Famiglia Cristiana attacca la Sinistra Arcobaleno
24 12 2007In un editoriale di Beppe del Colle Famiglia Cristiana attacca la sinistra arcobaleno, “rea” di aver discusso sul merito di problematiche non negoziabili per i cattolici, come l’emendamento sull’omofobia nel decreto sicurezza.
L’attacco prosegue con l’accusa di voler distruggere la famiglia attraverso la difesa dei diritti civili, e di aver bloccato opere pubbliche come la TAV e gli inceneritori, a detta dell’autore utili proprio per la difesa “generale” dell’ambiente.
Fonte: Famiglia Cristiana



pensando di portare elementi negativi l’articolista di famiglia cristiana coglie gli elementi di autentica politica riformista e progressista che la sinistra, con grande fatica cerca di portare in primo piano.
caro del colle, complimenti e auguri
Ammetto di sostenere il Partito Democratico, ma non posso che sostenere anche voi quando ad essere messe in discussione sono quelle problematiche non negoziabili dal mondo cattolico che valgono però la libertà per molte persone di non essere discriminate, di morire con serenità, di poter essere riconosciute come coppia indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, etc.
Concordo però con l’editorialista della rivista per quanto riguarda TAV ed inceneritori, è giusto e naturale che esista un dibattito ampio quando si tratta di mettere in piedi opere importanti e con un sicuro impatto ambientale, ma spesso il nostro Paese è stato frenato dal dibattito che si trasforma in NO incondizionato, spesso anche ingiustificato.
Basti pensare agli inceneritori (o termovalorizzatori per essere più di moda), al fatto che siano il sistema primario di smaltimento dei rifiuti non riciclabili in quei paesi che spesso prendiamo a modello nella difesa dell’ambiente (Danimarca, Germania, Paesi Bassi) e che noi invece per diversi motivi non vogliamo, fermo poi creare colline di rifiuti ad ogni angolo di strada come a Napoli.
Il dibattito sugli inceneritori è molto viziato. Basta ascoltare degli esperti indipendenti in materia (anche non ambientalisti) per capire un po’ di più sulla questione.
Se si fa la raccolta differenziata porta a porta viene tolto dagli inceneritori la maggior parte del potere calorifero, e si può smaltire il residuo con un trattamento a freddo che separi i metalli ed altra materia prima dall’indifferenziato.
Si pensa, erroneamente, che gli inceneritori facciano sparire i rifiuti. Non è così, nulla si crea e nulla si distrugge. Quello che “sparisce” viene in realtà polverizzato ed immesso in atmosfera, contribuendo a patologie molto gravi di cui c’è ampia documentazione. Proprio la variabilità della composizione di quello che entra rende difficile una previsione delle patologie, ma qui siamo oltre il principio di precauzione: è dimostrato che alcuni tumori aumentano in maniera considerevole prossimità di questi impianti.
Su ogni 100 tonnellate che entrano nell’impianto, 70 vengono polverizzate e 30 rimangono come residuo della combustione. A quel punto i rifiuti urbani diventano rifiuti speciali pericolosi, da smaltire in discariche speciali (non è la stessa cenere dei nostri camini, per intenderci).
Proprio per questo gli inceneritori non sono la risposta, e la loro assenza non è il problema di Napoli, che paga 200€ a tonnellata per smaltirli (contro i 100€ di Reggio Emilia) direttamente ad aziende che non lo fanno.
Si citano altri paesi europei. Bene, nei Paesi Bassi gli inceneritori sono tassati, mentre da noi sono incentivati come produttori di energie rinnovabili. Da anni non se ne costruiscono più.
In Germania hanno una raccolta differenziata che funziona, e le quote di indifferenziato sono molto diverse dalle nostre. Inoltre la sicurezza degli impianti ha altri standard.
La dimensione europea di questi impianti è di 120′000 tonnellate l’anno, mentre ad esempio quello di Acerra mi pare sia di 700′000 tonnellate, per rendere un’idea di come sia impossibile paragonare gli impianti, che sono di tecnologie diverse.
ma allora come mai in tutte le grandi città d’europa i termovalorizzatori sono al centro delle città e l’incidenza dei tumori non è per nulla alta come vanno raccontando questi sedicenti scienziati indipendenti? qualcuno me lo può spiegare?
Un napoletano asfissiato dalla monnezza
Alessandro, che gli inceneritori inquinino è indubbio, ma la stessa cosa vale per le autostrade, gli aeroporti e le industrie chimiche, eppure giustamente se ne costruiscono lo stesso, non è pensabile demolire aeroporti o industrie in nome della protezione ambientale. Magari si costruiscono secondo i parametri di una normativa, si evita di costruire un aeroporto al centro di Roma o Milano, così come nel Parco dell’Abbruzzo, si trova il luogo adatto, si controllano i parametri di costruzione, ma poi si costruisce, stessa cosa dovrebbe valere per gli inceneritori. Se servono, servono.
Non nego nemmeno, anzi auspico che si adottino politiche locali per potenziare la raccolta differenziata o addirittura politiche nazionali per diminuire la quantità di rifiuti (sacchetti degradabili o più fini, imballi più piccoli, etc), ma non è quella la soluzione all’urgenza o almeno non è realisticamente possibile pensare di risolvere nel breve termine il problema perseguendo esclusivamente quella via, con l’immondizia in strada.
Non sono certamente la soluzione nemmeno gli inceneritori come tu giustamente dici, ma fanno parte della soluzione. Si cerca di riclare il più possibile, di ciò che rimane si manda in discarica il materiale inerte e l’umido e si brucia il resto, per finire si manda in discarica anche la cenere, non ci vuole una laurea in ingegneria chimica, è evidente.
Che esista anche e soprattutto un problema legato alla camorra è altrettanto evidente, ma non è possibile affrontare un problema urgente risalendo alla fonte. Insomma se mi va a fuoco casa per un difetto all’impianto del gas, la prima cosa che faccio è chiamare i pompieri, non l’avvocato per querelare l’azienda del gas.
Alessandro, non è per male, ma con argomenti molto simili ai tuoi si evita anche l’apertura delle discariche. Senza discariche e inceneritori, con l’immondizia in strada, non si difende né l’ambiente, né la salute dei Campani.