!). Ultimo problema saliente che riporta ai molti sopracitati è la mancanza di fondi per l’università e la ricerca, ciò ci rende complici della disfatta della Società italiana, impedendo la crescita culturale e scientifica di cui necessita.
In conclusione penso che un moto di cambiamento per tutti questi problemi non dovrebbe partire solo dalla classe politica, ma dalla stessa socistà e dagli stessi studenti.

Balix

3 03 2008
[15] andrea (00:24:05)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Ciao a tutti.
Vorrei sapere cosa vuol dire generalizzare la scuola dell’infanzia,in quanto direttamente interessato come genitore e consapevole delle problematiche relative a questa.
ciao e grazie.

4 03 2008
[16] Costanza (09:03:20)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Mi viene da dire bensvegliati a tutti. I docenti universitari a contratto e/o precari in Italia sono circa la metà dell’intero corpo docente: oltre 42 mila in totale e circa 29 mila se calcoliamo solo i docenti a contratto di insegnamenti ufficiali delle facoltà. Lo stipendio annuo va da 0 (zero) a 6000 euro l’anno. Sono privi di diritti, non possono accedere ai fondi per la ricerca o a qualsiasi altro finanziamento dell’ateneo. Aumentano ogni anno perché costano poco o nulla, si impegnano spesso più di un ordinario (per il timore di essere sostituiti), non fanno domande e non protestano mai.
Cosa pensate di farne?

P.S. Di beni culturali, spettacolo e sciocchezzuole del genere non ne vedo traccia sul programma. Ho guardato male io?

4 03 2008
[17] marco (20:38:42)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

Credo che l’introduzione di un regolamento basato sul superamento dei baronati che si trovano saldamente presenti nelle università (e non solo lì) darebbe un buon contributo per migliorare tante cose, non solo negli atenei ma in tutto il Paese.

Forse sarebbe utile mettere bene in evidenza questo aspetto nel programma elettorale.

Marco

6 03 2008
[18] Andrea (02:07:10)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: +0 :

sono sempre Andrea…quello che non mi torna è la diminuizione dei fondi per l’istruzione e l’aumento delle tasse universitarie (parlo per gli studenti dell’ateneo Fiorentino!..che tra le altre cose sfora il tetto massimo di fondi che l’università può percepire da parte degli studenti)…

6 03 2008
[19] Jacopo (09:56:38)  Add karma Subtract karma   Voto del commento: error :

Se volete modificare questo punto del programma con delle vostre proposte in un formato collaborativo libero e pubblicato istantaneamente vi invito a farlo nel sito di

http://www.wikidemocracy.org/wiki/partiti/sinistra_arcobaleno/start.

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